Giovedì 27 Febbraio 2020
   
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Dalla B alle stelle: il percorso in salita dell’Atalanta

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Nel corso di alcuni anni l’Atalanta è passata dalla Serie B a poter competere con le squadre di A per i primi posti in classifica. Si tratta già di per sé di un traguardo non indifferente, se vogliamo poi aggiungere che la squadra mostra anche un bilancio di tutto rispetto, tra i più rosei di tutta la Serie A, allora sì che possiamo parlare di un fenomeno di provincia, che ha saputo costruire, mattone dopo mattone, un successo fatto per durare nel tempo. Consultando l’insider scopriamo una precisa causa a questo percorso in rapida ascesa: nei nove anni in cui Antonio Percassi è stato alla guida dell’Atalanta la squadra ha mietuto un successo dietro l’altro, fino ad arrivare in Champions e al terzo posto nella classifica di Serie A.

Un bilancio strabiliante
Non è usuale, di questi tempi, che il bilancio di una squadra di serie A sia in perfetto ordine, con ricavi milionari e guadagni da sono. Anzi, sono molte le squadre che mostrano dei disavanzi importanti, nella costante corsa alla ricerca dello scudetto, fatta spesso di acquisti milionari e di vendite all’ultimo secondo. Questo non è avvenuto con l’Atalanta, che anzi investendo poco più di 70 milioni di euro si ritrova oggi con una squadra che ne vale quasi 200, con una primavera ricca di sorprese e un utile, nel biennio 2016/2018, superiore ai 50 milioni di euro. Addirittura per il 2019 con un nuovo stadio, di completa proprietà della squadra stessa.

Come si fa: la ricetta Atalanta
Non stiamo parlando di metodi fantasmagorici o di segreti inconfessabili; dietro ai successi dell’Atalanta c’è una gestione oculata: della squadra, dei giocatori, delle plusvalenze. Quando Percassi tornò all’Atalanta, nel giugno 2010, trovò una squadra retrocessa in serie B, dopo una stagione a dir poco deludente, e un bilancio non incredibile. Già nel 2011 la squadra poteva sfoggiare un ricavo di ben 37,9 milioni di euro e la promozione nella massima serie. Da quel giorno la situazione è stata in costante salita, con un regolare guadagno di anno in anno, dovuto soprattutto alla capacità di cedere i giocatori ottenendo il massimo possibile e questo anche dagli uomini usciti dal settore giovanile. Del resto l’Italia è anche questo, sono numerose infatti le squadre, anche in realtà minori, che danno il massimo di anno in anno, con mezzi minimi.

L’Atalanta oggi
La scorsa stagione per l’Atalanta è stata tra le migliori di sempre; il campionato 2018/2019 si è infatti chiuso con la squadra nero azzurra al terzo posto, pronta per la Champions e giunta fino in finale di Coppa Italia. Il bilancio del 2018 ha visto incassi per 155,7 milioni di euro, cosa che ha permesso di terminare il nuovo stadio di proprietà della squadra, costato più di 35 milioni di euro. Un esempio di certo da seguire, che mostra una strada non impossibile, che sicuramente moltissime squadre potrebbero imitare. Nelle prossime partite la squadra bergamasca potrà farsi valere, considerando che dovrà scontrarsi sia a livello internazionale, sia nel massima campionato italiano.

Gestire al meglio le cessioni
Questo il motto dell’Atalanta, che le permette di agire “nel rispetto di una filosofia volta a conciliare i risultati sportivi con il perseguimento dell’equilibrio economico e finanziario”, come dichiara la stessa dirigenza della squadra di Bergamo. Questo consente all’Atalanta di concentrarsi su più fronti; da un lato la rosa dei giocatori in squadra, pronti ad ogni match a dare il meglio; dall’altro lato il nuovo stadio; in più un settore giovanile che ha saputo sfornare periodicamente giovani talenti, venduti a livello internazionale per cifre decisamente interessanti. Sono le plusvalenze gestite in modo corretto uno dei segreti della squadra bergamasca, nel periodo che va dal 2011 al 2019 ben 169 milioni di fatturato derivano proprio dalla cessione dei giocatori.

Il futuro dell’Atalanta
Ad oggi il futuro della squadra non sembra altro che roseo. Da un lato le sfide della Serie A, nella quale una squadra di caratura ormai internazionale si batte con compagini che di certo hanno speso molto di più, anche solo considerando gli ultimi anni, pur ottenendo a volte risultati decisamente meno brillanti. Dall’altro lato le sfide di Champions, con la fase a gironi ancora nel pieno del suo svolgimento e l’Atalanta ancora a digiuno di punti, si spera possa rifarsi nel corso delle prossime gare, all’interno di un girone non proprio favorevole. Per la nuova stagione in corso Antonio Percassi ha voluto spendere un poco più del solito, andando ad imitare le grandi squadre, speriamo che la scelta di acquistare Duvan Esteban Zapata Banguero per 26 milioni di euro possa essere vincente, come tutte le altre effettuate negli ultimi 9 anni.

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