Giovedì 18 Luglio 2019
   
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Mafia a Polignano? La mafia vera è in discarica

copertina inchiesta rifiuti polignano

Editoriale pubblicato su 'La Voce del Paese' (edizione Polignano, uno dei 10 comuni del network) nelle edicole venerdì 12 febbraio.

 

La mafia vera

La finta e facile demagogia di alcuni politicanti anche locali, non solo nazionali, che gironzolano belli impettiti riempiendosi la bocca di belle parole e di tanto conforto e sostegno per i poveri e per la legalità, si arresta purtroppo davanti all’evidenza. In questi giorni, grazie a una fiction su RaiUno – ‘Il sindaco pescatore’ – abbiamo conosciuto le imprese del primo cittadino eroe di Pollica, Angelo Vassallo, assassinato nel 2010, inseguito da 9 proiettili calibro 9 mentre rincasava.

Il pubblico ministero Luigi Rocco, incaricato delle indagini, sostiene che l’infame assassinio sia stato commissionato dalla camorra perché il sindaco Vassallo si era opposto a pratiche illegali. Lo avrebbe ucciso la mafia, ma quella vera, non quella che si agita in questi giorni come uno spettro qui a Polignano, un’ombra che fa paura e che è stata fatta incautamente e frettolosamente allungare sulla magnifica costa, sulle facciate mozzafiato di lama Monachile e sulle copertine dei giornali come unica proiezione di un dibattito politico e mediatico malato, distorto, populista, montato all’occorrenza, solo in vista di imminenti appuntamenti elettorali.

Il sindaco pescatore Angelo Vassallo era un ostacolo al controllo del porto di Pollica (Acciaroli). Prima di morire, ci ha restituito una immagine icona: in un celebre scatto fotografico, il sindaco pescatore esibisce un calice di vino e brinda idealmente con il suo amato mare; un gesto premonitore che sarà il suo ultimo sacrificio di sangue a tutela dell’ambiente e delle meraviglie del Creato fino in fondo, a costo di morire.

I pollichesi erano al fianco di Vassallo in questa battaglia, e a ricordarcelo è quel “rompi scatole” di Pino Gialluisi, del quale pubblichiamo e condividiamo un post altamente provocatorio, e forse scomodo per tanti che invece a Polignano in passato giravano - e girerebbero ancora oggi - lo sguardo davanti alla mafia vera (non quella taroccata al Photoshop). Nel sistema mafioso inglobiamo uno stuolo di affaristi del cemento politicamente ‘infiltrati’, che hanno negato a imprenditori onesti e lungimiranti la possibilità di poter “sfruttare” il mare e la costa, beni naturali da proteggere e dai quali trarre linfa vitale per l’occupazione lavorativa nel turismo.

All’epoca ‘navigavano’ persino professionisti di facciata, arricchiti grazie al contrabbando. Cementisti, arraffoni, politicanti, contrabbandieri eccellenti, tutti insieme allegramente si sono spartiti buona parte della costa per mostrare i simulacri del potere: ville e ostentazione a più non posso. Questo accadeva a Polignano, e accade molto meno oggi nel campo dell’edilizia (grazie anche ai controlli di Polizia Municipale subentrati dalla seconda metà degli anni ’90). Accadeva con la complicità di alcuni abitanti. Qualche amministratore politico locale del passato azzardò addirittura dai palchi dei comizi, che il contrabbando non esiste.

Purtroppo, tanta mafia vera l’abbiamo avuta per decenni, fino al recente passato. Qualcuno tremerebbe se solo citassimo il caso della vicina discarica, quella sotto processo di contrada Martucci, dove finiscono anche i rifiuti di Polignano: discarica che ‘profuma’ di potente clan barese (vedi la nostra inchiesta ‘Mafia e Rifiuti’ del novembre 2012). Di questo certa stampa non ne parla, eppure tanto solerte nella pubblicazione di fotomontaggi che danneggiano l’immagine di Polignano e chi oggi vive di turismo. A proposito di discarica… hanno riaperto le ‘fogne’ e Savinuccio Parisi è in libertà. Savinuccio –  ci rivela un confidente – al massimo verrebbe qui a prendersi un gelato o a mangiare in qualche ristorante, tanto per infilare la lingua nel guscio delle ostriche, come ai vecchi tempi. Il vero pericolo invece pare sia la microcriminalità alimentata da pesci piccoli in libertà.

Allora se dobbiamo parlare di mafia, siamo seri, piuttosto combattiamo l’omertà in generale. Come dice Gialluisi: prima di essere sindaci pescatori, siamo cittadini pescatori.

NICOLA TEOFILO


Il post di Gialluisi:

Il post di Pino Gialluisi

Commenti  

 
#5 belin 2016-02-21 18:45
fare un porto del genere rendendolo privato per tanti anni, con soldi pubblici, dando la possibilita' pure di costruire sul suolo di fronte, e non fare la fogna pubblica,è da pazzi
 
 
#4 Paese di Mare 2016-02-21 14:42
La perla dell'adriatico senza porto! Che paese balordo!
 
 
#3 Perchisuonalacampana 2016-02-21 12:23
La trattativa e la relativa svendita del porto e di interi pezzi di costa avevano ed hanno più e più responsabili politici amministrativi e dirigenziali: di sinistra, di centro e di destra! Quanti, propagandisti di parte o responsabili, che si proteggono rimanendo anonimi, vogliono nascondere ed omettere le proprie responsabilità seminando fango e confusione scrivendo quel che è più comodo per loro!
 
 
#2 aspettando godot 2016-02-21 11:41
la soluzione al problema rifiuti esiste,ma se i rifiuti sono un business,la soluzione diventa il problema.Chiedetevi ma come fanno a Brescia,a Vienna,a Monaco ed in tante altre città ? Stanno distruggendo il territorio e la salute dei cittadini,complici tutti !!!!
 
 
#1 sindaco svenditore 2016-02-19 10:24
Difatti la svendita del porto a polignano e stata opera della giunta avente lo stesso colore di quella del sindaco pescatore : il centro-comunista!
 

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