Riceviamo e pubblichiamo la lettera del dott. Carlo De Luca, inviata a margine dell'interrogazione presentata dal consigliere Focarelli all'indirizzo dell'assessore alla cultura e vicesindaco De Donato, con una riflessione sulla risposta della De Donato alla stessa interpellanza.
La De Donato in consiglio ha confermato quanto scritto nella sua lettera e ha poi aggiunto: "anche se i soldi ci fossero non potrei".
"Apprendo dopo il consiglio che non sarebbero più disponibili neppure i cinquemila euro da lei stessa evidenziati" - è invece l'accusa di De Luca.
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LA LETTERA
Egregio Direttore,
torno ad importunarLa, spero per l’ultima volta, sulla vicenda del “DIARIO 1807-1815. Durante il regno di Gioacchino Murat” del polignanese Giuseppe Mallardi.
Come ormai ben noto a tutti, dopo aver ricevuto da parte dell’assessore alla Cultura e vicesindaco prof.ssa De Donato i suoi personali complimenti per tutto quanto avevo fatto per il ritrovamento del Diario nonché un caloroso incitamento ad andare avanti in vista dell’approvazione del bilancio e degli impegni di spesa, mi ero sentito in dovere di inoltrare, in data 29 giugno u.s., una formale richiesta di un contributo per poter procedere alla pubblicazione del libro.
Avevo avanzato, tra l’altro, anche l’ipotesi che l’assessorato valutasse l’opportunità di contattare altre aziende editoriali, oltre quella da me già all’epoca contattata, per poter spuntare un costo più accessibile nell’interesse ovviamente delle casse pubbliche del Comune di Polignano che, in tal modo, avrebbe potuto acquistare un maggior numero di copie a beneficio di un maggior numero di cittadini. Da allora sono passati molti mesi.
Dopo una lunga attesa, fatta di strani pervicaci ottusi silenzi, interrotta infine (D.G.!) da una risposta a me inviata a mezzo lettera raccomandata a firma del detto assessore, perveniva anche contestualmente una sua puntualizzazione sull’argomento, indirizzata al settimanale PolignanoBLU, in risposta ad una mia lettera aperta pubblicata con grande evidenza.
E se proprio occorre puntualizzare, devo dire che l’assessore riferisce di cinquemila euro accantonate nel PEG per pubblicazioni editoriali quando, invece, in occasione dell’incontro dell’otto luglio, la stessa aveva evidenziato il suo esclusivo merito per essere riuscita ad ottenere la somma di “diecimila” euro nel detto PEG, da me pure visionato con attenzione. Sorge una domanda, probabilmente anche in molti di coloro che leggeranno questa mia comunicazione, rinunciando per parte mia a molte altre: gli altri cinquemila euro come e dove sono stati “distratti”?
Potrei continuare a puntualizzare anch’io punto per punto, ma sarebbe sterile polemica da cui voglio tenermi distante, per quanto possibile, tra l’altro personalmente ritenendo la prof. De Donato la meno …” insensibile o ostile” nei confronti del Diario.
E vengo alla novità che sottopongo all’attenzione Sua e dei Suoi lettori. Apprendo da qualche minuto che ieri sera in consiglio comunale l’assessore prof.ssa De Donato avrebbe puntualizzato, in risposta ad una interrogazione ad hoc, che non sarebbero più disponibili neppure i cinquemila euro da lei stessa evidenziati nella sua replica alla mia lettera aperta pubblicata prima sul giornale on line PolignanoWEB in data 11 novembre e dal settimanale BLU in data 12.11 u.s., in quanto detta somma sarebbe stata “distratta” per l’archivio comunale.
Anche questa precisazione a me appare una “stranezza” tra le altre stranezze, perché l’assessore appena pochi giorni or sono aveva inviato una puntualizzazione pubblica pur certamente sapendo che neppure i cinquemila euro sarebbero stati più utilizzabili, peraltro facendo intendere a tutti che l’A.C. si sarebbe resa disponibile ad acquistare un “congruo” numero di copie, ma senza precisare né il numero né l’ammontare della spesa.
A me pare evidente, senza voler apparire puntiglioso o pungoloso e men che meno irrispettoso, che il menar il can per l’aia o, fuor di metafora, accampare sempre nuovi pretesti – peraltro venuti alla luce solamente dopo il silenzio perforato grazie ai numerosi interventi sulla stampa locale di decine di cittadini di Polignano (e anche di altri paesi) dispiaciuti o indignati che il Diario Mallardi incontrasse tante complicazioni per la stampa – equivale di fatto a disimpegnarsi da qualunque volontà - attuale e futura - di contribuire alla diffusione pubblica del ridetto DIARIO.
Ne prendo atto e ne prendano atto tutti quelli che con gioia e con ansia attendevano di poter leggere il Diario come auspicato da decenni, non da me che sono l’ultimo e insignificante studioso di storia paesana, ma da una lunga catena di illustri studiosi polignanesi.
Aggiungo che la mia speranza di un fattivo coinvolgimento dell’Amministrazione locale, non fosse altro che per il doveroso rispetto all’Ente comunale, aveva un suo fondamento non trascurabile PROPRIO nella diffusione del Diario... E mi spiego. Da qualche tempo anche una casa editrice nazionale mi ha contattato manifestando di essere molto interessata a procedere alla stampa del Diario e di seguito a commercializzarlo.
Tale commercializzazione non sarà, ahimè, a prezzo “politico”, come io desideravo e come avevo pure espresso nella mia istanza del 29 giugno del corrente anno, ma a prezzo di mercato. E un libro di oltre 1300 pagine, ove non si procedesse per stralci, sarà posto in vendita a un prezzo che sarà accessibile solamente a pochissimi lettori paesani, i quali peraltro dovranno fare un grosso sacrificio per eventualmente soddisfare la loro curiosità di leggere il manoscritto del giovane polignanese Giuseppe Mallardi.
Questa è la conclusione della vicenda che pone me e i detentori del manoscritto di fronte ad un bivio: accedere alla richiesta di pubblicare il Diario che sarà poi posto in vendita ad un prezzo decisamente alto oppure rinunciarvi e attendere che in futuro Polignano abbia amministratori più sensibili in modo che la pubblicazione sia fatta a un prezzo di vendita di scarsa rilevanza per qualunque tasca.
Al momento questo è lo stato dell’opera. A riguardo, per tuziorismo difensivo come dicono gli avvocati, preciso che per il DIARIO nessuno ha mai preteso ne mai pretenderà un centesimo da nessuno. È tutto a costo zero, salvo quelli per la stampa. È bene che si rifletta anche su questo piccolo particolare….. ed è bene che si rifletta anche che nella massima assise cittadina ben pochi sono stati quelli che a questa vicenda hanno prestato quel minimo di attenzione che, a mio avviso, avrebbe ben meritato. A quei pochi va il mio più sentito ringraziamento e forse anche quello di Giuseppe Mallardi che, dal mondo dei più, sorride per le piccolezze umane che, dopo duecento anni, contraddistinguono ancora il mondo dei vivi.
Grato ancora una volta dell’attenzione, distintamente saluto.
Carlo De Luca
Tutti i link agli articoli correlati:
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Commenti
Infine la tiratura. Se il libro viene stampato in economia con il contributo chiaro e certo nei tempi e nell’ammontare dell’Amministrazione cittadina, si riducono i costi di stampa per l’assenza totale di lucro e potrebbero stamparsi, come da preventivo in mio possesso sin dal luglio scorso (quello a cui fa riferimento l’assessore prof. De Donato nella sua puntualizzazione al settimanale PolignanoBLU) anche duemila copie per settecento pagine al costo di € 12.500,00. Altro preventivo in mio possesso è per ca. cinquecento pagine e per mille copie al costo di 8.000,00 + Iva. Mi pare dunque che non siano cifre rilevanti, se solo si consideri che per una manifestazione canterina a giugno scorso sono state sborsate dal Comune di Polignano ben € 12.500,00. Il costo ovviamente sale di parecchio nel caso di pubblicazione integrale del DIARIO.
Ma se si potesse sapere da subito il quantum che l’A.C. è disposta a sborsare per un libro considerato di grande interesse da moltissimi studiosi locali, tutto sarebbe più semplice e si potrebbe decidere subito se procedere con una riproduzione parziale o integrale.
Per ultimo le faccio notare quanto avrebbe detto in pubblico l’assessore vicesindaco rispondendo all’interrogazione del cons. A. Focarelli: anche se ci fossero i soldi non potrei. Se queste parole fossero vere, come io ritengo che siano, siamo di fronte a ben altro che a difficoltà di bilancio e confermerebbero quello che io ho sempre pensato e che lascio a Lei immaginare!
La sintesi è solo per motivi di spazio..