Egregio Direttore,
mi permetta per una volta di “distrarmi”, almeno un po’, dalla “telenovela” del DIARIO Mallardi che finora mi ha occupato a tempo pieno nella tenzone con l’Amministrazione comunale e, nella speranza che a breve possa ricevere qualche comunicazione definitiva per poter procedere speditamente alla fase di stampa, passo a occuparmi di tutt’altro argomento.
Mi riferisco all’argomento della rinegoziazione dei mutui in capo al nostro ente comunale e in definitiva in capo a tutti i cittadini, presenti e futuri, di Polignano.
Sono sorpreso che su questo tema delicatissimo e importantissimo non si sia mobilitata l’opinione pubblica locale, tutta presa forse dalle litigate in consiglio comunale per la sorte della Grotta delle rondinelle, perché è gravissimo che sulla testa dei cittadini di oggi ma soprattutto di domani, sia stata fatta ricadere una nuova pesantissima tassa, a fronte per giunta di nessun servizio o peggio ancora in vista di maggiori prossimi sperperi delle risorse finanziarie comunali.
E da sempre, quando si parla di carico economico sulle spalle di ognuno di noi, scatta la molla della difesa non già per non pagare le tasse, sia detto con chiarezza, ma per evitare di subire aggravi ingiustificati e vessatori. E che cosa c’è di più ingiustificato di un carico ancora più oneroso sul futuro delle prossime generazioni e di più iniquo di quella di scaricare il tutto sulle spalle di chi non è ancora arrivato sulla terra, in particolare di Polignano, ma che ci sarà, a Dio piacendo, nei prossimi anni??
La rinegoziazione, approvata in sede di ultimo consiglio comunale, di tutti i mutui attuali del comune di Polignano, anche di quelli a scadenza ravvicinata, con l’allungamento del piano di ammortamento dagli attuali diciannove anni a trent’anni, porterà un aggravio di oltre 2,5 milioni di euro sulla testa dei polignanesi, ma che importa? Quello che importa di più è aver ottenuto da subito un alleggerimento totale annuo di 200.000,00 euro.
Per spiegare meglio a chi legge, si deve precisare che gli amministratori cittadini andranno a rimborsare i 39 mutui in corso, allungati come detto a 30 anni, mediante una rata complessiva inferiore di 200.000,00 euro a quella attuale, disponibilità che si renderà utilizzabile per la spesa corrente cioè utile per spandere in mille rivoli questo presunto risparmio, che tale non è per nulla.
Avremo probabilmente un’ecstasy polignanese più ricca ancora di manifestazioni canterine, di guide turistiche in varie lingue e dialetti, di direttori artistici ingaggiati a suon di euro pronta cassa etc. con “l’insignificante” particolare che coloro che si troveranno sul groppone i 2,5 milioni di euro non saranno gli attuali amministratori, ma le future generazioni di polignanesi. Ecco perché dicevo poc’anzi che se la prendono con chi non c’è oggi non essendo ancora venuto al mondo, ma in ogni caso, piaccia o meno, sarà chiamato a pagare domani. Già abbiamo un debito pubblico statale così spaventoso che farà sentire i suoi effetti tragici a breve, adesso ci si mette anche l’aggravio del debito pubblico locale!
È bello amministrare così! Ma quale genitore, pur di vivere bene oggi, riverserebbe sui propri figli e sui propri nipoti l’onere delle sue spese attuali?
Un buon padre di famiglia stringe la cinghia oggi per far trovare un domani qualcosina ai suoi figli anche in previsione delle difficoltà maggiori che proprio questi saranno chiamati nei prossimi decenni ad affrontare.
A Polignano avviene, a livello amministrativo, tutto il contrario appunto con la sciagurata “rinegoziazione” trentennale dei mutui in essere a tutt’oggi.
Braaavi, proprio braaavi, i nostri amministratori! Siamo arrivati all’avvelenamento dei pozzi….
Carlo De Luca
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Commenti
L' optimum sarebbe avere un bilancio scevro da qualsiasi forma di accessorio ed inessenziale.
Sono ugualmente convinto che riusciremmo a spuntare una considerevole somma per necessità e contingenze varie.
Facendo un'analisi attenta e oggettiva per ogni ripartizione e per ciascun capitolo di spesa iscritto nel PEG esiste sicuramente qualche impegno di spesa da cassare o anche soltanto da rimandare. Senza considerare le indagini di mercato fondamentali per conseguire un servizio ad un prezzo ragionevolmente congruo.
Ma questa forma di ottimizzazione andrebbe operata a prescindere dalla liquidità di cassa più o meno risicata di cui dispone un’amministrazione pubblica o privata che sia ed è alla base di una gestione responsabile e consapevole.
Lei cita l’Estate Polignanese e propone un ridimensionamento dei costi, a tutto vantaggio di pochi selezionati eventi d’elite che qualifichino il nostro paese e contestualmente diano un risparmio monetario alla spesa pubblica. Tutto è opinabile, com’è opinabile ovviamente la direzione artistica della stessa rassegna estiva, ma obbiettivamente un budget di 40.000 euro per una programmazione annuale di eventi legati all’assessorato al turismo, mi sembra difficile da moderare. Tant’è in effetti la somma stanziata nel PEG per questa posta di bilancio.
Ridurre il cartellone dell’estate polignanese a pochi mirati e selezionati eventi potrebbe portare benefici in termini qualitativi, certo, ma alimenterebbe le recriminazioni da parte di cittadini, ma soprattutto commercianti che chiedono un calendario di eventi fitto e d’interesse che possa dar respiro all’indotto turistico - ricettivo.
Questo per farLe capire, sia pur convenendo insieme a lei, relativamente alla riduzione degli sprechi, che la situazione risulta comunque complessa e critica, in considerazione delle attuali scarse disponibilità finanziarie degli enti locali e nella fattispecie del Comune di Polignano che rimangono preoccupanti prescindendo dalle forze politiche che si avvicendano nelle varie legislature.
Il mio modesto contributo attraverso il mio gruppo consiliare sarà rivolto ad un saggio e coscienzioso impiego di queste somme derivanti dalla rinegoziazione dei mutui. Bisogna capitalizzare massimamente questa manovra e questo ennesimo sforzo economico che viene richiesto alla comunità, attraverso un’opera pubblica che gratifichi e renda merito ai Polignanesi per i sacrifici e la dedizione da sempre profusi per la nostra cittadina.
La saluto con rinnovata stima.
Io ribadisco che a me piacerebbe vedere impegnati in politica, locale o nazionale, prevalentemente volti e nomi di giovani.Potrà essere una banalità, ma per una volta rischio volentieri di apparire banale e non in controcorrente sempre e in ogni caso.
Al "giovane arrabbiato" suggerirei, se mi è consentito, diconservare la sua rabbia per quando scenderà in politica: da quel momento non mancheranno le occasioni di arrabbiarsi ancora di più.
Se quanto sopra accennato ha fondamento a riguardo dei comportamenti del privato, ne ha molti di più - a mio avviso - per un’amministrazione pubblica che deve cominciare a dare esempio di oculatezza e non di spreco di risorse pubbliche. Mi chiederà certamente: cosa fare o come fare? A parte la riduzione degli sprechi, si potrebbe per es. concentrare l’estate polignanese in poche manifestazioni di qualità e non in mille rivoli come è accaduto finora. Il tempo delle vacche grasse è finito e non mi sembra giusto continuarlo a spese di chi non può difendersi perché ancora di là da venire.
Lei mi ha obiettato che l’aggravio derivante dalla rinegoziazione dei mutui è di solo cinque euro pro-capite oggi (chissà perché mi è venuta subito alla memoria la famosa poesia di Trilussa sulle statistiche..), e quindi è del tutto sostenibile, ma non pensa che fra dieci anni saranno molti di più, tra venti ancora di più! Sorvolando sulla base imponibile che va restringendosi sempre di più a causa delle difficoltà economico-finanziarie delle famiglie, risulta evidente che in futuro gli ignari e incolpevoli cittadini che saranno chiamati a sostenere quell’onere imposto dai loro avi (siano di Polignano come di qualunque altro paese)non avranno altro che da maledire chiunque abbia avvelenato in precedenza i pozzi della loro esistenza.
Infine io sono tra quelli che si augura che la realtà lo contraddica o che lei abbia ragione se quella disponibilità sarà utilizzata per cantierizzare opere pubbliche. Io avrei preferito cantierizzarle risparmiando sui costi e sugli sprechi. E quando tra cinque o dieci anni non ci saranno fondi per altri cantieri che si farà? Una rinegoziazione a 50 anni, e poi a 70, spostando sempre in avanti le responsabilità del momento?
Sono certo che una persona lucida e razionale come lei sarà d’accordo con me su qualcosa, quantomeno sugli sprechi da ridurre.
Lietissimo dell’incontro, al di là ovviamente del dissenso che ha così garbatamente esposto e a cui avrei voluto rispondere in tempo reale se il PC non mi avesse temporaneamente abbandonato.
P.S. Dio solo sa quanto mi piacerebbe parlare bene della “mia” amministrazione comunale, di qualunque coloritura politica fosse, ma dovrei averne qualche fondata ragione che al momento non vedo. Forse per colpa della mia miopia politica? La prego, signor Sardano, provi a guarire la mia cecità, se possibile....
Innanzitutto la ringrazio per il tono pacato e riflessivo del suo opportuno intervento, del quale peraltro mi permetterà di non condividere affatto la linea di fondo, quella in merito a recessione e austerity che devono essere affrontati oggi a carico del…futuro.
Chiunque, anche un privato, è libero da qualche tempo (dovremmo riflettere parecchio proprio su questo particolare aspetto! ma andremmo molto lontano e forse l’annoierei)di rinegoziare il proprio debito, ma tale operazione non è mai senza oneri a fronte solo di qualche modesto o apparente beneficio. Il beneficio è quello di avere più disponibilità in tasca per mantenere lo stesso tenore di vita, come dice lei. Ma gli oneri non lievi sono a carico del pater familias o soprattutto dei figli, nati o ancora non nati? Insomma il genitore di oggi, in genere, (salvo i fortunati che, come noto, peraltro diminuiscono sempre più) si avvia a lasciare ai figli un’eredità che non è più solo di attività (un terreno, una casa etc.), ma piuttosto di passività. E questo è anche potuto accadere in passato in qualche caso (tanto che nel codice civile è prevista l’accettazione di eredità con beneficio d’inventario), ma in futuro sembra destinata a diventare la norma perché….. i debiti contratti qualcuno" prima o poi li dovrà pagare. E le banche, come noto, non sono istituti di beneficenza! anzi sono sempre ben felici di accettare le richieste di allungamento dei mutui non certo per comprensione o generosità! Se consideriamo anche il debito pubblico statale che le future generazioni si troveranno sulle spalle in maniera molto più pesante di noialtri oggi (le pensioni saranno quasi inesistenti, l’istruzione sarà a costi salatissimi, gli ospedali rarefatti etc., NON si può non concludere che noi oggi dovremmo fare tutto e di più per gravarle di meno.
Al contrario, oggi, per continuare a mantenere il nostro tenore di vita attuale all’insegna del maggior consumo possibile, che le banche e le mille finanziarie spuntate come funghi sostengono volentieri anche con il credito al consumo, condanniamo i nostri figli ad anni ben diversi da quelli vissuti dai loro genitori. Ovviamente vorrei massimamente sbagliare, ma i presupposti oggettivi non fanno prevedere alcunchè di buono. (prima parte)
Poi ci dirai pure di cosa sei capace tu...molti se lo chiedono da tanto tempo e ancora non hanno trovato risposta.
**
QUANTO MI PIACEREBBE VEDERE UN SINDACO A POLIGNANO DI TRENT’ANNI d’età! E una giunta altrettanto giovane, e un consiglio comunale fatto prevalentemente da giovani! Ma forse sono sogni di un vegliardo cui la vita si fa breve.
UN argomento così delicato e importante ovviamente non può essere trattato in un post, io ho solo accennato la mia opinione sperando che il seme (che per fortuna non è solo mio) possa germogliare e fruttificare. E se permette, me ne ritorno ora alle mie ricerche di archivio, l’unica cosa che un vecchio (o, come si dice in politicamente corretto, diversamente giovane…!) può e deve fare per la sua comunità!
P.S. La funzione dell’opinione pubblica è, a mio avviso, quella di pungolare i pubblici poteri aiutandoli, se possibile, a … sbagliare di meno perché è indubitabile che amministrare è molto più difficile che criticare.
In questo clima di austerity e di recessione in cui i trasferimenti erariali agli enti locali sono sempre più risicati e nella necessità di dover fornire alla comunità, comunque, tutti i servizi di cui fino ad oggi ha usufruito (con lauti versamenti di imposte e tasse, per carità!), era indispensabile individuare una strategia che permettesse di dar maggiore liquidità alle nostre esigue casse comunali.
Del resto non è infrequente che una famiglia che ha contratto un mutuo, vada a rinegoziare, per onorare cmq il debito, ma assicurando un tenore di vita costante a se stessa, a fronte del crescente aumento del costo della vita.
Tuttavia non è corretto sostenere che queste somme rese disponibili attraverso questa manovra siano destinate ad attività goliardiche o di sorta...cosa glielo fa credere? Non la reputo nè qualunquista ne demagogo e mi fa specie leggere certe dichiarazioni proferite dalla sua persona.
Provi per un attimo a pensare che quelle somme possano essere destinato a qualche opera pubblica che Polignano attende da molto tempo e che per via del patto di stabilità e dei mutui stessi gia accessi non può essere cantierizzata, appunto per mancanza di fondi.
Probabilmente non ci crederà e continuerà ad essere scettico e polemico con questa "manovra", ma consideri almeno anche questa ipotesi che almeno negli auspici è stata la molla che ha fatto scattare il meccanismo della rinegoziazione.
Un ultima considerazione di carattere meramente contabile.
A Polignano siamo circa 17.000 abitanti, andremo a corrispondere come lei sostiene 2,5 milioni per i prossimi 30 anni. Con due conticini facili facili si evince che ciascuno di noi si farà carico di quasi 5 euro in più all'anno per fronteggiare questa iniziativa finanziaria. 5 euro all'anno, possono essere pochi per qualcuno o tanti per qualcun'altro, ma forse per quella cifra vale la pena provare a dotare il nostro bel paese di qualche opera o servizio pubblico che altrimenti continueremmo a sognare a lungo sia noi sia i nostri figli che lei cita nella sua disamina.
Vale la pena ricordare che ad oggi il comune con le entrate di cui dispone riesce a stento a coprire le spese per la normale ed ordinaria amministrazione.
Nella certezza di poter interloquire con una persona aperta al dialogo ed al confronto, la saluto con rispetto e stima.
Antonio Sardano
se i nomi che circolano sia nella maggioranza che nell'opposizione sono sempre e continuamente gli stessi un pò è anche colpa sua...come naturalmente di coloro i quali sono abili sempre e solo a criticare.
se ciò dovesse succedere il primo voto al rispettabilissimo sig. De Luca sarà il mio.
ps: cmq sono pienamente d'accordo con lo scritto e con la posizione di questo sito che vorrei ancora più spregiudicato nello stigmatizzare le defaiances ***