Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del dott. Carlo De Luca sul caso Diario Mallardi. De Luca esprime ancora una volta tutto il suo rammarico. A margine troverete il link per rileggere le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni da Beatrice De Donato in merito alla scelta di non attribuire all'ente pubblico i costi di stampa del Diario, ritrovato dopo due secoli e interamente riscritto da De Luca.
“Il privato sostiene per primo i costi di stampa e pubblicazione. Successivamente l’amministrazione comunale decide se impegnare la spesa o meno, a seconda dell’interesse pubblico dell’opera.”. Questa la ‘sentenza’ della vicesindaco, per un diario considerato dal Maestro intellettuale Vito Errico, in una lettera a Polignanoweb, “un gioiello di storia e di interesse pubblico”. Gli appelli accorati di Errico e altri sono rimasti tuttora inascoltati.
LA LETTERA DI CARLO DE LUCA
Un po’ di precisazioni e chiarimenti in merito alle decisioni dell’Amministrazione Comunale e dell’assessore alla cultura e vicesindaco prof.ssa B. De Donato intorno al Diario Mallardi
Egregio Direttore, ho qualche difficoltà a dare inizio a questo scritto indirizzato principalmente all’assessore e vicesindaco pro-tempore prof.ssa Beatrice De Donato. Non so, infatti, se rivolgermi con tono confidenziale “all’amica” che nel maggio scorso mi aveva incoraggiato affettuosamente a proseguire velocemente nell’opera di sistemazione e trascrizione del Diario Mallardi in vista dell’approvazione del bilancio e quindi delle risorse spendibili per “i beni culturali” o se riferirmi in maniera formale “all’assessore” alla cultura di Polignano che, inspiegabilmente e stranamente ma sempre molto surrettiziamente, ha mutato posizione e atteggiamento negando di fatto qualunque contributo per la pubblicazione dell’antico manoscritto del polignanese Mallardi.
Nell’un caso o nell’altro non mi attardo sui formalismi nè sui convenevoli per rammentare subito all’assessore e soprattutto ai lettori del suo giornale che del diniego di contributo per la stampa del Diario Mallardi non è mai stato fatto alcun accenno allo scrivente, né tantomeno è mai stata rivelata, pubblicamente o riservatamente, alcuna motivazione. Il “fatto”, in sé negativo, del diniego lo si rileva solamente ex post dal silenzio tenuto dallo stesso assessore, un tacere rigoroso ed eloquente seppure punto edificante, sull’istanza inoltrata nel giugno scorso.
Il rifiuto del contributo per i costi tipografici del Diario, del tutto arbitrario e discriminatorio come si capirà se si ha la pazienza di leggere questo scritto fino alla fine, emerge con maggiore evidenza, peraltro solo in questi giorni e solo casualmente, dalla incredibile risposta a una domanda posta al suddetto assessore nel corso di una sua recente conferenza stampa in data 28 ottobre u.s. L’amministrazione comunale, ha detto l’assessore nel corso della recente intervista pubblicata su PolignanoWEB e mai rettificata dopo i miei vari interventi pubblici finalizzati a capire le eventuali legittime (!?) ragioni di questo voltafaccia, non concede alcun contributo per la stampa del prezioso Diario, perché scritto …. da un “parente” del richiedente!
Per quanto da alcuni giorni mi stia scervellando, non riesco a capire cosa c’entri la mia lontanissima parentela con il contributo comunale per la stampa del Diario. Mi si addossa cioè una sorta di conflitto di interessi, e quindi una conseguente diminutio di diritto e di fatto: il parente in sostanza non può inoltrare domanda per un contributo per la stampa di un manoscritto di un suo trisavolo (parente in lontanissimo grado, appena più vicino di Adamo ed Eva!), facendo quasi intendere che vi possa essere un interesse diretto del richiedente alla stampa del diario, interesse che l’attuale Amministrazione comunale - come noto a Polignano, quanto mai attenta al rispetto formale e sostanziale della Legge! - non potrebbe tollerare.
La richiesta di contributo, indirizzata specificatamente e intenzionalmente al succitato assessore, nella sua qualità di massimo rappresentante istituzionale della Cultura in ambito locale (vedasi il testo dell’istanza) era stata motivata non in ragione della lontana parentela che non avrebbe avuto alcun senso, ma in forza del grande valore storiografico del manoscritto, come tale segnalato nel corso dei decenni da decine di studiosi che ne avevano letto, peraltro, solo piccoli frammenti.
È anche opportuno ricordare, a beneficio anche dell’assessore ma soprattutto di chi legge questa mia ennesima iniziativa a pro della eventuale pubblicazione del Diario, che nella istanza era chiaramente precisato che il contributo era richiesto solamente per le spese di stampa e che sarebbe stato erogato dall’ufficio pagatore del Comune ovviamente non a me, ma direttamente allo stabilimento tipografico che fosse stato scelto dall’A.C.
Appare pertanto per niente credibile se non addirittura risibile, quanto accennato nell’intervista dall’assessore che tra l’altro, ripeto, non ha avvertito alcuna sensibilità istituzionale o amicale di dare formale riscontro, sia pure negativo, alla istanza inesorabilmente bocciata in giunta comunale. In altre parole si boccia, si respinge, si rifiuta qualunque contributo ma… non lo si dice!
Forse per pudore? Forse per celare la verità? Forse per prudenza? Forse per evitare grane e dissapori all’interno della maggioranza? Ogni interrogativo appare fondato, ma alla luce della grossolanità istituzionale ormai diffusa dappertutto, sul territorio nazionale come su quello locale, non deve stupire più di tanto. Ormai i rapporti tra Istituzioni e cittadini sembrano avvicinarsi sempre più a quelli tra detentori del potere liberi di fare sempre come vogliono discriminando ad nutum, e amministrati che devono tacere, subire e non protestare. Polignano sembra non fare eccezione.
Per concludere, non posso non ricordare a chi di dovere che Vito Errico, assessore alla cultura e vicesindaco per ca. 10 anni di un paese certamente più sensibile alle vicende dei beni culturali, ha scritto (cfr. PolignanoWEB del 30 ottobre sc.) che avrebbe operato in ben altra direzione da quanto inopinatamente deciso a Polignano e che pure a Polignano, non duecento anni or sono ma pochi mesi fa è stata finanziata una pubblicazione storica di altro illustre figlio di questa terra, con il contributo del Comune di Polignano.
E questo si ricava dalla quinta pagina del libro Uebi Scebeli del compaesano gen.V.C. Basile ove è scritto “volume realizzato con il contributo del Comune di Polignano a Mare” e come ci tiene a precisare nella prefazione non un assessore qualsiasi, ma proprio l’attuale assessore alla Cultura prof.ssa Beatrice De Donato.
E allora perché nel caso del Diario Basile l’assessore De Donato, e per essa l’intera A.C., usa un criterio e nel caso del Diario Mallardi ne usa un altro? E perché l’assessore non ha mai risposto, neanche sul richiesto patrocinio comunale che non comporta neppure un centesimo di spesa? E perché l’assessore di fronte agli ostacoli eventualmente rilevati non mi ha chiamato (come invece aveva fatto all’indomani della ridetta istanza del giugno scorso) per trovare una soluzione, una via d’uscita, un compromesso, una eventuale mia anticipazione totale o parziale delle spese o una mia rinuncia in toto a qualunque coinvolgimento o anche la sostituzione del parente-richiedente con chiunque altro? Possibile che l’A.C. voglia rinunciare a dare un contributo, tra l’altro di non rilevante entità, per un gioiello odeporico che dovrebbe servire a meglio qualificare “culturalmente” questo nostro amato (spesso solo a parole) paesello, solamente per un rapporto di parentela tra Autore vissuto oltre 200 anni fa e trascrittori di oggi?
È evidente che c’è un ostacolo di fondo contro cui l’assessore alla Cultura, che pure dovrebbe essere diverso in quanto “tecnico”, forse si scontra uscendone peraltro sconfitto e sottomesso. Qual è questo ostacolo?
Io credo di intuirlo, ma forse anche i lettori cominciano a capirlo avendo letto più volte severe critiche da me rivolte all’attuale A.C., a meno che non ci sia di peggio e cioè che i fondi esistenti al momento del mio incontro dell’8 luglio scorso non si siano volatilizzati, melius non siano stati “distratti” verso altri lidi per ragioni non note ai cittadini e forse neppure ai consiglieri di opposizione.
Mi dispiace, infine, dover rilevare che, a seguito delle discriminatorie decisioni del governo cittadino, si provoca un grave danno che va purtroppo a ricadere a carico dei cittadini polignanesi che non potranno leggere il Diario di chi è partito da Polignano a 18 anni e ne è ritornato a 27 anni, semi-invalido e invecchiato precocemente ma onusto di ricordi di quanto vissuto in prima persona dal 1807 al 1815 sui teatri di guerra europei al servizio di Gioacchino Murat. In particolare le pagine della orrenda carneficina che sancì il definitivo tramonto dell’astro napoleonico, la battaglia di Lipsia dell’ottobre 1813 o quelle della detenzione nelle carceri viennesi o della sconfitta di Tolentino del maggio 1815, e tante altre sono veramente da leggere con il cuore in gola.
È bene che si sappia a chi i polignanesi devono dire grazie per questo risultato!
Grato dell’attenzione e della pubblicazione. Cordialmente.
Carlo De Luca
Link correlati:
VEDI LA DELUSIONE DI CARLO DE LUCA, LA RISPOSTA DI BEATRICE DE DONATO E LA REPLICA NEI COMMENTI
LA LETTERA DI VITO ERRICO: 'IL DIARIO, UN GIOIELLO DI STORIA'
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Commenti
Caro Carlo, spero che l'Amministazione Comunale del tuo paese comprenda l'importanza della scoperta e il senso della tua fatica e riesca a onorare l'illustre antenato e a far frutto, anche per le giovani generazioni, delle sue memorie.
Con il buon senso e la buona volontà si risolvono i problemi.
ci sono Illustri Dottori di questa Amministrazione, che scrivono e recitano bene la parte dei gentili saputelli,che perdono il loro tempo nell'organizare gruppi ed incontri .......a dir poco Letterari.
Perchè mi chiedo, non prendono tale problema,,come una loro Lotta Politica, Culturale e Sociale per la Nostra Polignano a Mare
È vero lor signori sono di passaggio, come tutti del resto, e non capiscono che hanno una occasione d’oro per meritare di non passare del tutto, e di lasciare qualche traccia di loro e delle loro personali sensibilità verso la Cultura.
Bello il richiamo ai monsoni e ai temporali estivi, ma più bello ancora quel forza carlo, che mi ridà un pizzico di fiducia e di speranza.
Sappiate che solo stamattina stavo veramente per buttare a mare il manoscritto e il Cd con tutti i files perché sono veramente al massimo dell’amarezza, della delusione e della demoralizzazione. Qualcuno se ne sarà anche accorto mentre parlavo animatamente…
Grazie a tutti voi per gli interventi, tutti massimamente significativi.
Ma basterà?
Sarà sufficiente a far capire al "palazzo" sordo e cieco che occorre un ripensamento all’assurdo diniego di contribuire alla stampa del prezioso manoscritto Mallardi? e quegli studiosi che auspicavano il ritrovamento del Diario Mallardi e rimproveravano il presunto egoismo dei detentori del manoscritto, oggi dove sono? Non hanno più dimestichezza con la penna? Hanno cacciato il cervello in gabbia? Non capiscono che devono anche loro far sentire l’indignazione che cresce tra i polignanesi?
Ad essere sinceri, peraltro, credo che sarà tutto vano perché l’insipienza umana è sconfinata, specie in chi crede di essere chissà chi solo perché siede tra i banchi della giunta o del consiglio comunale….
Saper governare non sempre significa saper riconoscere e gratificare quanto ci arriva gratuitamente dal passato, ma che sangue e fatica è costato a chi ne è stato protagonista.
Crolli un'altra Domus, non c'è problema, le violente intemperie alla lunga fanno sempre inconsapevoli danni. E le Amministrazioni, si sa, sono passeggere, a volte come stagioni di piogge monsoniche, altre come brevi temporali estivi. Pur sempre di passaggio. Ma non crolli, meglio, non crolla il Gladiatore. Poiché i Beni Culturali sono carte, cartacce.
Ma la cultura è un'altra cosa.
E' il racconto a volte anche drammatico di chi sente, di chi vuole testimoniare.
Costi quello che costi.
Che passi il temporale, il diario può aspettare che torni un po' di sole. Forza Carlo.
Se ci sono problemi di bilancio, gli amministratori si autotassino. Non vogliono farlo o non possono gli amministartori, bene, si autotassino trasversalmente tutte le forze politiche presenti sul territorio ... e che ci vuole?
Il Diario non può continuare a prendere polvere.
(Ovviamente una copia non l'originale)
Tutti hanno ragione, l'amministrazione con le sue regole, gli uomini di cultura per la valutazione sul valore, coloro i quali stanno sempre alla finestra e non si esprimono perchè non ci guadagnano niente. Uno scatto di orgoglio, Polignano è mare, Modugno, Mons. Sarnelli, ma .... anche altri illustri "poco conosciuti".