VITO ERRICO: 'Ritengo il Diario Mallardi un gioiello di storia'
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Prof. Vito Errico a proposito del diario Mallardi ritrovato e interamente riscritto dal Dott. Carlo De Luca, per la cui pubblicazione, i costi di stampa - ha fatto già sapere la vicesindaco e assessore alla Cultura Beatrice De Donato - dovranno essere a carico del privato, benchè il prezioso documento fosse di interesse pubblico e di grande spessore storico culturale.
Vito Errico rompe il silenzio con questa lettera aperta alle istituzioni e alla cittadinanza, si unisce all'appello accorato di quanti considerano il Diario Mallardi un "gioiello di storia".
LA LETTERA DI VITO ERRICO
Io non sono un polignanese ma tale posso considerarmi se penso all’affetto che mi lega al cielo ed al mare, alle case ed alle vie di quella perla sorta su una falesia che guarda l’Adriatico. Va da sé che tutto ciò che si scrive su Polignano incontra il mio interesse. E d’interesse, più generale che particolare, ritengo il Diario Mallardi, un gioiello di storia che il mio amico Carlo De Luca, figlio di un amico di mio padre, ha riesumato e ordinato per far sì che un pezzo di storia ormai antica possa finalmente vedere la luce e diventare patrimonio di quanti ritengono la cultura semplice sinonimo di civiltà.
Ora, io non voglio entrare nelle beghe, nei risentimenti, nelle scuse da mal pagatori a cui spesso ricorrono le amministrazioni pubbliche quando non hanno il coraggio di parlare sinceramente e s’inventano le giustificazioni più cervellotiche, che finiscono per palesarsi solo e semplicemente ridicole,per non fare quello che andrebbe fatto in onore alla storia e, quindi, alla cultura.
So di che cosa parlo per essere stato assessore per nove anni e vicesindaco per quattro. Ma mi si lasci dire che pubblicare un libro è compito di un’amministrazione. Non è un obbligo bensì una scelta. Pubblicare un diario che trasuda storia, e per lo più sconosciuta ai più, dovrebbe essere un obbligo morale per quegli assessorati che, spesso,spendono fior di quattrini del pubblico erario per allestire manifestazioni di canzonette e spettacoli di guitti, pur essi utili ai fini di un elettoralismo in una nazione in cui il «feste, farina e forca» ha ancora il suo valore. So bene di quel che affermo perché personalmente, ai miei tempi, non mi sono sottratto alla “regola”. Alla fin fine, chi amministra un paese fa pur sempre politica e la politica si regge sul consenso, che si guadagna anche allestendo feste e festicciole.
Certo, la propensione a tal modo di agire diventa squallida quando si sostanzia soltanto del frivolo. Ed è allora che un assessorato deve qualificarsi affiancando al «leggero», che soddisfa i cuori semplici delle nostre comunità, il «profondo» che, risiedendo nella cultura (e i documenti storici sono cultura), costituiscono il lievito che fa crescere le comunità. Penso che la pubblicazione del Diario Mallardi debba ritenersi un panetto di quel lievito.
E l’amministrazione comunale di Polignano bene farebbe a farsi promotore della sua stampa. Perché non è vero che «in tutti i comuni d’Italia» è il privato a sostenere per primo le spese di stampa di un’opera e le amministrazioni ad entrare in campo in un secondo tempo. Quello è uno degli usi: l’amministrazione comunale può sempre decidere di acquistare un tot numero di copie di un’opera già stampata.
Ma l’altro uso è che l’amministrazione municipale decida di sua sponte di accollarsi le spese di stampa e distribuire il prodotto a quanti ne facciano richiesta. Quello che un’amministrazione comunale non può fare è lucrare sui costi del prodotto. Suvvia, allora! Nella fattispecie del diario Mallardi, o si dice che non si ha interesse a pubblicare un’opera e l’onestà intellettuale di un’amministrazione pubblica dovrebbe indurla a fornire convincenti giustificazioni oppure si tace. Ché ci sono silenzi molto più loquaci di logorroici discorsi……..
Vito Errico
Link correlati:
VEDI LA DELUSIONE DI CARLO DE LUCA, LA RISPOSTA DI BEATRICE DE DONATO E LA REPLICA NEI COMMENTI
VEDI L'ULTIMA LETTERA DI VITO ERRICO
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Commenti
Se si riferisce a me e ai discendenti Mallardi che conservano il manoscritto, le ribadisco che siamo pronti e disponibili alla pubblicazione. Tutto il non lieve lavoro di trascrizione fatto per molti mesi in collaborazione con chi detiene il Diario in originale, è finalizzato alla pubblicazione, altrimenti non avremmo fatto tanti sacrifici solo per il nostro personale piacere.
Potremmo anche pubblicarlo in proprio, ma che senso avrebbe!? Allora sì che sarebbe una cosa di famiglia e tra parenti, quando invece il Diario è patrimonio pubblico dell'intera comunità, come ho già scritto numerose volte, e perciò se ne dovrebbe far carico, a mio avviso, l'A.C. Questa attuale A.C., invece, forse molto impegnata su altri versanti e disattenta sul versante della cultura nonostante i fondi disponibili e in un primo tempo pure “verbalmente” promessi, se ne lava le mani per ragioni che l'assessore non ha la forza di dire, e cioè che ha ricevuto il diktat di "qualcuno" al non expedit. In parole povere, le hanno intimato: non ti azzardare a dare un euro a chi da tempo si "permette" di rivolgere pesanti critiche al nostro operato di “sagaci” amministratori! Come se il Diario Mallardi fosse di mia proprietà e il contributo per le sole spese tipografiche andasse nelle tasche dei discendenti!
Così stanno le cose, tant'è che l'assessore mantiene il suo silenzio, a tutta evidenza imbarazzato ma quasi connivente! Aggiungo che la prossima pubblicazione di ricerca storica è quasi ultimata e sarà fatta, se Dio vorrà, a spese mie non intendendo ovviamente coinvolgere l'A.C., come nel caso delle altre precedenti.
La delusione è grande, mi creda signor Terminetor, non solo per il silenzio dei pubblici poteri, ma anche per quello dell’opinione pubblica, OPPOSIZIONE COMPRESA!
Ragion per cui, il diario Mallardi rimarrà inedito, forse PER SEMPRE!
P.S. se quanto sopra detto è vero, *** condizionata nella sua attività e nella sua libertà di operatrice culturale di vertice, dovrebbe - a mio avviso - dimettersi! Ma……