
Riceviamo e pubblichiamo la lettera del dott. Carlo De Luca in merito al prezioso Diario di Mallardi.
Intanto, nella conferenza stampa di stamani indetta dalla vicesindaco Beatrice De Donato abbiamo chiesto lumi, prima di pubblicare la lettera di De Luca, sulle richieste di pubblicazione del diario di rilevante interesse pubblico e storico, che è stato tra l'altro ritrovato dopo due secoli e interamente riscritto da De Luca.
La De Donato ha risposto alla nostra domanda così: “Mallardi è un parente di Carlo De Luca. Ne ho parlato in giunta. Come in tutti i comuni d’Italia, mi hanno spiegato che è il privato a sostenere per primo i costi di stampa e pubblicazione. Successivamente l’amministrazione comunale decide se impegnare la spesa o meno, a seconda dell’interesse pubblico dell’opera. Altrimenti il comune rischia di diventare un colabrodo. L’amministrazione ha agito allo stesso modo con il libro Uebi Scebeli di Vito Cosimo Basile”.
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LA LATTERA DI CARLO DE LUCA
Nei mesi scorsi vi avevo volentieri inviato alcuni stralci delle pagine del DIARIO Mallardi 1807-1815 affinché, nelle more della pubblicazione a stampa, i vostri lettori ne potessero assaporare la conoscenza.
In verità, confesso che avevo offerto alla pubblicità quegli stralci delle pagine del Diario paventando che il difficile lavoro di trascrizione da me svolto non riuscisse in tempi brevi a vedere la luce in un bel libro a disposizione di tutti.
Ed in effetti, quel timore, considerato il lungo lasso di tempo trascorso fino ad oggi dal dì della domanda formale inviata alla Autorità pubblica locale di accollarsene i costi tipografici, si è rivelato, purtroppo, fondato. Tanto si desume dal silenzio totale che è seguito alla mia istanza. Un lungo silenzio che non può non interpretarsi se non come dissenso a rendere pubblico ciò che la storia ha sancito. Un mutismo che tenta di imbavagliare la storia narrata giorno dopo giorno da un figlio di questa terra vissuto duecento anni or sono.
Il DIARIO Mallardi, a questo punto, potrebbe rimanere inedito ancora a lungo se non forse per sempre, ancorché il grande valore storico avrebbe, cred’io, meritato una migliore e più attenta sensibilità da parte dei pubblici poteri locali.
Certo, si potrebbe provvedere diversamente alla pubblicazione, ma lascia sbigottiti sapere che, pur in presenza di fondi già stanziati nel bilancio 2010 dell’assessorato competente per iniziative culturali, tali risorse rimarranno non utilizzate. Risibile, o peggio, diventa la questione se si pensa che non si devolvono fondi pur, ripeto, disponibili per la pubblicazione di un’opera che spanderebbe luce sulla nostra storia remota e contribuirebbe a migliorare la nostra gente somministrandole cultura e poi si sciala, per esempio, per ammannire alla nostra popolazione banalissime ed effimere manifestazioni canterine di poche ore, futili esibizioni non programmate, improvvisamente calate dall’alto e dall’esterno, frettolosamente e disordinatamente organizzate nel giugno scorso davanti l’arco marchesale, ma ….. prontamente spesate a carico dei polignanesi tutti.
Eppure, avevo pensato, anche se per un sol momento, che almeno sul DIARIO Mallardi tutti i Polignanesi, senza distinzioni di sorta, avrebbero potuto trovare massima comunanza di sentimenti, anche perché il documento storico qual è il Diario Mallardi non riguarda fatti di attualità, tali da sortire l’innalzamento di barricate dialettiche in pro di un Berlusconi o di un Fini e contra un Bersani o un Di Pietro oppure viceversa. Non attiene nemmeno alla diatriba tanto attuale oggi, pro o contro il risorgimento o l’unità d’Italia. Ma, forse sta proprio in questo la ragione per la quale (quasi) nessuno si è mosso a promuovere la pubblicazione del documento storico e all’interno del “palazzo” tutto è finito sotto una incredibile coltre di un ineffabile silenzio. Chissà, se il capitano Mallardi avesse fatto in tempo a prendere la tessera del PDL o di altri partiti o fosse stato sponsorizzato da potenti personaggi altolocati etc. etc. etc., probabilmente a quest’ora avremmo assistito ad una gara spasmodica per accaparrarsene gli scritti.
I miei collaboratori sanno bene che avevo anche pensato di accollarmi interamente l’onere di stampa, ma sia essi che il consiglio di…. famiglia, hanno bocciato la mia proposta. Tal quale la situazione creatasi in seno alla giunta comunale in cui, nonostante tutto l’impegno profuso dall’assessore al ramo, la stragrande maggioranza dei decurioni di casa nostra ha decretato di affossare - chissà perché! - la proposta di accollare al bilancio comunale i costi di stampa di un’opera ch’è carne e sangue della nostra storia.
Aggiungo solamente, evitando il molto altro che andrebbe pur detto, una considerazione del tutto personale: lasciare eventualmente inedito il Diario, ormai interamente trascritto e impaginato, costituirebbe macula perenne dell’attuale Amministrazione Comunale e frustrerebbe il sogno di moltissimi Polignanesi di leggere il DIARIO nella sua interezza, come pure è sempre stato fortemente desiderato, da molti decenni fino ad oggi, da fior di studiosi locali e non.
Spero che i vostri lettori, di fronte all’incredibile silenzio e al disinteresse massimamente irresponsabile da parte degli amministratori pubblici pro-tempore verso fatti culturali di straordinaria unicità, possano comprendere non tanto l’amarezza mia e di chi mi ha collaborato, quanto il danno a carico dell’intera collettività che rischia di essere privata di un libro di grande rilevanza storica.
Grato ancora una volta, egregi Direttori, per la Vostra attenzione e per la eventuale diffusione integrale di questa mia comunicazione. Cordialmente
Carlo De Luca
P.S. Mi ero un po’ “illuso” che il progetto di stampare il Diario a spese del Comune, come era stato vivamente auspicato anche dall’assessore alla Cultura prof.ssa De Donato nel corso di un franco colloquio nel luglio scorso, potesse realizzarsi in tempi ravvicinati. In tale previsione, ahimè ingenuamente ottimistica, avevo già steso una brevissima introduzione lasciando ad altri il compito di curare la prefazione. Non ho difficoltà a mettere a disposizione di chiunque, sia il detto testo sia quello della domanda a suo tempo protocollata.
VEDI ANCHE LA PREFAZIONE DEL DIARIO MALLARDI
VEDI ANCHE IL RITROVAMENTO DEL DIARIO
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Commenti
Per caso mi ci sono imbattuto e con non poca sorpresa ritrovo una lunghissima conversazione, chiamiamola così!, tra Carlo De Luca, che conosco bene a stimo, e la Assessora alla Cultura che conosco altrettanto.
Ma insomma, possibile che per una manciata di Euro si giunga a tanto, di fronte all'ineluttabile e ormai unanime convincimento che custodire la Memoria non serve per scaldare i cuori ma serve al presente ma sopratutto è utile per il futuro? E che questo principio è di non meno inesorabile attualità quando il presente rischia di consegnarci solo giocattoli frantumati e che per ritrovare i gioielli di famiglia da trasferire ai posteri siamo costretti solo a ricorrere al passato?
Sarà sgradevole per noi tutti che il presente lo stiamo costruendo, ma purtroppo questa è la drammatica realtà.
Carlo, ti prego di non insisttere sull'argomento della "parentela": appare a tutti che è solo un pretesto, e immaginare che non si debba ricordare un antenato con il sostegno pubblico, fosse anche solo il proprio genitore, altro non è che un pretesto che non immagino neppure possa essere passato per la testa della De Donato, che è persona intelligente.
E alla quale non manca la forza di tornare alla sua Giunta, sbattere il pugno sul tavolo e farsi dare quei pochi euro: non credo, infatti, che si tratti di una tombola!!
E nella circostanza procurarsi, lei la De Donato - e sarebbe altamente meritorio per lei - , la occasione per avviare una riflessione politicoi-culturale sul tema del discernimento dell'uso di fondi destinati genericamente alla "cultura" tra quello che è cultura (un argomento del quale la Momoria Storica è parte importante) dai "circenses", di cui c'è larga traccia in giro (senza alcun riferimento specifico, ovviamente)!
Posso cogliere l'occasione per salutare Carlo e Beatrice, con cordialità, e invitarli a "fare pace" con l'impegno che mai più mi verrà in mente di affacciarmi al Sito Poilignano_Web, per quanto interessante esso sia?
Spero che la questione trovi una soluzione pacifica il più presto possibile.
Guglielmo A.
Così non è, mi pare doveroso precisarlo, perchè mi sforzo di tenere l'argomento del Diario Mallardi, considerato immeritevole dall'AC di un piccolo finanziamento pubblico per le spese tipografiche di stampa, nell'alveo della correttezza lessicale.
Grato per la attenzione alla presente precisazione.
Ci volevano questi amministratori locali per decretare che la parentela(!?!) impedisce l’erogazione di un piccolo finanziamento comunale (peraltro su fondi già stanziati, semprechè ancora esistenti....) per coprire parte delle sole spese tipografiche per la stampa di una preziosa ed esclusiva opera storica quando proprio in questi giorni impazza a Polignano la bufera sulla parentopoli per ben altre ragioni. Nella mia istanza del giugno scorso era stato puntualmente precisato che la somma doveva essere direttamente bonificata alla tipografia liberamente scelta dall'A.C.
Ma ...va bene così(si fa per dire)almeno per me che posso ormai pienamente dedicarmi ad altri studi, sarà peraltro anche una ragione in più per sperare in un poderoso repulisti alla prima occasione (poco più di un anno di pazienza!) di questi *** del tutto insensibili alla storia e alla cultura. Mi riferisco beninetso alla storia degli anni 1807-1815, scritta giorno per giorno da un nostro compaesano, non a quella dei dunga dunga di villa Belgioso.
Ma la vicenda è appena all'inizio e ne vedremo delle belle perchè l'assessore alla cultura non può così maldestramente cercare di cavarsela per salvare la sua poltrona obbedendo ai diktat dei suoi compagni di sventura. La parentela col Mallardi? ci rinuncio oppure, semprechè sia questo l’ostacolo, non ho difficoltà a trasferire il seguito, eventualmente, a chiunque volesse assumersi l'onere di curare la diffusione a stampa delle memorie diaristiche dell'antico compaesano….peraltro a spese del Comune come la prof. De Donato mi ha sempre assicurato che dovesse avvenire. Ho già rinunciato alla prefazione, posso rinunciare anche alla tre paginette della introduzione, posso completamente estraniarmi affinchè i polignanesi possano un giorno avere nelle mani questo libro scritto, si può ben dire, col sangue di uno di loro.
Aggiungo che le mie intenzioni erano quelle di far circolare il libro nelle mani dei polignanesi a prezzo veramente irrisorio se non a titolo gratuito, come ho scritto nella domanda avanzata formalmente al Comune e non già di gravarli con un nuova "tassa" sia pure sia pure a sani fini culturali e non ... canterini.
E' evidente che siamo di fronte ad una arrampicata sugli specchi sia perchè nel corso dell'incontro dell'otto luglio scorso l'assessore mi aveva assicurato che dei diecimila euro stanziati in bilancio, una piccola parte sarebbe stata utiilizzata per una pubblicazione curata dalla prof. Centrone sulla scuola elementare S.Giovanni Bosco e il rimanente per il Diario Mallardi. C'è però un'altra ragione che la prof. De Donato non ha avuto la forza di dire, e cioè che ella deve subire il diktat impostole da alcuni personaggi della maggioranza a seguito di alcuni commenti critici da me effettuati su argomenti di vita cittadina. Sono uso ad esprimere le mie opinioni a viso scoperto, a differenza di lor signori che operano male e nell'ombra. Meminisse iuvat, a tempo opportuno.
Aggiungo solo che del Diario Mallardi a me personalmente interessa poco avendolo io trascritto, memorizzato e letto. Mi facevo carico di un interesse pubblico che l'A.C. come al solito non sa interpretare avvezza a interessi di altro tipo. Peccato, come paventavo il Diario Mallardi rimarrà inedito, forse per sempre avendo io perduto l'entusiasmo di renderlo pubblico.