Lettera aperta all’Assessore al Turismo di Polignano a Mare
Egregio Assessore
Le chiedo di dedicarmi qualche minuto del suo tempo prezioso di amministratore per leggere queste poche righe, scaturite dopo aver ascoltato, peraltro casualmente, il suo bell’intervento in consiglio comunale.
Si comincia a parlare di nuova cultura del turismo a Polignano. Che cosa significa? Che l’assessore al ramo deve essere sufficientemente acculturato? o che lo siano i turisti che capitano a Polignano? O che lo siano i polignanesi per capire che cosa produce il turismo? O forse che tutti e tre i detti soggetti facciano un salto di qualità, come io credo debba essere poiché le responsabilità sono in capo a tutti, sia pure in misura diversa?
In ogni caso ben venga la cultura precipuamente in questo settore, salvo che non sia il paravento nuovo per logiche vecchie come temo possa per avventura capitare e come lei stesso mi è sembrato paventare nel Suo intervento.
Certamente c’era e c’è bisogno di una svolta nella gestione delle politiche turistiche onde non dover assistere più per esempio a manifestazioni canore con birra al seguito, non programmate anzitempo ma piuttosto calate improvvisamente dall’alto. Il tutto a spese del solito pantalone polignanese che, se interpellato, sarebbe stato forse dissenziente dalle decisioni prese dall’amministrazione locale a favore di un feudatario vicino. Ma ormai dodicimila euro sono andati fuori delle tasche dei polignanesi e purtroppo….. amen. Anche se sarebbe forse più giusto che a pagare fosse stato chiamato proprio chi ha avuto quella brillante idea del TIR davanti all’arco marchesale.
Certamente c’era e c’è bisogno di una svolta nell’ambito delle politiche turistiche onde poter ottenere bandiere blu o vele bianche pienamente meritate piuttosto che pure queste piovute dal cielo senza molto fondamento vista la scarsezza dei servizi turistici e la qualità della vita non proprio ottimale (mare poco pulito anzi quasi quotidianamente cosparso di poderose macchie oleose che nascondono il suo colore naturale, depuratore insufficiente e a ridosso del paese, piste ciclabili ridicole se non fossero addirittura penose quand’anche fossero dipinte in blu, parcheggi introvabili, viabilità e traffico viario precari, multe salate a gogò per cittadini rispettosi e viceversa tolleranza infinita per autentici barbari al volante, verde pubblico trascurato o inesistente, vedasi lungomare a sudest, centro storico pochissimo curato e spesso invaso di notte e di giorno senza alcuna proficua ricaduta commerciale e senza alcun rispetto dei residenti, porta di accesso al paese, meglio nota come arco marchesale, lasciata in balia dei piccioni che amano salutare i turisti con le loro deiezioni non proprio gradite, sosta in piazza dell’orologio all’insegna del laissez faire a favore dei non residenti quando proprio i residenti sono i primi a volerla tenere come il salotto di Polignano etc. etc. etc.).
Certamente occorre una cultura del turismo, certamente occorre reperire fondi non necessariamente sempre pubblici (ma questo è un aspetto estremamente delicato tale che potrebbe travolgere chi lo praticasse senza la dovuta trasparenza), certamente deve finire l’erogazione di contributi a pioggia, certamente occorre osare, fare e intraprendere in loco.
Vendere il mare, si sostiene oggi con termine efficace anche se di sapore troppo mercantilistico. Perché no? È la risorsa più grande che ha Polignano e se dalla valorizzazione dei servizi legati al mare ne discendesse un benessere diffuso, ben venga. Ma non basta la “vendita” del nostro mare, attraverso qualche servizio utile ai turisti.
Ben venga il servizio di barche per far conoscere le nostre grotte, ma…. le nostre grotte sono in pericolo di crolli, dopo quello nei pressi del Ristorante Da Tuccino, dopo quello della grotta piana sottostante all’hotel Covo dei saraceni, dopo quello della Grotta Palazzese e altre piccole che nel corso degli anni appalesano modifiche rispetto allo stato preesistente ma di cui non se ne parla perché di scarsa importanza.
Dobbiamo aspettarci il prossimo crollo per una maggiore notorietà del nostro amato paesello? Non credo sia necessario un evento tanto catastrofico per correre ai rimedi anzitempo per chi abbia una salda cultura dell’amministrare.
E allora una cultura del turismo può anzi dovrebbe significare soprattutto intervenire e provvedere, da saggi e lungimiranti amministratori. Mi permetto molto sommessamente di suggerire di voler cominciare a pensare di eventualmente dotare la parte della costa su cui si affaccia il paese vecchio che è un patrimonio ineguagliabile, a mio avviso di proprietà non solo nostro, di una barriera frangiflutti a una cinquantina di metri di distanza intervallata da piccole aperture. Lo specchio di mare a salvaguardia e protezione di questo breve tratto di costa, all’incirca tra grottone e lo scoglio dell’eremita, potrebbe diventare parco marino o zona esclusivamente balneabile come insistentemente proposto da anni da Giuseppe Gialluisi, l’intelligente ma inascoltato e spesso solitario difensore civico (honoris causa, beninteso) locale.
Se lo immagina, egregio assessore al turismo, quanto sarebbe incantevole questo specchio di acqua anche perché protetto e riparato dai venti di maestro e di libeccio? Magari anche con qualche approdo per i bagnanti di fronte al basso porto o alla grotta palazzese, cioè di fronte a quella perla che è il paese vecchio ricco di centinaia di antiche casette aggrappate sulla roccia ormai da una decina di secoli e che proprio per la vetustà e la precarietà delle grotte sottostanti avrebbe bisogno di un assessorato al turismo che proponesse, con intelligenza e salda determinazione e in una nuova versione più colta delle politiche turistiche, qualche opportuno e forse anche rapido intervento di conservazione.
Non posso non aggiungere ancora, in una nuova ottica delle politiche turistiche proiettate verso una fruizione ottimale ma disinteressata dell’incomparabile bene pubblico che madre natura ha generosamente lasciato proprio dalle nostre parti, che dovrebbe forse essere ripensata la scelta affrettata e insensata dell’allargamento del porto turistico di Polignano.
Basterebbe ben strutturare l’esistente porto mai completato purchè la sua superficie fosse tutta utilizzabile considerato che ad oggi la maggior parte presenta scogli affioranti o profondità non sufficienti per alcuna destinazione d’uso diportuale. Dragato e con fondali sufficientemente profondi, la superficie attuale potrebbe ospitare alcune centinaia di natanti, quanto basta per evitare deturpazioni terribilmente esizievoli e purtroppo permanenti e durature nel tempo, del nostro meraviglioso paesaggio marino, da noi polignanesi forse ancora non del tutto apprezzato nel suo immenso valore estetico e naturalistico.
Non mi dilungo oltre, quantunque parecchio ci sarebbe da dire o suggerire per una nuova cultura del turismo che non sia di antico piccolo cabotaggio, come è stato giustamente ricordato l’altra sera in sede di Consiglio comunale, solo per conservare qualche utile clientela spendibile in meschini fini elettorali.
Ricordo solo ad un solerte assessore al turismo che la lama monachile ad ogni acquazzone che Dio manda su Polignano diventa impraticabile e inguardabile. Ci vuole così tanto, in una nuova cultura del turismo, pensare di mettere un collettore sotterraneo di qualche centinaio di metri onde convogliare tutte le acque di superficie del paese al largo e non nella incantevole cala del basso porto? Si provi ad immaginare che cosa succederebbe se un improvviso nubifragio si abbattesse su Polignano il 6/7/8 di agosto prossimo quando a Polignano ci saranno decine di Tv per riprendere lo spettacolo dei tuffi da grandi altezze!
Nella nuova cultura del turismo non dovrebbe esserci anche un pizzico non diciamo di lungimiranza ma di mera, normale previdenza oltre che di sana programmazione da parte di un buono, o anche appena discreto, amministratore locale? Viepiù in chi come Lei ha tanta competenza, passione, buona volontà e fantasia operativa?
Grato per l’attenzione, scusandomi per la prolissità di questa mia contenuta comunque al massimo perché ancora molto ci sarebbe da osservare e proporre.
Cordialmente
Carlo De Luca
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Commenti
Scusi la digressione e torno volentieri al bel risveglio di stamane.
Capisco il suo stato d'animo e credo di capire bene, molto bene, cosa significa lavorare lontano. Proprio perciò la stimo assai anche se non so dare un volto e un nome al soggetto che sento di stimare.
Persone come lei ce ne sono, a mio avviso, moltissime però "debbono" uscire allo scoperto per contribuire a dare il proprio contributo, non solo di esperienze e di sofferenza ma anche di grande attaccamento e di amore alle proprie radici, per il miglioramento della nostra comunità cominciando a parlare ai pubblici poteri senza l'usbergo dell'anonimato.
Finchè si è anonimi si è vox clamans in deserto (molto di più di quelli che pure si firmano). Non le pare? Abbiamo la libertà di stampa, abbiamo un giornale che ci ospita ma forse non riusciamo ancora a capire quanto siamo fortunati al giorno d'oggi. Pensi solo un pò se queste fortune non le avessimo!
Aspetto con ansia di incontrarla e di convincerla, se possibile, passeggiando insieme e discorrendo del nostro amato paesello proprio per tentare (attraverso suggerimenti, proposte, indicazioni, segnalazioni etc.)di far funzionare - come dice lei - alcune cose che in altri paesi funzionano e a Polignano purtroppo un pò (!?) meno, non solo per quell’orrenda pista ciclabile verso nord. Per esempio perchè non proporre una pista ciclabile che vada anche a sud verso lo scoglio dell'eremita e anche oltre, proseguendo quella già esistente sul lungomare? Per far conoscere e valorizzare di più quell’altra parte di scogliera polignanese. Parliamone, dunque, ma alla luce del sole.
Concludo dicendo che oggi il mio dolore più grande è vedere che altrove le cose funzionino, che per fare una pista ciclabile SI ESPROPRIANO le terre (nel caso di Polignano io avrei espropriato le terre a monte) seppur dei notabili di paese per fare le cose fatte bene e non solo per intascare soldi pubblici, spenderne magari la metà e dotare la cittadinanza di una parvenza di pista ciclabile...ma io dico ci prendete davvero tutti per scemi?? E continuano pure a voler prendersi elogi e meriti su tale opera, per fortuna il nostro sindaco è un ingegnere fosse stato un medico chissà cosa sarebbe venuto fuori
La saluto, non potrò collegarmi per un paio di settimane ma al ritorno La leggerò volentieri sperando soprattutto in NUOVI sviluppi per il NOSTRO paese.
Resto convinto che la suonata e la cantata dei diversi componenti dell'orchestra (alias della comunità cittadina) migliori sempre la prestazione e favorisca l'ascolto da parte di chi dovrebbe farlo. Ma immagini che cosa accadrebbe se si andasse ad ascoltare un concerto con tutti gli orchestrali nascosti o mimetizzati o non individuabili o con prestanomi fittizi etc. e che suonassero ognuno per conto proprio….
Già partecipando al dibattito con la propria faccia è molto difficile che "qualcuno" ascolti le proposte, i suggerimenti, le indicazioni man mano espresse dalla base, mentre con la faccia nascosta da una maschera è (quasi)certo che non basterebbero mille amplifon per farsi sentire da chi è già sordo per mestiere. E sulla sordità diffusa nei Palazzi credo che tutti quelli in buona fede, anonimi o riconoscibili che siano, non possano che condividere, rimanendo perciò sconfitti .... almeno fino a quando un grande pernacchio – come suggerisce il sig. Cernò - non seppellirà lor signori del Potere locale (o nazionale o sovranazionale).
E per concludere, la ringrazio assai per la sua partecipazione al dibattito in corso così composta e seria pur se coperta. Un’eccezione, certamente bella ed edificante ma che conferma peraltro la regola del basso livello di correttezza che si annida dietro quasi tutte le altre facciate nascoste.
A Polignano quando ci sono eventi:il libro possibile,inagurazioni mostre,
teatro,jazz,classica è un paese acculturato,quando vengono a mangiare
gelati,ristoranti,al mare a passeggiare è un paese di vichinghi quando la Prestigiacomo vuole le piattaforme è una devastatrice,quando mette in dubbio
le vele sempre per i suoi interessi è una ambientalista, quando un imprenditore sponsorizza una manifestazione ci vuole addirittura un consiglio comunale per i perchè, quando è una birra siamo tutti alcolisti,
quando lo farà Prada, Witton saremo troppo vip, ridicolo le deiezioni dei
piccioni che sono selvaggi e neanche una parola sulle cacate degli animali
lasciate ovunque dai loro padroni,non parlo di differenziata e di orari ma
di buste di rifiuti la mattina alle sei lasciate fuori i cassonetti VUOTI e
alle sei di pomeriggio la scogliera di buste,lattine e la sera bottiglie e cartoni di pizze è offensivo srivere queste cose,non siamo meglio di nessuno
non serve lungimiranza ma servono i buoni esempi per far comportare gli altri di conseguenza,purtroppo ho già scritto che i meriti politici non si dividono ma credo che soldi permettendo un passo indietro la politica per
il parco marino,riconoscimento unesco,rifacimento porto esistente lo farebbe.
La invito, come ho fatto già un'infinità di volte - e non mi ripeterò più davvero - a rileggersi il regolamento.
1) NESSUNA CENSURA
2) NON APPROVEREMO COMMENTI CON OFFESE, INSULTI, FLAME (provocazioni) fuori luogo, che esulano dall'argomento oggetto di interesse dell'articolo.
3) GRADIREMMO COMMENTI SUI CONTENUTI DELLA LETTERA E NON SU CARLO DE LUCA, CHE NON E' L'OGGETTO DI DISCUSSIONE.
Grazie per la collaborazione e scusate lo stampatello, ma quando cè vo dicono a Roma...
un caro saluto,
nicola teofilo
PS - Info e chiarimenti a direttore
La Redazione