'Il Signore ricorda il sangue versato. Ormai ci fidiamo solo del potere d'acquisto e non ci si stupisce più delle cose belle.'
Tanta amarezza e lacrime trattenute a stento. Nell’omelia officiata ieri sera da Don Gaetano Luca, per l’ultimo saluto alla nonnina Maria, la chiesa era gremita di curiosi, amici, parenti: casse per la diffusione audio esterna anche in piazzetta dell’orologio. Tra i rappresentanti istituzionali hanno partecipato gli assessori Paolo Montalbò e Fabio Colella, il presidente del consiglio Eugenio Scagliusi, il vicesindaco Beatrice De Donato,
“Questo atroce delitto è frutto anche di una società che si imbarbarisce sempre di più. Nessuno si senta escluso dalla responsabilità di questo omicidio!”. Sgomento, rabbia nelle parole dell’arciprete, e qualche barlume di speranza affinché l’aggressore, per la cui ricostruzione del profilo gli inquirenti stanno lavorando incessantemente da venerdì sera, si faccia avanti.
“Noi viviamo in un mondo globalizzato: lo stato, l’amministrazione, la chiesa, tutte le agenzie educative come la scuola hanno grosse responsabilità”. Per Don Gaetano è una tragedia che mette a dura prova l’intera comunità polignanese, forse, per una volta, improvvisamente uscita dal letargo dell’indifferenza, dove tutti, nessuno escluso, devono assumersi le proprie responsabilità: “Come la città di Polignano abbia potuto subire un atroce omicidio, un delitto così efferato? In genere noi uomini tendiamo ad allargare le strade, le comunicazioni, le tecnologie a banda larga, e invece questa nostra nonnina di 84 anni abitava proprio nel viottolo più piccolo di Polignano, in via ranuncolo. E malgrado la nostra società progredisca nella tecnologia, nelle vie di comunicazione, regredisce sempre di più dal punto di vista della comunicazione, della relazione umana, dell’amore. Un po’ tutti facciamo parte di questo omicidio.”
L'APPELLO - Don Gaetano rinnova l’invito, fermo e rigoroso a collaborare con le istituzioni e lancia un messaggio all’assassino, nella speranza che possa leggere o possa aver sentito quelle parole o che possa costituirsi quanto prima, consegnandosi nelle mani della giustizia: “La cosa più atroce è pensare a come abbia potuto uccidere una donna innocente, indifesa. Spero che queste mie parole arrivino al cuore e al cervello di chi ha ucciso Maria. Dobbiamo rigenerare amore a Polignano. E’ stato bello in questi giorni, vedere tanti polignanesi collaborare con la giustizia. Un centinaio di persone hanno già collaborato con le forze dell’ordine. Dico che noi tutti dobbiamo rispondere a questo omicidio non chiudendoci. Capisco che questa tragedia sconvolge diametralmente tutta quella che è la vita abitudinaria di Polignano. Tuttavia, non bisogna reagire chiudendosi e neanche covando vendette: il sangue crea altro sangue. Il Signore ricorda il sangue versato. Ciascuno di noi deve capire dove sta l’errore, che cosa c’è che non va.”
La lettera della nipote Francesca ha suscitato tanta commozione. Tra quelle righe si definisce l’istantanea di una città bella come la nostra, solare e baciata dal mare che improvvisamente cambia pelle, sembra irriconoscibile e forse, per alcuni aspetti, inquietante e vulnerabile. Per noi lo è tanto più adesso, in queste ore, a causa del tam tam di voci, nomi di improbabili assassini, pettegolezzi su presunti testimoni e indagati; tutto questo rischia non solo di inquinare le indagini, ma di mutuare da questa vicenda materia prima attraverso cui tessere trame e saziare fameliche e ossessive spinte al voyeurismo. Nell'ambito della stampa e dei giornali per fortuna non si è ancora verificato nulla di tutto ciò, ma prepariamoci al peggio: lo sciacallo insiste sulla preda ed è già in agguato.
'CI STUPIAMO POCO DELLE COSE BELLE' - La caccia all’uomo non può oscurare la ragione. Don Gaetano invita tutti quanti, istituzioni comprese, a una seria riflessione: “Questa è una società a cui manca la semplicità, perché malata di odio. Non ci stupiamo più delle cose piccole. Maria da quella piccola viuzza regalava sorrisi a tutti, a 84 anni aveva tanta voglia di vivere, si svegliava la mattina alle quattro, andava in campagna, piantava fiori e carciofi. Ormai non ci si stupisce più per un fiore che germoglia, per un carciofo regalato ai vicini di casa, proprio come faceva lei con tanta generosità e amore. Ormai ci fidiamo solo del potere d’acquisto, dei soldi, dell’economia; siamo capaci di uccidere anche per dieci euro. Ci stupiamo poco delle cose belle che Maria ci ha insegnato. Abbiamo il dovere di insegnare ai figli la semplicità che Maria aveva adottato come stile di vita.”.
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Commenti
“Chiedi un autografo all’assassino
guarda il colpevole da vicino
e approfitta finché resta dov’è
toccagli la gamba, fagli una domanda”
Guardatevi il video completo della canzone che rende bene l’idea:
www.youtube.com/watch?v=Ekh__7kVwYA
Mi è piaciuto molto l'omelia di don gaetano, ha ragione, dobbiamo riflettere su queste cose, sull'indifferenza e sulla cattiveria non solo dell'assassino, ma di tutti.
L'assenza delle istituzioni locali al funerale la dice lunga su questo tema(escluso i presenti).
E' stato detto ad esempio su questo forum che quelle viuzze la sera diventano buie, qualcuno potrebbe anche prendere l'iniziativa di illuminare quelle vie così trascurate da tutti.
Ma del sindaco nessuna traccia? Io non ho parole, come cittadino avrei voluto un segno alla comunità, bastava la sola presenza silenziosa.. oltre che per rispetto ad una sua concittadina uccisa brutalmente nel paese di cui lui è alla guida...non si fà così, spero fosse assente giustificato, altrimenti altro che imbarbarimento...
Non voglio fare polemica in questo momento di grande dolore, ma ritengo che in certe situazioni il dolore lo si debba condividere tutti insieme..in primis il sindaco e la giunta.