Martedì 25 Giugno 2019
   
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ANDARE PER SEPOLCRI A POLIGNANO, TUTTE LE FOTO

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Anziane prefiche listate a lutto inscenano la Via Crucis. Un ladro di scarpe poco fortunato si amalgama nella processione, sorprende per un momento l’incedere lento e drammatico dei devoti, poi rovina per terra. I carabinieri lo arrestano.

Quattro ragazzi, dall’aria compiaciuta entrano in tutta fretta nella chiesetta del Purgatorio, si guardano continuamente le spalle, entrano, abbozzano un ghigno di dispiacere, poco dopo si ricompongono nella moltitudine del gruppo. I bar sono affollatissimi, le pizzerie sfornano a iosa: il caffè della piazza non aveva mai venduto tanti gelati dall’inizio dell’anno.

La cappella è abbacinante di un fucsia artificiale, un fascio di luce che dall’interno, infiltrandosi nelle fessure aperte e attraverso i petali del rosone centrale, richiama più potente di un muezzin il brusio esterno. Sono tutti seduti o in piedi che gesticolano nervosamente attorno al corpo esanime di Gesù Cristo, ben disteso e adagiato su lenzuola rosso funebre, rnato di piante e gigli rossi. La luce violacea è surreale, dissolve le ombre, infrange i lineamenti degli affreschi appesi al muro, appiattisce la prospettiva degli oggetti meticolosamente riadagiati secondo un non meglio definito ordine. Ai piedi del crocifisso da parete guarnito con lumicini rosati, ben allineate fiaccole elettroniche a intermittenza regolare che sventolano piccole protuberanze di fiamma: una di esse ha la lampadina fulminata.

L’Addolorata della Chiesa Madre ha lo sguardo di pietra, un po’ inquieta come una gioconda, inespressiva, i bulbi vitrei scavati dalla corrosione del tempo: di tanto in tanto, a seconda di come e da dove la si guardi, lancia occhiate, qualche sguardo di stizza. Ora sembra sorridere verso i fedeli che in silenzio, composti, pregano con il capo chino, accolgono lo sguardo tra i palmi delle mani o mimano una nenia incomprensibile. C’è pure la bambina impertinente. “Perché non posso?” - protesta mettendo a dura prova la pazienza della madre. “Perché oggi Gesù è morto. Stai zitta!”.

All’ingresso del calvario si dipana una lunga coda di gente: dalla gelateria taglia in due via Martiri di Dogali. Per terra svolazzano ancora i santini degli eletti. La folla li calpesta, tutti quanti indugiano a passo lento e avanzano verso l’altare e il crocifisso. Ciascuno di loro poi, a turno, s’inchina davanti alla morte, l’accarezza, trasporta un bacio con la mano e saluta. Poi accelera il passo, in fuga, andando per sepolcri.

Foto realizzate da Nicola Teofilo

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