LOMELO: 'NON HO MILLANTATO PROMESSE COME ALTRI'

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NON CE LA FA PER LO SBARRAMENTO AL 4%

Lomelo: 'Io l'unico a Polignano che avrebbe potuto farcela'

 

“Nel complesso ho preso circa 1400 voti. Se avessimo superato lo sbarramento del 4% sarei certamente arrivato primo della lista e, a quel punto, sarei rientrato. Non ce l’ho fatta per una manciata di voti.”.

Il tentativo di riprendersi la Regione, per Mimmo Lomelo non ha funzionato. Ha fatto meglio della sua lista Federazione per la Sinistra. Assessore e consigliere regionale uscente, l’obiettivo era superare lo sbarramento, facendone il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale. Nonostante ciò, Lomelo si dice soddisfatto: “Il risultato di Polignano lo giudico positivo, a fronte di cinque candidati locali… Poi per qualcuno è bastato riempire le liste, ma l’unico che a Polignano avrebbe potuto farcela ero io. Sono soddisfatto, anche perché la gente, almeno a Polignano, ha riposto la sua fiducia, e ne sono riconoscente. Poi se non si arriva al 4% non dipende dagli elettori…”.

A Monopoli qualche polemica non è mancata. Ieri abbiamo ospitato le dichiarazioni a caldo di Giuseppe Deleonibus, coordinatore cittadino dei Verdi. "Qualcuno ha negato il voto a Mimmo" - ha tagliato corto nella sua analisi. “Forse è una polemica interna, tutta a Monopoli. Comunque abbiamo raccolto circa 100 voti. Quando la lista arranca è chiaro che tutti i candidati arrancano. Polemiche a parte, a Monopoli ho fatto un passo in avanti rispetto al passato. L’altra volta ne presi 50.”.

'POLIGNANO NON E' UN PAESE DI DESTRA' - Come alle scorse provinciali, a Polignano le regionali si rivelano un test importante per il centrosinistra che raggiunge il 60%. “L’altra volta - fa notare Lomelo - eravamo divisi. Questo risultato è la conferma del trend positivo. Polignano non è un paese di destra, bisogna fare mente locale, preparare la coalizione di centrosinistra al completo, in vista delle prossime comunali. Intanto, vediamo di tenerla unita questa coalizione, e quindi di lavorare insieme. Noi lavoreremo affinché ci sia una alleanza più larga possibile, affinché ci sia la possibilità di vincere di nuovo alle amministrative. Speriamo che nel Pd, al loro interno, mettano le cose a posto.”.

Mimmo Lomelo conclude la sua analisi passando in rassegna il risultato di Onofrio Torres. “Secondo me - dice - anche un pezzo della maggioranza l’ha votato. Quello della disabilità, dove lavorano, è un settore abbastanza particolare. Però, se guardiamo bene le liste, Torres non è né in seconda, né in terza, né in quarta. Sta a metà classifica, quindi vuol dire che sta in panchina. Con tutto ciò che lui millantava e tutto ciò che ha promesso… Io invece, non ho né millanto, né faccio campagna elettorale basata sulle promesse. La verità è che Onofrio vola molto ma molto basso sulle promesse fatte agli elettori… purtroppo per gli elettori devo dire.”.

LA NUOVA SEDE DEI VERDI - I Verdi di Lomelo si trasferiscono dalla sede storica di via Anemone in un locale centralissimo e arioso di piazza Aldo Moro. Questa volta non ci sarà un affitto da pagare. Il logo del partito sarà inoltre, ben visibile pure a distanza. Una sede per attirare giovani e ampliare il ventaglio delle attività. Sindrome da fabbrica di Nichi? Lomelo fa un pronostico e annuncia la chiusura ‘fisiologica’, post-elezioni, di sedi e comitati, tranne la sua: “Come potranno notare i cittadini - fa notare - la nostra sarà una delle poche sedi che rimarrà aperta dopo le elezioni, aldilà dei tanti comitati e di tutti coloro che sono venuti a millantare promesse e altro, credo che quella sarà l’unica che rimarrà in piedi.”.

Che ne sarà allora della fabbrica di Nichi? “Quella era una cosa estremamente anomala  - conclude - ma secondo me la fabbrica non rimane in piedi. Mantenere una sede vuol dire sacrificio, vuol dire avere risorse, tenere gente che poi, aldilà della campagna elettorale, faccia politica. Se rimangono sarà una risorsa per il centrosinistra…anche perché in quella sede ci stanno almeno due, tre forze politiche a noi vicine.”.

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