Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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LUIGI SCAGLIUSI NELL'UDC: INTERVISTA 2

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Ecco la seconda parte dell'intervista esclusiva

Nella seconda parte, Luigi Scagliusi parla di "devianze" interne esterne che hanno colpito l'UDC in un primo momento. Secondo l'ex assessore, oggi l'UDC è la vera novità sulla scena politica locale. Una Udc epurata e lanciata verso il cambiamento, il "nuovo" a Polignano, bloccato dall'alternanza Bovino-Di Giorgio e dal mancato e definitivo passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. "Prima del Rinascimento occorre l'Umanesimo" - leggeremo più avanti.

Ripartiamo dall'ultima domanda. Lei parla di ricambio generazionale...E su Polignano?

“Quando partì la coalizione l’UDC rappresentava una grande scommessa. Piena di giovani, inesperti, ma con tanta voglia di “fare” e di cambiare in meglio la nostra città. L’elettorato li ha premiati. E quei giovani da scommessa sono diventati realtà. Poi la storia successiva è nota. Credo che quella UDC abbia subito delle…chiamiamole “devianze” sia interne che esterne. All’interno vi erano alcuni uomini che, secondo me, avevano travisato lo spirito di quella formazione e vi operavano con ampie riserve mentali; mentre, all’esterno o, meglio, dall’esterno, sempre da parte della coalizione, tuttavia, qualcuno cominciava a temere un UDC “pensante”, che facesse sentire il peso del suo consenso e ha intrapreso un paziente lavoro di demolizione.

Ma il tempo è un gran signore, e ha premiato coloro che fra quei ragazzi stoicamente hanno resistito alla tempesta politica che ha attraversato il nostro paese negli ultimi sei mesi. La locale sezione dell’UDC ha distillato chi in quel progetto di profondo rinnovamento della politica locale ci credeva. Gli uomini rimasti alla guida della sezione con tenacia e senza fini occulti, ma tanta volontà e coerenza, hanno tenuto in vita un partito conservando gli obiettivi originari. Dunque oggi, su Polignano l’UDC, alla quale si sono aggiunti in questi due anni “rinforzi” di valore sta riproponendo con nuova forza e motivazione il progetto politico di effettivo cambiamento tanto agognato dalla nostra comunità”.

Quindi oggi – secondo lei – l’UDC rappresenta “il nuovo” a Polignano?

“Oggi l’UDC, rappresentata da chi è rimasto dopo i noti cambiamenti, tra cui il ritiro del simbolo alla delegazione dei consiglieri, è – insieme ad altri gruppi che stanno nascendo – il tentativo di ricambio generazionale della politica locale. C’è la voglia di mettersi insieme e di contribuire alla crescita del nostro paese. Vede la classe dirigente politica ha una grande responsabilità: aver tenuto lontano i giovani dalla politica. Chi ha svolto il tentativo di coinvolgere i giovani lo ha fatto soltanto in una logica di strumentalizzazione e sfruttamento. I giovani, invece devono essere protagonisti; non più spettatori, ma attori. Devono smetterla di vivere ai margini della cosa pubblica. Il futuro è soprattutto dei giovani; sono stati defraudati della sicurezza, della partecipazione, della voglia di costruire. Quella delle passate generazioni è una grande responsabilità.

Oggi a Polignano, si stanno finalmente muovendo, ma non basta. Devono cercarsi, raggrupparsi…esserci insomma! Non importa a quale idea politica appartengano, purchè abbiano delle idee e ricerchino il dialogo con gli altri: è così che si vive la democrazia. Penso ai giovani del PD, di Sinistra e Libertà, di altri gruppi orientati a centro destra non inquadrati in formazioni partitiche, ma con la voglia di far politica in senso pieno, fuori dagli schemi logori che sino a oggi hanno contrassegnato la realtà locale. E’ giunta l’ora che – anche per Polignano – cessi il passaggio dalla prima alla seconda repubblica, connotato dall’alternanza Bovino-Di Giorgio. Ecco l’UDC a Polignano si propone proprio questo: diventare il centro di gravità del futuro della democrazia e del buon governo della nostra comunità".

Questo riferimento alle devianze come le ha chiamate è una novità…

"Beh! Non è difficile leggere quanto accaduto: dalla rottura sulle provinciali, dove è mancata la chiarezza sul ruolo dei partiti politici formanti la maggioranza che l’attuale amministrazione ha sempre più svuotato di significato a vantaggio di una oligarchia dominante. Il PDL a Polignano ha ricalcato le orme di quello nazionale: è una macchina elettorale e ciò non avvantaggia il dialogo e la crescita politica della nostra città. Non solo: tiene fuori i cittadini dalla vita politica, anche gli stessi militanti".

Allora l’UDC come leader del rinnovamento locale?

"Io ci credo! Ma non parliamo di rinascimento perché ha portato male. Per giungere al Rinascimento occorre passare dall’Umanesimo ed è quello che ci proponiamo di fare: una politica a dimensione di uomo e a servizio dell’uomo, concreta, ma allo stesso tempo con una visione del futuro. Come ho già detto l’UDC di Polignano si propone come centro della nuova voglia e modo di fare politica, oltre gli interessi particolaristici. Per questo è importante che la sezione locale cresca. Rivolgo un invito a tutti, soprattutto ai giovani, di avvicinarsi all’UDC e accrescere insieme la forza delle idee. Vi aspetto!"

LEGGI ANCHE LA PRIMA PARTE DELL'INTERVISTA A LUIGI SCAGLIUSI

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