Giovedì 29 Ottobre 2020
   
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Primarie Pd, Di Giorgio: “Una ripicca per contarsi”

Di Giorgio

Che le primarie del partito democratico siano sempre state contestate e considerate poco serie è sempre stata una discussione all’interno del partito. Per i favorevoli, sono considerati un’ottimo mezzo di democrazia, per i meno favorevoli sono delle votazioni finte che non danno una reale dimostrazione di preferenza politica. Quasi sempre infatti, nelle primarie si contano infiltrati che nulla hanno a che vedere con la preferenza politica, ma solo un modo per spostare consensi e puntare su un candidato favorevole a certi accordi.

Gli stessi membri del pd sono poco convinti del mezzo primarie, lo stesso Nichi Vendola ex presidente della Regione Puglia le ha considerate “una fiction, non sono più lo strumento per sparigliare i giochi della politica.” Come riportato dalla gazzetta del Mezzogiorno.

Ma gli stessi polignanesi pensano la stessa cosa delle primarie, un referente tra tutti è Antonello di Giorgio, ora tra i banchi dell’opposizione ma che è ha vissuto da vicino le vere primarie attraverso il padre ex Sindaco Simone di Giorgio. Stiamo parlando degli ultimi anni 90 e primi anni 2000, quando Simone di Giorgio ha governato il paese e portato in alto il nome del PD in paese. In quel periodo infatti le primarie erano vere, ed invidiate anche dall’opposizione del centro destra. In quel periodo c’era una partecipazione alta, alle urne partecipavano fino a duemila persone, tutte con l’intento di premiare l’uomo e il partito.

Proprio a Di Giorgio ci siamo rivolti per ascoltare il suo parere, di chi è cresciuto a pane e politica, di chi ha visto come si organizza una campagna elettorale e chi ha visto tante persone credere nelle primarie come fonte essenziale di democrazia.

Consigliere Antonello Di Giorgio come giudica il risultato di queste primarie?

“Ricordo i tempi in cui alle primarie del PD e del centrosinistra andavano a votare 2000 / 2500 persone. C'era una sana competizione di più correnti e la gente credeva in un progetto nuovo e con molte prospettive. Nonostante a Polignano c'è un'amministrazione di centrosinistra, il dato di 563 votanti la dice lunga.”

Quindi secondo lei a Polignano ritiene ci siano stati particolari schieramenti?

“Beh! C'è sempre qualcosa durante delle votazioni. E' singolare come il sindaco e alcuni suoi consiglieri e assessori appoggiavano coerentemente Amati realizzando 300 preferenze mentre un altro gruppo di consiglieri e assessori 248 preferenze per Emiliano nonostante questi stessi lo avessero già bocciato circa le decisioni assunte dal governatore sul tema di parco dei trulli del vincolo dei 13 km di costa.”

Ci spieghi meglio, cosa può essere successo secondo lei?

“È sembrata quindi una sfida, una ripicca per contarsi e confrontarsi con il sindaco ed i suoi. Questo denota un certo mal di pancia di qualcuno o per meglio dire dei soliti noti probabilmente.”

A proposito Lei cosa ha fatto?

“Personalmente non sono andato a votare poiché erano elezioni farlocche come ha detto anche Vendola con un vincitore già certo e che personalmente non mi ha impressionato durante il suo mandato ma credo abbia ereditato un'ottima semina fatta dal predecessore Vendola.”

Il presidente Emiliano non l'è piaciuto quindi?

“Sui temi dove avrebbe dovuto dare una scossa come Ilva, concorsi e sanità, questa non c'è stata. Avrebbe anche dovuto curare politicamente la base e cioè gli attivisti di paesi anche piccoli come il nostro per fare crescere la coalizione ed anche questo non è avvenuto. Ha invece accentrato tutto su Bari e città probabilmente più interessanti elettoralmente. Questo non fa crescere, non coinvolge e non crea interesse nella cosa pubblica e quindi allontana i cittadini.”

Il presidente Emiliano ha parlato di successo.

“Emiliano ha parlato in TV di un successo ma rispetto alle primarie BocciaVendola del 2010 con 200000 votanti, rispetto alle primarie EmilianoMinervini del 2015 con 134000 votanti del 2014, questi 80000 devono fare riflettere e non gli garantiscono più una sicurezza in vista delle regionali prossime.”

Lei ha vissuto un’infanzia politica nelle file del pd, quali leader del centrosinistra gli piacciono?

“Credo che De Caro e Vendola siano di un altro pianeta rispetto ad Emiliano sotto molti aspetti, soprattutto hanno umiltà, semplicità e ascolto nonché cultura e spessore politico.”

Lei essendo stato candidato ed eletto in consiglio comunale in una coalizione civica ha comunque una preferenza di destra o sinistra?

“Ormai credo che purtroppo si siano persi i valori dei partiti. La "destra" e la "sinistra" sono diventati solo un modo di dire e niente più. Personalmente punterò sulle persone, sperando di non sbagliare. In ogni elezione futura, fino a dove le leggi elettorali lo consentiranno, non mi baserò più sul colore politico che oggi purtroppo lascia il tempo che trova, ma cercherò di votare colui che preferibilmente conosco, mi fido e che abbia valori morali imprescindibili uguali a quelli che la mia famiglia mi ha insegnato. Lo so sembrerà una visione non tanto politica, ma purtroppo oggi è la non buona politica che sta portando molte persone a questa scelta.”

A livello nazionale cosa ne pensa?

“Esattamente quello che ho detto prima. Cioè abbiamo visto governo di lega e cinque stelle, poi PD e cinque stelle, ministri in spiaggia a bere Mojito, il movimento 5 stelle che ha salvato una banca e quindi miscugli di ideologie incredibili e inimmaginabili che rendono ormai non più credibile la politica, ecco perché non voterò per un partito ma la persona sin dalle prossime regionali.”

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