Martedì 25 Febbraio 2020
   
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Il Comune mette in campo nuove misure per arginare la ludopatia

Ass. Doriana Stoppa

C’è una malattia che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo e riguarda il gioco d’azzardo: il suo nome è ludopatia. Sul sito del Ministero della Salute, per dare una definizione della Patologia, si legge che la ludopatia è “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze”.

Il rischio a cui può incorrere il ludopatico, in effetti, non è solo la perdita incontrollata delle proprie risorse economiche, ma anche di mettere da parte le normali attività quotidiane, come lo studio e il lavoro e i propri cari. Nei casi più estremi, inoltre, la malattia del gioco compulsivo può portare persino al suicidio.

Nelle lotterie, nei gratta e vinci, nei poker online, il risultato è del tutto casuale e le probabilità di vincere sono pressoché nulle. Nonostante questo, gli italiani spendono più di 100 miliardi di euro l’anno nelle slot machine, nei bingo e in altre diavolerie online. È quello che emerge dalla rielaborazione dei dati del Monopolio di Stato

Indicativamente, la coesistenza di almeno 5 di questi sintomi è ritenuta sufficiente per diagnosticare un quadro di gioco d’azzardo patologico:

  • l’essere eccessivamente assorbiti dal gioco d’azzardo, al punto da ripensare continuamente alle esperienze di gioco passate e di pianificare le prossime, anche escogitando i modi per procurarsi il denaro con il quale giocare;
  • sentire il bisogno di aumentare le somme di denaro per provare uno stato di eccitazione dal gioco;
  • l’aver provato, vanamente, a ridurre, controllare o interrompere il gioco;
  • manifestare ira o nervosismo ogni qual volta si cerca di controllarsi e resistere all’impulso di giocare;
  • considerare il gioco un modo per sfuggire ai problemi o per alleviare disturbi dell’umore (quali sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione);
  • tornare a giocare dopo aver perso, rincorrendo le proprie perdite per rifarsi;
  • mentire ai propri famigliari, al terapeuta o ad altre persone, per celare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
  • commettere azioni illegali (falsificazioni, furti, frodi, appropriazioni indebite) per finanziare il gioco;
  • l’aver messo in pericolo o perduto una relazione significativa, un lavoro, oppure altre opportunità scolastiche o di carriera, a causa del gioco d’azzardo;
  • chiedere aiuto ad altri (amici o familiari) per trovare denaro col quale alleviare la propria situazione economica disperata a causa dal gioco.

Argomento che abbiamo affrontato nelle scorse edizioni, e nel quale vi abbiamo raccontato che Polignano è nei primi posti della Regione Puglia per soldi spesi a giochi d’azzardo legali. Un dato per niente positivo se consideriamo il numero di abitanti, e per il quale sarebbe meglio iniziare ad affrontare delle vere e proprie battagli in tal senso. In questo settore l’ufficio Sert di Polignano ha comunicato di avere in cura 4 pazienti, con l’obiettivo di guarire dalla ludopatia.

“Il 27 settembre scorso in qualità di assessori dei comuni di Conversano, Polignano a Mare e Monopoli facenti parte dell’Ufficio del Piano di Zona , insieme al Distretto Socio Sanitario n. 12 abbiamo esaminato e approvato la relazione sociale del Piano Sociale di Zona relativa ai servizi e obiettivi dell’anno 2018 – le parole dell’assessore Doriana Stoppa.

Possiamo dire, un ambito sempre “in continuo movimento” in termini di quantità di cittadine e cittadini dei tre comuni, che si sono rivolti per usufruire delle prestazioni sociali. Come assessori ai servizi sociali ci riteniamo particolarmente soddisfatti – continua l’assessore - per quanto fatto sino ad oggi dall’ufficio di Piano che, nonostante la contrazione dei trasferimenti a livello nazionale e delle difficoltà economiche dei bilanci comunali, oltre alla scarsità del personale, è riuscito ad assicurare l’erogazione di tutti i servizi e gli obiettivi indicati dal Piano delle Politiche Sociali Regionali.

Abbiamo tanto da fare – conclude Doriana Stoppa - in campo di autosufficienze, ludopatia e isolamento sociale. Nei prossimi mesi, di concerto con comuni, Ufficio di Piano e distretto, solleciteremo tutti gli organi competenti affinchè nelle agende politiche e nei bilanci ci sia il giusto riconoscimento e attenzione alle fasce più fragili.”

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