Domenica 24 Marzo 2019
   
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Una chiacchierata con il presidente De Donato

Franco de Donato

Presidente, l’ultimo consiglio comunale fa ancora parlare. Soprattutto per l’importante punto sulla commissione d’affari rinviato.

“Precisiamo subito una cosa. La commissione Affari costituzionali l'ho proposta io. Sono stato io a volerla portare in consiglio comunale perché c’è la necessità di fare una revisione allo statuto. Cosa c'è che non va nel nostro statuto? Si tratta di uno statuto molto vecchio e ritengo sia opportuno apportare delle modifiche per adeguarsi a quelle che sono le necessità moderne, necessarie al buon funzionamento della macchia amministrativa.”

 

Pero c'è qualcosa che non quadra. L’ha voluta così fortemente da rinviarla ?

“Mi spiego. Per la votazione in consiglio comunale, atteso che ogni gruppo indica i suoi componenti erano necessari almeno nove voti. Quando abbiamo affrontato il punto mi sono accorto che eravamo sette membri della maggioranza, più la consigliera cinque stelle Maria la Ghezza. Mentre il gruppo di forza Italia, Domenico Pellegrini è Gabriella Ruggiero erano nei banchi del pubblico. Dunque non essendoci il numero necessario per l’approvazione ho messo a votazione il rinvio del punto.”

 

Per Pellegrini è una commissione importante come ha tenuto a sottolineare attraverso un comunicato stampa.

“Bene. Anzi benissimo. È allora perché invece di stare nel pubblico e quindi risultare assenti, non hanno partecipato cosi saremmo stati dieci e avremmo votato il punto e avuto la commissione. Cosa tratterà, nello specifico questa commissione? Partiamo dalla composizione. Faranno parte tutti i partiti politici in proporzione alla rappresentanza. Composta da dodici persone ed è un punto importante che riguarderà tutto il paese senza distinzioni tra maggioranza o opposizione.”

 

Cambiamo argomento. Siamo alla fine del secondo anno del tuo mandato. Alcune cose promesse in campagna elettorale non sono state realizzate e mi riferisco ad esempio al bando dei chioschi oppure al piano coste. Cose importanti per la crescita del paese.

“Dunque. Per il bando dei chioschi ci siamo quasi. Abbiamo sostituito qualche membro della commissione che ora sta lavorando e a breve ci sarà l assegnazione. Sul discorso del piano coste, penso che per febbraio sarà adottato. Poi per quanto riguarda le promesse in campagna elettorale, le stiamo mantenendo. Sarebbe un miracolo se riuscissimo a fare tutto nel giro di un anno o un anno e mezzo. Quindi possiamo dire che stiamo rispettando la tabella di marcia.”

 

Il 2019 parte il terzo anno del tuo mandato. Solitamente coincide con qualche rimpasto, si prevede qualche acquisto o vendita?

“Ah, ah, ah (ride). Se devo fare un bilancio a quello che è oggi, ritengo non sia assolutamente necessario. C'è coesione, c'è tranquillità amministrativa, tutto si muove in sintonia ma è chiaro che in Politica nulla è scontato.”

 

Terminiamo chiedendoti dell’evento politico importantissimo che ci aggiungiamo ad affrontare. Saremo chiamati alle urne per le prossime europee. Ovviamente il PD non sta attraversando un momento positivo. Quale sarà la tua posizione?

“Io rimango fedele alle mie origini. Tra qualche mese abbiamo le elezioni per la segreteria e mi auguro che ci siamo volti ed iniziative nuove. Per quanto riguarda me, posso dirti che mi hanno insegnato l’arte della coerenza. Non sono il tipo che cerca consensi seguendo le mode. Non sono il tipo che lascia il PD per andare nella lega perché è più in voga in questo momento. Io rimango nel PD dando il mio contributo. È probabile che serva a poco, ma io di sicuro farò di tutto per fare cambiare qualcosa in positivo.”

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