Venerdì 22 Marzo 2019
   
Text Size

FOCARELLI DIFENDE VITTO

Angelo Focarelli

L’ex consigliere Angelo Focarelli vuole fare pace col sindaco:
“Ora lo vedo più attento ed esperto. Faccia il classico tagliando… fa in tempo”


Con un post su Facebook, l’ex consigliere comunale Angelo Focarelli, e candidato sindaco alle ultime elezioni comunali, ha preso le difese del primo cittadino Domenico Vitto, il quale ha offerto ospitalità al sindaco Lucano arrestato a Riace e liberato con obbligo di dimora fuori dal suo paese. Vitto è stato attaccato per questo, e ha riceve la solidarietà di Focarelli, che nell’intervista che segue, depone le “armi” dopo tanti scontri tra i due, e lo invita a fare pace.

Angelo Focarelli, questa volta ha preso le difese del Sindaco sul caso Lucano. Ha cambiato idea sul sindaco Vitto?

“Sui temi fondamentali della vita, io e Domenico siamo stati sempre dalla stessa parte, ci siamo ci siamo divisi sul modo di amministrare. In me è stata forte la delusione di non poter portare avanti tutto quello che avevamo costruito e detto per anni prima di vincere le elezioni del 2012. Probabilmente la verità sta nel mezzo. Ora la situazione è diversa. Il momento è critico, e io mi sento più vicino a Vitto che alla destra xenofoba o ai 5 stelle pasticcioni, e sui fatti concreti Domenico è sempre presente, mai defilato. Sono con lui in questo frangente e in questa sua iniziativa. Polignano a Mare è stata sempre in prima linea sul fronte dell’accoglienza e dell’immigrazione”.

 

Però, nota cambiamenti e migliorie sull’attività amministrativa?

“No, anzi, si sta continuando sulla falsariga della precedente, un tantino indietro in verità, con l’occhio verso le prossime scadenze elettorali (regionali nel 2020, ndr)”.

 

Cosa non funziona?

“L’inesperienza di gran parte della Giunta e del Consiglio Comunale, tranne in alcuni storici esponenti, non depone a favore dell’azione amministrativa. I problemi atavici sono rimasti irrisolti”.

 

Cosa invece funziona?

“Tutto è sulle spalle del Sindaco e degli esponenti più esperti. Quello che funziona è quello di cui si interessano loro. Il resto dorme. Polignano rimane un paese incompleto per mancanza di una programmazione seria e di una valorizzazione adeguata. Vitto ha ancora 4 anni di tempo e secondo me farebbe bene a fermarsi e fare il classico tagliando. Ora fa ancora in tempo, più in là sarebbe troppo tardi. Le capacità per farlo le ha, ci vuole solo il coraggio che gli è mancato nel 2013. Lo vedo più attento ed esperto adesso”.

 

Le opere pubbliche si fanno, quindi dovrebbe funzionare come settore….

“Il settore opere pubbliche funziona perché c’è Colella che imprime, a modo suo, una spinta notevole, ma il settore nel complesso è carente. Non serve fare tante opere pubbliche, bisogna fare quelle che servono e sono utili allo sviluppo del Paese. Per me se ne dovrebbero fare poche, concentrando gli investimenti sulla manutenzione di quelle esistenti, ma questa è una mia idea!”.

 

Che ne pensa della nuova rotonda di via Conversano?

“È una delle cose migliori che ha fatto l’amministrazione Vitto. Non entro nel merito di quanto sia costata ma serve per rendere fruibile e sicuro il traffico in quel punto, dove in passato ci sono stati tanti incidenti. Il semaforo, dopotutto, non è mai stato una buona soluzione. La pista ciclabile poi è prevista dalle leggi e addirittura il presidente di Ruota Libera, il mio amico Lello Sforza, ha espresso il suo gradimento per quel tratto così piccolo, ma così utile per chi va in bicicletta”.

 

Sul porto e cimitero si vuole istituire una Commissione d’inchiesta. È necessaria?

“A che serve? Le responsabilità dei mancati lavori sono ben chiare e il responsabile l’ha fatta franca. Prima hanno fatto uscire i buoi dalla stalla e ora vogliono chiudere la porta. Qui qualcuno non la conta giusta”.

 

Come si risolvono questi due casi del porto e cimitero?

“Basterebbe far rispettare le convenzioni firmate dalla FIMCO anni fa mai portate a termine con il completamento dei lavori al Cimitero, e realizzando al porto la parte pubblica con la piazza e le strutture collegate. In assenza del rispetto della convenzione, io provvederei ai lavori in danno facendomi risarcire per il cimitero, e all’esproprio dei terreni oggetto di convenzione per la realizzazione della parte pubblica per il porto, sempre in danno”.

 

Che ne pensa dell’opposizione?

“Molto frastagliata e incoerente. Non affronta i veri problemi irrisolti del Paese che l’amministrazione non affronta con convinzione. Vitto è stato fortunato, gli poteva andare peggio!”.

 

Com’è la sua vita lontana dalle istituzioni politiche?

“Sinceramente in questo anno sono stato bene. Mi sono dedicato alla famiglia, alla musica, all’organizzazione di eventi. Sai benissimo che non mi mancano le passioni, ma non ho potuto fare a meno d’interessarmi del mio paese e anche di Monopoli, città che amo. La passione per la politica è forte. Non occuparsi di politica è come non occuparsi della vita”.

 

Tornerà in campo?

“Non dipende da me. Se si creassero le condizioni per la costituzione di un’area politica unita e con idee chiare sicuramente non potrei tirarmi indietro”.

 

Ha qualche rimpianto per il passato?

“Più che un rimpianto è un rammarico. Quello di essere rimasto solo con pochi prodi a portare avanti determinate idee per il paese. Potrebbe essere stata colpa mia, troppo rigido e coerente, ma la delusione è stata forte”.

 

Cosa non rifarebbe se tornasse indietro?

“Conoscendomi, forse rifarei le stesse cose”.

 

Ai giovani del Consiglio comunale che appello rivolge?

“I giovani devono entrare in Consiglio già preparati. Non abbiano paura a parlare, sempre con convinzione ed esprimendo le proprie idee. A volte la voce contraria serve a correggere, non deve essere vista come un fastidio”.

 

E al Sindaco?

“Bella domanda questa. Al Sindaco rivolgo, innanzitutto, la mia solidarietà per gli attacchi che riceve quando prende posizione su alcuni argomenti fondamentali di vita. Prendere posizione è sempre meglio che nascondere la testa sotto la sabbia, come fanno alcuni, per paura di perdere consensi. A Domenico, poi, voglio dire che per me la stagione degli scontri è passata, c’è chi ha vinto e chi ha perso. Io ho perso, ma non mi sento sconfitto perché ho portato avanti quello in cui credo; lui ha vinto, ma non può sentirsi vincitore perché è rimasto senza i suoi amici politici più fidati ed è più solo. Ora è il momento, per la situazione generale, di riappacificarsi e di ricostituire un progetto serio per il futuro del nostro paese. Lasciatemi continuare a sognare. “Vale la pena di lottare solo per le cose senza le quali non vale la pena di vivere”.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI