Giovedì 27 Giugno 2019
   
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Flavio Oliva non è più segretario dei Verdi

Flavio Oliva con Lomelo e Emiliano in una foto del 2015

“Le figure professionali valide non vengono valorizzate.
A Polignano non c’è una vera opposizione. Pellegrini è solo”


Si coglie una certa amarezza nelle parole del prof. Flavio Oliva, ormai ex segretario dei Verdi, il partito di Mimmo Lomelo. “Noto delle pecche in questa amministrazione – osserva – figlie di scelte non coraggiose. Strano che nel tempo non si sia ricorsi a certe professionalità che erano interne all'amministrazione (vedi Vito Carrieri, etc...) e poi se ne paghi il prezzo”. Flavio Oliva, che ricorda di aver organizzato diversi eventi per Monopoli, è l’assessore mancato di questa amministrazione, ma non è mai stato valorizzato o coinvolto in prima persona. Ora si dedicherà al lavoro di docente e alla famiglia.

 

Professore, qual è il futuro del partito ora che ha lasciato la segreteria?

“Pur avendo io richiesto di lasciare da tempo la segreteria, non vi è ancora un sostituto anche se il partito sta vagliando diverse figure. A prescindere dalla situazione locale, i VERDI sono la 4^ forza al Parlamento Europeo e al Governo in molte nazioni. Questo significa che non si può fare macropolitica senza affrontare le tematiche ecologiste. Basterebbe vedere Taranto, dove, dopo tutte le battaglie per sollevare il polverone ILVA, la gente si è fatta abbindolare dalle promesse elettorali del MoVimento5Stelle con i risultati finali che abbiamo visto. Questo è un accordo che se lo avesse stipulato il centrosinistra ci sarebbe ancora il web invaso di post SE SEI INDIGNATO CONDIVIDI”.

 

Che opinione ha di questa amministrazione Vitto?

“Questa Amministrazione comunale la sento sempre un po' mia, visto che nel 2010 sono stato uno dei Segretari firmatari. Pur riconoscendo la continuità dell'impegno profuso, noto delle pecche, migliorabili comunque, figlie di scelte non coraggiose. Strano che nel tempo non si sia ricorsi a certe professionalità che erano interne all'amministrazione (vedi Vito Carrieri, etc...) e poi se ne paghi il prezzo. A volte scegliere i più fedeli è andato a scapito della capacità. Alla fine ci si stanca per un impegno profuso invano e si privilegia la famiglia”.

 

Cosa manca ancora per Polignano?

“Quello che manca ancora per Polignano è proprio la presenza di figure professionali caratterizzanti. Domenico è un ottimo Sindaco, ma quando si affidano le responsabilità a chi non ha esperienza politica o professionale, si rischia di dover fare tutto da soli, col rischio di far collassare una amministrazione oppure di far accentrare il potere nelle mani di quelli più esperti”.

 

Come si svilupperà ora il suo impegno politico?

“Un uomo è politico sin dalla nascita. Se tiene alla sua gente, alla sua città, farà quello che può per migliorare la sua POLIS. È buffo che io abbia organizzato un MONDIALE DI CICLISMO NEL 2003 PER MONOPOLI (il mio nome è ancora sul sito UCI), UN TORNEO NAZIONALE DI TENNIS TAVOLO sempre per Monopoli ad Aprile 2018 e che pur essendo nello Staff Amministrativo, nessuno abbia pensato di avvalersi di queste esperienze. Ne traggo le conseguenze e mi dedico alla mia famiglia ed alla professione che amo”.

 

Che ne pensa di questa opposizione per il paese?

“Vedo solo e soltanto Domenico Pellegrini, che ha da fare esperienza. Vedo un po’ persa nelle brume la consigliera La Ghezza; anche lei ha bisogno di fare un po’ esperienza. Quando era il centrosinistra opposizione, durante l’amministrazione Bovino, abbiamo organizzato di tutto, tanti tazebao e cartelli sulle pecche di quella amministrazione, che in continuazione pubblicavamo. Se penso a quella opposizione, devo ammettere che oggi Polignano non ha una vera opposizione che può essere punto di forza o di debolezza di una amministrazione”.

 

L'attuale governo nazionale le piace?

“Sono consapevole che sia frutto delle delusioni degli ultimi dieci anni governativi berlusco-renziani. La gente era stanca e ha sentito i politici lontani. Spero che questo errore non lo faccia l’amministrazione Vitto… ci sono persone abituate a stare nel sociale, penso a Franco De Donato, lo stesso sindaco che ama entrare nelle viscere della popolazione. A livello nazionale la gente era talmente stanca che ha deciso di svoltare. Da un lato in maniera campanilistica tifavo per il premier Conte, dall’altro non mi fido del pressapochismo, di chi ha scarse competenze e arroganza, basti dire che mi trovo ogni giorno a fronteggiare persone che mi dicono: “Quelli del Pd cosa hanno fatto?”. Per fortuna sono stato e sono dei Verdi ecologisti e non è certamente una mia responsabilità rispondere del Pd. L’arroganza e il distacco ha creato fratture grossissime tra la politica e la gente, anche al di là di qualche merito che non si è saputo ben evidenziare”.

 

Ma il Pd come può uscire dalla crisi?

“Vedo ancora scelte assurde dal punto di vista dell’immagine. Mandare ancora in tv gente come Martina, Renzi, Boschi, significa veramente continuare a perdere voti… un po’ come il PCI quando continuava a mandare D’Alema con quel baffetto arrogante e quel modo di fare, che è stato il primo a staccare la base operaia che non si riconosceva in gente come D’Alema con lo yacht, o come Bertinotti con i cachemire da 1000 euro addosso. Non poteva riconoscersi chi, come me, fra un mutuo di casa e una rata di macchina arriva a malapena alla fine del mese, figuriamoci chi non ha uno stipendio stabile come il mio. Devono tornare ad ascoltare la gente per davvero. Criticare tutto quello che fa questo governo, è buffo”.

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