Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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Porto e cimitero: “Basta accuse! Chi ha prove, denunci dal magistrato”

Il segretario Peppino Mastrochirico

Intervista al prof. Peppino Mastrochirico, segretario del Partito Democratico di Polignano

“Basta ad istillare dubbi, a creare scoramento nei cittadini. Se c’è un’accusa da fare si faccia, se ci sono reati nell’amministrazione chi ha prove deve andare dal magistrato. Fomentare voci o fomentare animosità partigiane non serve ai nostri cittadini ed al nostro paese”. Il prof. Peppino Mastrochirico, segretario del PD Polignano, commenta così le notizie sulla Commissione d’Inchiesta sul porto e cimitero.

Segretario, che ne pensa della manovra e delle misure varate dal governo?

“Il pentaleghista non ha ancora fatto manovre e tantomeno la Nota di Bilancio o il DEF ovvero il programma economico per il 2019. Ha fatto solamente degli annunci di intenzioni. Si potrà entrare nel merito e giudicarla solo quando sarà resa pubblica.

Possiamo giudicare solamente questa politica degli annunci, improvvidi, che ha allarmato i mercati facendo perdere solo nel giorno di venerdì scorso 22 miliardi alla nostra borsa, un elevamento di 50punti base allo spread che significa centinaio di milioni in più di interessi passivi da pagare; ricordiamoci che il nostro paese rinnova circa 40 miliardi al mese di debito. Gli annunci sono preoccupanti non per la misura del deficit al 2,4 ma perché si programma di indebitarsi per elargizioni assistenziali e per modificare il sistema pensionistico abbassando l’età di pensionamento. Ricordiamoci che oggi stiamo ancora pagando le baby pensioni di Craxi-Andreotti degli anni ottanta e primi novanta. Il reddito di cittadinanza è senz’altro l’aspetto più tragicamente comico.

Non so se qualcuno dei lettori e gli stessi giornalisti si sono fatti un po’ di conti o si siano fermati al proclama da balcone di Di Maio (ricorda molto CettoLaqualunque) “abbiamo abolito la povertà”. Gli sventolati 10 miliardi per 6 milioni di poveri se si dividono, calcolo facile 10.000.000.000/6.000.000, otteniamo € 138 al mese. Ma siccome 2 dei 10 servono per costruire la macchina degli uffici per l’impiego gli euro al mese sono soltanto 111 ovvero 3,8€ al giorno, a Milano un kilo di pane. Questa è l’abolizione della povertà? E i 780€ al mese promessi ai tanti elettori dove stanno? Voglio ricordare che il reddito di inclusione varato dal Governo Gentiloni, e già attivo nel nostro paese, prevede un assegno di 380€ al mese. Certo ha una platea più ridotta e risorse limitate ma ha il merito di non poggiare su futuri debiti ma su entrate erariali già consolidate.

Si è promesso in campagna elettorale il paese di Bengodi: Riduzione delle tasse, 780€ per chi non lavora, innalzamento delle pensioni minime ad almeno 780€, la possibilità di andare in pensione a 62 anni. La colonna sonora poteva essere la canzone di Lucio Dalla “sarà tre volte Natale e festa tutto l’anno, anche i muti potranno parlare mentre gli idioti lo fanno già”. La realtà è ben diversa. Il timore dei mercati e dell’Europa non il deficit al 2,4 ma la estrema insipienza di questi governanti, ricchi di promesse e povere di fatti ed incapaci di fare anche i conti più elementari”.

 

Emiliano sostiene che lui le avrebbe varate. Sono politiche di sinistra che avreste dovuto fare voi quando eravate al governo?

“Emiliano sbaglia o anche lui è stato stregato dagli annunci e non ha fatto due conti. L’assistenzialismo non è una politica di sinistra. Di sinistra è creare opportunità di lavoro, è il lavoro che da dignità non le elemosine. Il criticato Jobs Act ha creato lavoro, un milioni di posti solo nei primi due anni, oggi l’Istat riporta il dato della disoccupazione al 9,6; praticamente pari a quella francese, due punti in meno rispetto all’introduzione della normativa”.

 

Questo paese ha un problema con il razzismo e il fascismo?

“Tutti i paesi occidentali hanno problemi di razzismo. Forze populiste hanno soffiato sul fuoco alimentando questo sentimento. Ogni popolo è geloso del proprio territorio, questa aspirazione va tenuta presente anche dai governi di sinistra. Il passato ministro degli interni Minniti era consapevole e grazie alle politiche adottate, senza causare la morte di tanti disperati, riuscì a ridurre drasticamente gli arrivi. I proclami servono a prendere voti ma sono le politiche attive che risolvono i problemi. Se si analizzano i dati del 2017 e 2018 ci si accorgerà che la riduzione degli arrivi è stata dovuta principalmente al lavoro di Minniti e non alle sceneggiate di Salvini.

Il fascismo era ed è una politica populista, mira ad ottenere il consenso popolare per fare politiche di favore alle forme di capitalismo più arretrato e prevedono l’annientamento degli oppositori. Le democrazie dovranno sempre fare i conti con queste forme di organizzazione della società. La democrazia non si raggiunge una volta per sempre.

L’accoglienza, l’integrazione, sono politiche di grande umanità che non possono e non devono essere dimenticate. Nel contempo vanno rispettati la sicurezza dei propri cittadini e la loro convivenza civile. L’occidente opulento molto può fare in quei territori del mondo, a partire dall’Africa, per creare situazioni di sviluppo sociale; le uniche politiche veramente efficaci per bloccare l’immigrazione clandestina. Un’altra cosa l’occidente non deve più fare “esportare la democrazia” con le guerre che finora hanno portato alla destabilizzazione di intere regioni del mondo”.

 

Come si spiega il continuo calo del PD nei sondaggi e l'incremento del governo?

“I sondaggi sono opinioni del momento modificabili ad ogni vento. Non a caso l’attuale governo continua a fare campagna elettorale, grandi annunci su quello che si vuole fare. Prima o poi dovranno governare e le promesse mantenere, poi leggeremo i sondaggi”.

 

Domanda provocatoria: che fine ha fatto il PD di Polignano?

“È una domanda che si può fare a tutte le sigle di partito. Il concetto novecentesco di partito politico è definitamente tramontato. Prodi già parlava di “partito liquido” alla fine degli anni ’90. A Polignano il PD è vivo e vegeto governa il paese con grande successo”.

 

Come mai non c'è stata alcuna vostra mobilitazione contro la chiusura del pronto soccorso?

“Polignano ha avuto un prolungamento data la sua natura turistica. Oggi non è più pensabile avere miriadi di presidi sanitari piccoli e poco prestanti. È necessario procedere con riforme sostanziali, abbiamo bisogno di punti di primo intervento efficienti ed efficaci in grado di far fronte anche ai casi più gravi senza sballottolare in giro il bisognoso”.

 

E il silenzio su porto e cimitero, come dobbiamo interpretarlo? L'opposizione vuole istituire una Commissione d'Inchiesta...

“Sono temi che non conosco bene e su cui non posso intervenire. Penso che di questi temi se ne debba occupare l’organo eletto ovvero il Consiglio Comunale nelle sue sedute pubbliche. Basta ad istillare dubbi, a creare scoramento nei cittadini. Se c’è un’accusa da fare si faccia, se ci sono reati nell’amministrazione chi ha prove deve andare dal magistrato. Fomentare voci o fomentare animosità partigiane non serve ai nostri cittadini ed al nostro paese”.

 

Lucia Brescia dovrebbe aderire a questa Commissione? E Maglionico, dovrebbe aderire alla Commissione d'Inchiesta sul campo sportivo voluta da Pellegrini?

“Valutino gli interessati”.

 

Nell'ultimo Consiglio comunale sono tornati d'attualità gli Sportelli Unici. Che ne pensa lei a riguardo? È favorevole?

“Abbiamo un’area PIP per gli insediamenti produttivi, è necessario attuarla e dare modo a tanti imprenditori, piccoli e grandi, di creare valore e posti di lavoro. Un’area PIP dotata di servizi abbassa e rende possibili gli investimenti. Gli interventi fuori area sono più gravosi e spesso si risolvono in insuccessi”.

Commenti  

 
#2 Mastrochè? 2018-10-12 19:23
Ci vuole una bella faccia tosta e tanta spocchiosa arroganza! Un sinistro che non teme il ridicolo ws è senza misura e buon senso! Porto chiuso alla città e nemmeno completato nei sui risvolti pubblici e privati e si ha il coraggio di chiedere le prove dei reati!
 
 
#1 pip 2018-10-10 15:30
PIP
vergogna trentennale
dei politici polignanesi
 

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