Martedì 23 Ottobre 2018
   
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Quale futuro la giunta Emiliano ha scelto per la Costa Ripagnola?

Maria La Ghezza e Antonella Laricchia

Giunge la risposta dell’assessore Pisicchio all’interrogazione della consigliera Laricchia (M5S) ma permangono i dubbi sugli impatti cumulativi dei progetti privati a cui si sommano il Piano delle Coste e il PUG del Comune di Polignano, mentre vige ancora la legge del ’97 per istituire l’area naturale protetta


Quale futuro per la costa a sud di Bari, uno dei tratti meglio conservati dal punto di vista paesaggistico e naturalistico della Regione Puglia che va dalla località di Cozze alla frazione di San Vito a nord di Polignano a Mare? Lo ha chiesto al Governatore Emiliano la consigliera Antonella Laricchia (M5S) a cui ha risposto l’assessore alla pianificazione del territorio Alfonsino Pisicchio. La zona, infatti, è interessata da ben due progetti privati, “Costa dei Trulli” della GIEM e l’altro della SERIM, proprio laddove la legge regionale 19 del 1997 prevedeva un’area naturale protetta di cui se ne sono perse le tracce. Gli interventi stanno superando i diversi step previsti dalle normative in ambito delle valutazioni ambientali ma sorgono dubbi sull’effettiva previsione degli impatti cumulativi prodotti dalla loro realizzazione su Costa Ripagnola.

“Su questo versante, nessuna risposta di chiarimento giunge dall’assessore Pisicchio – commenta la consigliera regionale Antonella Laricchia (M5S) –.Eppure è la stessa legge regionale sulla VIA (la 11/2001) a definire l’impatto ambientale come l’insieme degli effetti, diretti e indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei, singoli e cumulativi. In pratica, la Regione sembra non solo violare leggi comunitarie e nazionali ma anche contraddire la normativa da lei stessa emanata. In quest’area – prosegue la portavoce 5 Stelle – abbiamo due progetti di trasformazione del territorio, il Piano delle Coste del Comune di Polignano a mare, il PUG (Piano Urbanistico Generale) su cui lo stesso Comune è al lavoro nonché l’istituzione dell’area naturale protetta. In un tratto che vede la presenza, inoltre, del Sito di Importanza Comunitaria (SIC) marino ‘Posidonieto San Vito – Barletta’ assieme a formazioni a coralligeno. Dunque non si può assolutamente trascendere da una visione d’insieme e, pertanto, – continua Laricchia(M5S) – visto il silenzio dell’allora detentore della delega Emiliano, mi vedo costretta a chiedere al neo assessore all’ambiente Gianni Stea se la Regione intende applicare o meno la propria normativa e quale futuro ha immaginato per quest’area”.

Un futuro che sembrava già delineato nel lontano 1997 con l’approvazione della legge regionale n. 19 che, all’art. 5, identificava l’area come “Fascia costiera – Territorio di Polignano a valle della SS 16” individuandola tra quelle “aventi preminente interesse naturalistico, nonché ambientale e paesaggistico” che necessitano di tutela e valorizzazione, ai fini della istituzione delle relative aree naturali protette. Ma, dal 1997 ad oggi, si sono tenute solamentetre pre-conferenze: nel 2000, nel 2005 e, l’ultima, il 26 gennaio 2006. La spiegazione del mancato proseguimento dell’iter la fornisce lo stesso assessore Pisicchio nella sua risposta alla Laricchia (M5S): “Le maggiori problematiche rinvenivano dalle previsioni del PRG vigente sulla fascia costiera e dalla presenza di Accordi di Programma. Inoltre, era emersa la possibilità di includere l’area delle lame nella perimetrazione proposta. Questo assessorato – prosegue Pisicchio – si farà carico di promuovere un ulteriore aggiornamento della pre-conferenza al fine di riattivare in tempi brevi il processo di istituzione dell’area naturale protetta”.

“Ai tempi brevi preferiamo tempi certi – ribatte la consigliera Antonella Laricchia (M5S) – Sono trascorsi 20 anni e tutto è fermo. Ora che è nato anche il Comitato ‘I Pastori della Costa’ con una formale proposta, ci sembra il caso che vengano fornite risposte serie per il futuro di questo territorio. Convocare la preconferenza a giochi fatti non avrebbe alcun senso e sarebbe l’ennesima presa in giro che auspichiamo non sia né nelle intenzioni dell’assessore Pisicchio né in quelle del suo collega Stea, a cui chiederemo una data per riavviare l’iter. Del resto – conclude la portavoce 5 Stelle – dal 2006 al 2018, tranne per gli accordi di programma oramai decaduti o per il PRG, non si sono sortiti effetti concreti in questa zona e, pertanto, la Regione può procedere tranquillamente con l’istituzione dell’area protetta”.

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