Giovedì 20 Giugno 2019
   
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Aumento Tari 2018: l’assessore spiega

L'assessore Francesco La Volpe

Ci scrive Francesco La Volpe che spiega come si è determinato l’aumento
dal 10 al 30% della tassa rifiuti


Caro direttore,

in questi giorni i cittadini polignanesi si stanno vedendo recapitare presso le proprie abitazioni le lettere contenenti la Tari per il 2018. Nei prossimi giorni i destinatari degli stessi avvisi saranno i titolari di attività commerciali.

Prima di entrare nel merito della questione aumenti, sarebbe opportuno spiegare ai nostri concittadini e suoi lettori che il costo del servizio della Tari deve essere integralmente coperto dalle utenze iscritte a ruolo destinatarie dei predetti avvisi.

In pratica se il Piano economico e Finanziario presentato dalla società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti, ed incrementato in base ai costi comuni, spese di gestione ed altri costi connessi con il servizio di raccolta, previsti dallo stesso comune, fosse di euro 100,00, il Comune deve prevedere fra le entrate lo stesso importo e, nel nostro Comune, in base ad una serie di coefficienti di calcolo, determinare le tariffe in modo che le entrate siano pari a 100.

Ebbene il costo del servizio in generale è aumentato e questo a causa di una serie di fattori fra i quali il potenziamento notturno, la pulizia delle spiagge, le frazioni di rifiuti di umido, legno ferro e tutto quello che non è previsto dal bando, costi amministrativi per il contenzioso ed il recupero della tassa a seguito dell’evasione, ecc.

Tali costi purtroppo, per la totalità, e per LEGGE, devono essere recuperati totalmente, nostro malgrado, con l’emissione degli avvisi e la rideterminazione delle tariffe.

Alcuni cittadini paventano di interrompere la raccolta differenziata in quanto il costo continua a salire e non si vedono i benefici. Anche questo è vero da un lato, dall’altro devo rilevare che a fronte di un alto livello di raccolta differenziata si riduce l’ecotassa a carico del Comune e quindi dei cittadini.

 

Vantaggi solo per l’azienda rifiuti.

Non posso che constatare e rilevare che, come previsto dal bando, peraltro emanato dalla amministrazione di centro-destra, che oggi solleva la protesta dell’aumento delle tariffe, i vantaggi della differenziata sono ad esclusivo beneficio della ditta aggiudicatrice che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti nel nostro Comune. Di fronte a ciò l’amministrazione ed i suoi rappresentanti non possono fare nulla.

 

Colpa dei 5 stelle?

Fra le premesse vorrei aggiungere una motivazione molto semplice che mi riporta ai tempi delle scuole media quando si studiava l’algebra. Come Lei ben saprà c’è stato un recente intervento ministeriale che ipotizzava o meglio che consigliava i comuni di considerare la quota variabile sulle pertinenze (garage) pari a zero. In passato il Comune di Polignano ha sempre calcolato la quota variabile delle cosiddette pertinenze pari a quelle per l’unico occupante indipendentemente dal numero totale del nucleo familiare. A seguito della circolare emanata dopo una interrogazione di esponenti del movimento 5 stelle, sicuramente con la volontà di fare del bene, senza averne considerato le conseguenze negative per i cittadini meno agiati, con minori proprietà, il nostro comune ha modificato il regolamento ed allo stesso tempo modificato le modalità di calcolo della tariffa.

 

A danno di chi possiede meno unità.

A seguito della modifica del regolamento ed a parità di costi di gestione, i proprietari di garage e pertinenze non avrebbero pagato più la quota variabile. Quindi il proprietario di abitazione e più di una pertinenza (garage, box, cantinola), a seguito della predetta interrogazione parlamentare e delle relative interpretazioni ministeriali avrebbe visto ridursi notevolmente la tassa rifiuti. Infatti la quota variabile deriva da una semplice operazione aritmetica (corretta con coefficienti ministeriali e differenziata per numero dei componenti il nucleo familiare, che non cambia la sostanza) che divide il totale dei costi variabili per il numero delle unità produttive di rifiuti. Se le unità (abitazioni e pertinenze) che producono rifiuti vengono ridotte perché il ministero consiglia di non calcolarle, ed i comuni si adeguano per evitare ricorsi, ecco che la quota variabile delle abitazioni aumenta danneggiando chi possiede meno unità.

 

Chi possiede di più paga di meno. E viceversa.

Per essere più chiaro e farle capire l’effetto distorto di una buona azione fatta per lo slogan di piazza le pongo questa domanda: Nelle settimane scorse, quando ha provato a chiedere il rimborso, rivolgendosi a qualche associazione o ad un avvocato o a qualche Caaf, se lei possedeva solo l’abitazione, cosa le è stato risposto? Glielo dico io: Non può farlo perché lei non ha pagato nulla su un garage che ovviamente non possiede. Invertendo la domanda per comprendere meglio la questione si arriva alla considerazione che oggi, a parità di costi chi possiede di più paga di meno e chi possiede di meno paga di più.

Nel caso del nostro comune i costi di gestione sono aumentati, oltre la nostra volontà, e tutte le tariffe sono aumentate perché ribadisco il concetto per cui si devono coprire tutti i costi di gestione con la stessa tassazione non prelevando le relative risorse dal bilancio comunale. Gli aumenti di costo rilevati sono differenti e differenziati a seconda della condizione in cui il contribuente si trova.

Io invito ognuno dei contribuenti a verificare la lettera ricevuta a gennaio del 2018 (conguaglio 2017) e confrontarla con la lettera ricevuta in questi giorni al fine di calcolare l’effettivo incremento. Considerato che le procedure di calcolo sono state modificate, nei casi più eclatanti, qualora dovessero esserci, invito i miei concittadini a verificare attentamente le differenze e rivolgersi, in tal caso presso l’ufficio tributi.

 

Aumenti tra il 10 e 30%

In questi giorni abbiamo effettuato diverse simulazioni a campione ed abbiamo rilevato, come d’altra parte già previsto in sede di elaborazione delle tariffe, che a parità di condizioni (numero di componenti del nucleo familiare e immobili detenuti in possesso) gli incrementi sono differenti e variabili tra il 10 ed il 30 percento circa.

Sicuramente non può consolarci la circostanza che nella vicina Monopoli le tariffe sono ancora più alte già da diversi anni ma mi fa ancora più riflettere e preoccupare il fatto che esponenti politici locali prendano ad esempio proprio l’esperienza politica di quella città in questi ultimi anni.

 

Ci sono riduzioni.

Infine mi permetta di sottolineare anche se sono in pochi i beneficiari, che tra le tariffe che si sono ridotte ed il cui effetto è stato mitigato dall’incremento dei costi complessivi vi è la tariffa per i pensionati ultrasettantenni che vivono soli. È la dimostrazione che laddove si può fare qualcosa per aiutare i nostri concittadini a superare alcune difficoltà, ed in questo caso la solitudine, noi ci proviamo non appesantendo le proprie tasche.

Insieme a questa, nel regolamento ci sono anche altre ipotesi di riduzione concrete e certificate delle tariffe laddove oggettivamente si producono minori rifiuti, ma di fronte a tutto il regolamento che andava nella direzione di una differente modalità di calcolo ed orientata alle direttive ministeriali tanto volute e decantate da altre forze politiche o che considerava diverse possibilità di riduzione delle tariffe peraltro applicate a diversi contribuenti, in Consiglio comunale abbiamo sentito solo proposte inconsistenti e senza copertura finanziaria.

Grazie.

FRANCESCO LA VOLPE
Assessore al Bilancio

Commenti  

 
#1 pop 2018-05-22 07:26
Per le attività commerciali allo scopo di applicare una tassazione corretta si dovrebbe tener conto oltre che della superficie del settore merceologico della localizzazione , anche del fatturato.
 

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rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

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