Lunedì 11 Dicembre 2017
   
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ESCLUSIVO: Eugenio Scagliusi rompe il silenzio sul caso Di Giorgio-Bovino e su altro

Di Giorgio, Bovino e Eugenio Scagliusi in una nostra foto d'archivio del 2011

 

EUGENIO SCAGLIUSI ROMPE IL SILENZIO: SONO SCOMODO!

Esclusivo: Ecco cosa c’è dietro la coalizione minestrone anti-Vitto.

Documento calpestato e candidatura imposta prendendo tempo

 

 

"19 Maggio 2016

Di Giorgio e Bovino erano già insieme

Ma c’era un documento prima condiviso e poi calpestato"

 


Nella coalizione minestrone degli anti-Vitto che si sta coagulando attorno a Pellegrini candidato sindaco, abbiamo notato un grande assente, il consigliere comunale Eugenio Scagliusi, uno degli esponenti più importanti del centrodestra polignanese. A meno che non fosse fuori (in bagno, al telefono o altrove) al momento della fotografia, non lo vediamo.

Lo scatto è apparso poi sui social, e vede insieme, sorridenti in posa davanti all’obiettivo fotografico, dei grandi ‘nemici’ del passato remoto e recente: Beatrice De Donato e gli ex sindaco Angelo Bovino e Simone Di Giorgio. Questi ultimi due se le sono date di santa ragione negli ultimi venti anni di storia politico-amministrativa di Polignano, con rispettivi fan (vedi intervista a Salvatore Colella) che si sono fronteggiati dietro le barricate, gli uni contestando l’operato degli altri. Ormai in paese non si parla di altro, e tutti si chiedono dove sia finita la coerenza.

 

 

La disfatta del centrodestra: dal 2012 a oggi.

Eugenio Scagliusi in realtà nell’ultimo periodo ci era apparso sempre più scoraggiato. Da sognatore qual è, ha dovuto già subire lo sfacelo del centrodestra polignanese, reduce della bruciante sconfitta del 2012. Incassata quella sconfitta, senza alcuna resa dei conti, l’opposizione è andata avanti in questi cinque anni, sciogliendosi come neve al sole. E ora assiste alle transumanze e non solo.

Nell’intervista che segue, Eugenio Scagliusi ci rivela che era in atto un percorso alternativo che a un certo punto qualcuno ha volutamente interrotto.

Eugenio Scagliusi ci rivela che si stava condividendo un percorso e che il 19 maggio 2016 si doveva firmare un documento. ”Sto ancora aspettando che mi spieghino perché quel documento non è stato firmato…” – rivela.

Ma chi ha imposto la candidatura a sindaco di Pellegrini? E come è stata imposta? A breve sarà detto.

 

Consigliere Scagliusi, abbiamo visto foto di Di Giorgio, Bovino e Beatrice De Donato insieme, con Pellegrini sindaco. Mancava lei. Ci può dire perché?

Mi sembra difficile essere fotografati se non si è presenti…

 

Come mai, scusi l’invadenza?

È semplice. Non c’ero perché non invitato. L’ultima riunione in cui si è parlato di elezioni cui sono stato presente, risale al 6 dicembre. Mi allontanai per favorire la ricerca di un candidato sindaco, visto che era chiaro almeno da settembre che non c’era convergenza sul mio nome, ma che non c’erano altri candidati spendibili. Mi risulta lo abbiano chiesto a Stefano Montanaro, che ha rinunziato. Invece l’ultimo incontro cui c’erano di sicuro Di Giorgio, Bovino e Pellegrini risale al 19 maggio. Ho buona memoria!

 

A questo punto è chiaro che non condivide la candidatura. Come mai?

Quale candidatura?

 

La candidatura a Sindaco di Pellegrini.

Per quel che mi riguarda sono ancora fermo alla fase della condivisione di un percorso. Il 19 maggio si doveva firmare un documento, peraltro redatto da me. Pochi righi che a parola tutti avrebbero sottoscritto. Fui assente proprio io, per la morte di una zia di mia moglie. Sto ancora aspettando che mi spieghino perché quel documento non è stato firmato.

 

Cosa diceva quel documento?

In soli tre righi si diceva che i firmatari, riconoscendosi pariteticità, avrebbero lavorato per un percorso comune per la formazione di una coalizione e la scelta del candidato sindaco per le elezioni comunali che fosse alternativa all’amministrazione Vitto. Con la precisazione che i presenti in consiglio, direttamente o indirettamente, avrebbero dovuto dichiarare questa volontà in consiglio comunale.

 

Poi cosa è successo?

Che ti devo dire? Evidentemente quel documento o quel percorso non era condiviso. Ma la mia opinione è che si voleva prendere tempo per poter imporre una candidatura. Una sola, senza condivisione, senza primarie o altre modalità di scelta. O per farmi fuori, boh…

 

Però loro dicono che invece la candidatura l’hanno condivisa…

Ah, da loro stessi sicuramente. Ma, sul come e su chi, invece, a mio parere l’abbia imposta ne parliamo un’altra volta…

 

Comunque ha detto che non c’era convergenza sul suo nome. Come mai?

Senti, la mia opinione è che i giudizi che mi vengono rivolti, tipo “non va bene”, “non è adeguato”, “non è nazional popolare”, “brava persona ma non aggrega”, sono generiche sciocchezze. La verità, a mio parere, è che la mia personalità è scomoda. Per cui meglio mettersi in fase di “stand by”. C’è molto altro da fare, anche politicamente.

 

Ma allora si ricandida?

Dai, fai il bravo. Sono in “stand by”...

Commenti  

 
#1 SGD 2017-05-01 18:28
Che armata Brancalone, Bovino-Di Giorgio nemici e adesso amici di merenda, De Donato B. la libellula che zomba su tutti i partititi (A mort' d' saup i p'gacc', Lilla, Marasciulo natu' cagzaun' ...Di Giorgio resta a casa, sei un dinosauro, nu zmbafuss', POLIGNANO ti vomita! E gli altri amici di merenda non sono esclusi.
 

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