Mercoledì 27 Marzo 2019
   
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Modesto De Girardis si ferma per un altro giro. L'INTERVISTA

Modesto De Girardis pronto a brindare ancora con Vitto sindaco

 

VERITÀ E ‘CHIACCHIER A VACAND’

Modesto De Girardis ripercorre la storia del turismo a Polignano. “Con Vitto c’è stata la vera svolta”

De Girardis non sarà candidato anche a questo giro

 

 

Modesto De Girardis, assessore dal 2004 al 2006 (ultima amministrazione Di Giorgio), cinque anni fa decise di non candidarsi, pur restando parte attiva di SeL (Sinistra Ecologia e Libertà). Cinque anni dopo, al voto del prossimo 11 giugno 2017, non sarà candidato in prima persona, e sosterrà la ricandidatura a sindaco di Domenico Vitto con un “Sinistra per Polignano” (vedi presentazione lista).

L’intervista che segue si è rivelata un confronto tipo “In Mezz’ora”. In 30 minuti si sono concentrati gli ultimi 25 anni della storia di Polignano: dal primo Di Giorgio all’era Vitto, passando per Bovino e per il suo biennio di assessorato. Così torna dopo diversi anni di silenzio con la stampa.

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LIBRO POSSIBILE: LE ORIGINI DEL SUCCESSO

Modesto De Girardis, cosa ricorda di quel biennio caldo 2004-2006?

“Fui nominato assessore con deleghe alla pubblica istruzione, sport, cultura, turismo e politiche giovanili con i Verdi. Decisi le sorti del Libro Possibile proprio agli inizi, quando Michele Campanella era uno degli organizzatori assieme all’ing. Loliva, a Pino Pascale e alla prof.ssa Rosella Santoro. Stanziai il primo contributo di 3.500 euro (anno 2004) e fui lungimirante, tanto che rassicurai gli organizzatori che quella iniziativa si sarebbe svolta ogni anno e che non sarebbe andata mai più via, a prescindere da chi avrebbe vinto le elezioni. Così è stato. Poi c’è stato chi si è messo la medaglietta come ha fatto Bovino… “so tutt chiacchier a vacand!” Altro che!”.

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IL ‘NO’ ALLA SINISTRA DEL TEATRO

PUBBLICO PUGLIESE

Ricorda altro?

“Certo. Ebbi il coraggio di mettermi contro il Teatro Pubblico Pugliese (TPP). Andai contro il sentire comune della sinistra che puntava sul TPP. Io invece ritenevo che fosse uno sperpero di denaro. E così dissi NO al TPP e feci organizzare il cartellone teatrale dalle associazioni locali, coinvolgendo tutti coloro che volessero cimentarsi nell’organizzazione di spettacoli. Si stabiliva un tema e si lavorava su quello. Cominciammo con il fenomeno dell’immigrazione, oggi esploso. Fu un successone, il teatro era sempre pieno. Puntai sulla figura di Pino Pascali e Domenico Modugno siglando, su Mister Volare, un gemellaggio tra Polignano e San Pietro Vernotico (paese di adozione). Poi, invece che investire sulla possibilità che ci veniva data da questa opportunità, si è volutamente boicottata questa iniziativa, perché non si era capito cosa potesse significare interagire con altre realtà locali, facendo rete per un obiettivo comune, ossia far crescere le nostre comunità.

Nel 2004 si presentò anche la questione del campo sportivo completamente abbandonato, affidammo la delega allo sport a Vito Sabato, un esperto del settore, e stanziammo ben 100mila € per il manto erboso e il rifacimento degli spogliatoi”.

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TURISMO: DAL ‘PAESE VECCHIO’

ALLA SVOLTA CON VITTO

E il turismo?

“Per quanto mi riguarda, investire in cultura (vedi Libro Possibile), ha significato investire anche sul turismo. Chiaramente in due anni di assessorato (2004-2006) non si è potuta fare la rivoluzione, anche se la mia è stata una delle prime deleghe specifiche, quando il turismo consisteva a malapena in iniziative estemporanee. In quel biennio ci fu comunque l’approvazione delle strutture turistiche alberghiere a monte della Statale 16, in un paese dove molto spesso invece di imprenditori del turismo, abbiamo avuto a che fare con prenditori.

Tutto però cominciò col primo mandato del sindaco Di Giorgio (1993-1997); gli va dato merito di aver avviato tutto valorizzando il centro storico, eliminando gli scarichi a mare, illuminando la costa. All’epoca io ero consigliere dell’opposizione, ma gli riconobbi il merito sul centro storico. Con Domenico Vitto (2012-2017) c’è stato l’exploit...”.

E con Bovino prima di Vitto…

“Bovino è andato semplicemente in continuità con le amministrazioni che l’hanno preceduto. Se uno mi chiedesse cosa ha fatto Bovino nel campo della cultura e del turismo, non saprei cosa rispondere, perché altro non fece che riproporre ciò che i suoi predecessori avevano fatto…”.

 

Ma con Vitto cosa è cambiato?

“Tanto rispetto al passato. Io opero nel campo dell’enogastronomia e del turismo, e l’altro giorno mi sono fatto un giro con una persona molto critica nei confronti del sindaco. Mi chiese: che ha fatto il sindaco? E lo portai in giro cominciando dall’ingresso nord di Polignano. Solo per citare alcune delle tante cose fatte. Cominciamo da San Vito: pedana con acceso ai disabili e scavi. C’erano prima? No. È stato fatto? Sì. I disabili di questo paese oggi hanno un posto dove poter andare al mare, possono socializzare e condurre una vita normalo. Ci avviciniamo e percorriamo il sottopasso di Santa Caterina: un tratto eccezionale per chi vuole arrivare a Polignano senza code. Ancora: sottopasso di San Francesco, piazza Garibaldi, arco marchesale, Via Roma, largo Ardito, messa in sicurezza delle scuole, e tanto altro ancora… Per non parlare della delega ai Servizi Sociali gestita da Paolo Mazzone che ha realizzato tutto quello che era previsto nel nostro programma di governo… ma questi saranno argomenti della campagna elettorale”.

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NEL FUTURO: VIVIBILITÀ

E CASE POPOLARI

Alcune cose rinvengono dal passato, e giustamente nell’ordine della continuità amministrativa…

“Questo è un aspetto normale. Ma non sempre questo è vero: la tanto citata piazza Moro ad esempio è stata una cosa voluta e realizzata in maniera diversa, mentre Bovino aveva messo una barca di soldi per realizzarla. Piazza Garibaldi e via Roma sono state realizzate da noi, recuperando soldi dal patto Polis che era stato abbandonato. Poi qualcuno avrà sicuramente da ridire, ma intanto è stata fatta e apprezzata dai cittadini. La realtà è che questa amministrazione ha fatto decollare Polignano dal punto di vista economico e turistico.

Un mio amico di Torino sostiene che chi vive a Polignano non ha la percezione reale di come veniamo percepiti all’esterno. Certo ora bisognerà coniugare la presenza massiccia dei turisti con la vivibilità di cittadini residenti.”

È questa la sfida futura?

“Certo. Rendere tutto più vivibile. Infatti, c’è da fare il piano regolatore nuovo e una serie di cose che mettano al centro il cittadino, come ad esempio la realizzazione delle case popolari già previste da questa amministrazione”.

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“PELLEGRINI NON HA PROPOSTE”

Quelle cose che dice il candidato sindaco Domenico Pellegrini?

“Lasciamo stare! Poniamoci una domanda: perché Domenico Pellegrini si sta candidando? Bisogna domandarselo…

Lo dica lei: perché? Per entrare in Consiglio?

“Non lo so. Dice che vuole cambiare Polignano. Bene, è in cosa? Io leggo le interviste e i post pubblicitari, e più che portare soluzioni, o una sua visione della crescita del nostro paese, evidenzia solo problematiche. Per non parlare delle critiche su cose fatte: per esempio dice che la rotonda poteva essere fatta meglio, ma intanto è stata fatta e prima non c’era, prima c’era il caos, oggi con le rotonde il traffico viene regolamentato. Ed è stato approvato anche un PUM, una scelta coraggiosa, che prevede di realizzare altre piste ciclabili e sarà applicato appena saranno concluse le opere sulla viabilità. Tutto questo è stato fatto e gli effetti si vedranno nel medio termine. Lui invece fa demagogia e solleva problematiche che in molti casi richiedono tempo”.

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IL PORTO TURISTICO

Tornando al turismo e alle origini, ricorda la svendita del porto turistico nel 2005?

“Quella è un’operazione controversa per come si è conclusa. Nel 2005 salvammo i polignanesi da un debito eccessivo. Ma la nostra idea iniziale era quella di un porto pubblico con fondi pubblici.

Poi quando vai a governare, capisci che le cose sono diverse. Capimmo che non c’erano le condizioni per poter avere soldi e perdemmo anche il finanziamento grazie a Bovino! Ma non rinnego quella scelta, perché ci ha salvato dal punto di vista economico, in un paese che rischiava il default e i debiti erano tantissimi. Nel 2005 cominciava ad affacciarsi la crisi e a ogni bilancio bisognava fare tagli notevoli…

Ma quel porto lo volevo aperto e pubblico. Se uno va a Rodi Garganico scoprirà che l’attrazione è proprio il porto aperto al pubblico, con una marea di bambini, negozi, famiglie.”

Ma lei all’epoca è stato favorevole a quella svendita…

“Intanto non fu una svendita, ripeto, salvammo i cittadini di Polignano dal coprire con tasse un debito notevolissimo. Sono stato favorevole, ma per come l’ha trasformato Fusillo, dico oggi maledetto il giorno in cui gli è stata data la possibilità di prenderlo…”

Che gliel’avete data voi…

“E io potevo immaginare che Fusillo lo avrebbe ridotto così? E manco i soldi ci ha messo, glieli ha dati la Regione. Non l’ha reso pubblico, chi doveva entrarci con i suoi 40 gozzi che lui aveva promesso, sta facendo un casino. Stava recintando e facendo una porcata. Potevo prevedere tutto questo? Io immaginavo un porto fruito e vissuto, proprio come a Rodi, con una marea di servizi”.

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IL CENTROSINISTRA POLIGNANESE

DALLE DIVISIONI ALLE UNIONI

Perché quella coalizione di centrosinistra (2004-2006) poi si è rotta?

“Perché Di Giorgio apriva a tutti pur di mantenere la maggioranza… aveva paura di perdere numeri. Ci fu anche una frizione tra me e il mio amico Mastrochirico perché io non volevo fare ammucchiate. Ho sempre detto: se non ci sono i numeri, andiamo a votare! Se l’avessimo fatto a tempo debito, non avremmo perso le elezioni (vinse Bovino al ballottaggio contro Di Giorgio, ndr). In una società dove, oramai l’avere ha spodestato l’essere, dove invece del noi prende piede l’io, ecco in un quadro di tale natura, nasce a Polignano un soggetto politico che punta ad includere, dove le varie individualità costituiscono un noi e che diventano nuova classe dirigente. Ecco, spero che queste elezioni siano all’insegna dell’inclusione e non dell’io, siano all’insegna della coerenza e della Lealtà.”

 

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