Lunedì 17 Giugno 2019
   
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Il magistrato Angela Tomasicchio a Polignano

gianni colagrande angela tomasicchio

“PRINCIPIO DI LEGALITA’ E LOTTA ALLA CORRUZIONE: PREVENZIONE O REPRESSIONE?”

Lezione speciale del magistrato Angela Tomasicchio all’Università Popolare per non dimenticare la “strage di Capaci”

 

 


Martedì 24 maggio, presso la scuola primaria “Don Bosco”, l’Università Popolare di Polignano a Mare ha dedicato un’intera lezione al tema cruciale della legalità e della lotta alla corruzione. Per l’occasione è stata invitata a conferire la dott.ssa Angela Tomasicchio, magistrato e sostituto procuratore generale presso il Tribunale di Bari. Nel corso della conversazione, l’ospite ha interloquito con il presidente dell’Unitré, prof. Giovanni Colagrande e con il dott. Antonio Calderaro.

La speciale lezione è stata guardacaso proposta in concomitanza con un anniversario importante, quello della morte del magistrato italiano Giovanni Falcone, assassinato dall’organizzazione mafiosa siciliana di “Cosa Nostra”  insieme alla moglie e a tre uomini della scorta. Questo accadeva per l’appunto il 23 maggio 1992, in quella che è ormai passata alla storia come la “strage di Capaci”.

Da allora, in Italia, ne sono successi di attentati a magistrati e a politici schierati dalla parte della giustizia e dell’onestà. Le organizzazioni mafiose e la corruzione dello Stato non sono ancora state stroncate nel nostro Paese. Alcuni studiosi leggono l’attuale periodo con ottimismo, sostenendo che al momento le organizzazioni mafiose sono abbastanza controllate dalle Forze dell’Ordine, ma tutti sappiamo che quando la mafia vede concretamente minacciati i propri interessi non si fa problemi nel tornare a colpire.

Nel frattempo, corruzione e azioni illegali di ogni tipo – da quelle governative e amministrative a quelle finanziarie, ecc. – avvengono in un nascondimento che può essere sventato soltanto da intercettazioni ambientali. L’acquisizione di somme di denaro è sempre il movente di ogni azione illegale, dallo spaccio di stupefacenti, alla corruzione dei politici, alle tangenti e alle mazzette di soldi che passano tra le mani di insospettabili figure professionali.

“Una efficace lotta alla corruzione può essere condotta solo con la collaborazione dei cittadini.” Così ha esordito la dottoressa Angela Tomasicchio. Il tema da ella sviluppato sul principio di legalità e sulla lotta alla corruzione si articola intorno a due possibili soluzioni: meglio prevenire o reprimere?

La dottoressa Tomasicchio ha sottolineato l’importanza della collaborazione di tutti i cittadini nella lotta alla corruzione e alla legalità, indicando tre leve fondamentali perché sia possibile tale collaborazione:

al primo posto ha collocato una corretta ed ampia informazione da parte dei media (giornali, tv, internet) sui risultati che si ottengono in questa lotta,  affinché la società possa avere un quadro corretto e completo dei problemi legati alla legalità e alle forze che delinquono.

Di seguito, è importante la formazione alla cultura della legalità. In questo campo, è stato detto, è fondamentale il ruolo della scuola in tutti i suoi livelli e la funzione degli insegnanti. Formare alla cultura della legalità significa rendere consapevoli i ragazzi e le ragazze che non basta la repressione della corruzione condotta dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, ma è necessaria una azione positiva dell’intera società che consapevolmente aderisca alle regole della legalità e le faccia sue.

Al terzo posto, infine, la dottoressa Tomasicchio ha posto l’educazione, cioè la famiglia come luogo primario di formazione della coscienza del “rispetto delle regole” come base per una armonica convivenza civile. Senza la consapevolezza del rispetto delle regole, infatti, si diffondono nell’intera società atteggiamenti e comportamenti che finiscono per creare il terreno più favorevole al diffondersi e allo sviluppo dei fenomeni corruttivi e criminosi.

Un ampio spazio, infine, la dottoressa Tomasicchio ha dedicato alla illustrazione del recente quadro normativo che ha introdotto precise regole per la trasparenza della pubblica amministrazione e strumenti orientati a separare più nettamente le funzioni politiche e di governo della cosa pubblica dalla gestione e realizzazione delle opere e della gestione delle risorse pubbliche da parte degli apparati amministrativi.

Il pubblico presente ha manifestato un forte apprezzamento per la chiarezza e l’ampiezza della illustrazione fatta dalla relatrice riguardo ad una materia così complessa ed attuale. Il Presidente della Università Popolare prof. Giovanni Colagrande ha offerto alla dottoressa Tomasicchio una targa ricordo.

Si ringrazia il dott. Calderaro per la gentile collaborazione all’articolo e si invita la cittadinanza a partecipare alla prossima lezione di martedì 31 maggio, ore 17:30, che vedrà il prof. Vito Vinci conferire sul tema “Poesie, struggenti inchieste”, una conversazione sull’opera poetica di Vittorio Bodini.  

ANGELA MARINGELLI

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