Martedì 26 Marzo 2019
   
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Mafia a Polignano. Il dibattito fantasma

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Editoriale pubblicato su 'La Voce del Paese - edizione Polignano, uno dei 10 comuni del network' nelle edicole da venerdì 26 marzo.


 

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Il boss a U' Sconvolt: "Menati là e prendi tutto Polignano"

 

Non ci stancheremo di ripeterlo: il vero male della politica è la demagogia. Salvini ha fatto scuola ancora, sciacallando sui tragici fatti di Bruxelles. Non a caso, provo a fidarmi solo dei tecnici, mai dei politici.

La demagogia è il male, specie in campagna elettorale, quando monta come uno tsunami inarrestabile. A Polignano si vota nella primavera 2016. Vi risparmiamo i capitoli di quanto accaduto finora. Ma il giocattolo si sta rompendo prima del previsto. Alcune crepe sono emerse già domenica scorsa. Doveva essere una domenica delle Palme, ma la demagogia non si ferma davanti a nulla (Salvini è un maestro).

Il dibattito organizzato dal M5S alla luce delle inquietanti intercettazioni tra Parisi e Donato Catinelli (detto “U Sconvolt”) – è stato un clamoroso flop. In sala c’era solo imbarazzo. Nemmeno gli ‘InnovAttivi’ hanno avuto il coraggio di esporsi, perché parliamo di intercettazioni che non hanno ancora un seguito. Non si sa nulla di quella richiesta: essere il “referente” del clan Parisi nel territorio di Polignano a Mare? Perciò, cosa c’entrano sindaco e amministrazione? Sindaco che tra l’altro è da sempre in contatto con gli organi competenti in materia (non è l’ente comunale).

Intanto, la Comandante della Polizia Municipale, dott.ssa Maria Centrone, chiamata in causa durante il dibattito li ha letteralmente sbugiardati con i dati oggettivi. Il lavoro svolto dal suo Comando, dal 1993 a oggi, è stato impeccabile. La Centrone ha ripristinato la legalità in questo paese, proprio in un periodo storico in cui si parcheggiavano le auto sopra i marciapiedi, e lo stile mafioso era connaturato nella natura stessa dei cittadini. La mafia (che sia di Bari o del cemento) oggi non troverebbe terreno fertile a Polignano, e diciamo pure grazie alla Polizia Municipale e alle altre Forze dell’Ordine.

 

La vera mafia.

Piuttosto bisogna domandarsi cosa sia accaduto realmente dopo quei sconvolgenti dialoghi che abbiamo ascoltato. Non sembra importante saperlo. Gli stessi che ora vaneggiano e pavoneggiano davanti agli obiettivi, non scomodarono neppure un aggettivo quando nel novembre 2012 denunciammo possibili infiltrazioni mafiose nella gestione della discarica Martucci, quella ‘conca d’oro’ che dai primi dati epidemiologici (vedi servizio avanti) sarebbe la causa dell’aumento di tumori e mielomi a Rutignano, Mola e Polignano.

Qualcuno canta frettolosamente vittoria e sembra godere sulle macerie dei fantasmi: “Non ci sono più alibi!”. Ma ‘Quali Alibi’ è invece il canto ultimo di Daniele Silvestri, un manifesto che descrive l’Italia del 2016, un paese lacerato da tuttologi complottisti, demagoghi, dal ‘tweet’ facile. L’era degli istinti primordiali anche nella comunicazione. Ma non è accusando o ponendo domande che si amministra. Ci vogliono risposte alternative e programmi. Non grandi ammucchiate pur di vincere. Che poi tanto si sa come vanno a finire queste ‘orge’ di potere.

NICOLA TEOFILO

 

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