Gianpiero Mancini ci è costato più di 1000 €! 70 ore in Comune per cosa?

gianpiero mancini

Editoriale pubblicato su "La Voce del Paese - edizione Polignano (uno dei 10 comuni del network)", nelle edicole da venerdì 5 febbraio 2016.

 

Il primo febbraio 2016 sono giunte a Palazzo di Città due richieste che hanno destato non poche perplessità, soprattutto per il passaparola tra uffici e politici che le due note protocollate hanno generato. Di cosa si tratta? Apparentemente nulla di che. La ditta presso cui lavora il consigliere comunale Gianpiero Mancini ha inviato due richieste di “rimborso” per i “permessi concessi” nei mesi di novembre e dicembre 2015. Permessi concessi a Mancini in qualità di consigliere comunale capogruppo e dipendente dell’azienda presso cui lavora. Nulla di strano, come recita la nota, “gli spettano per l’espletamento del mandato amministrativo e per la partecipazione alle riunioni del Consiglio comunale”. La nota si conclude con le coordinate bancarie dove versare i rimborsi in favore della ditta per le assenze di Gianpiero dovute agli “impegni amministrativi”.

Consideriamo ora che l’attività amministrativa di novembre e dicembre 2015 non sia stata così assidua. Ricordiamo inoltre che Gianpiero Mancini non solo non è assessore, ma è per lo più consigliere dissidente impegnato nella critica legittima e sacrosanta dell’attività amministrativa, piuttosto che esserne protagonista attivo in prima persona. E poi uno pensa, sicuramente in comune sarà meno presente di un assessore.

Fatte queste premesse, diamo un’occhiata ai conti e vediamo quanto la ditta chiede a noi cittadini di sborsare per rimborsare: novembre 2015 (31 ore e mezzo di permessi concessi per un importo di € 481,10), più dicembre 2015 (39 ore di permessi concessi per un importo di € 599,06), per un totale che ammonta a € 1.080! Incredibile ma vero, l’attività politica di Gianpiero Mancini ci è costata, in 70 ore e due mesi, quasi più di quella che svolge un assessore operante in comune a tempo pieno.

gianpiero mancini modesto pellegrini

Ma allora, vi domanderete, cosa ha prodotto il consigliere Mancini in queste ore di permessi richiesti? Inoltre, che ci faceva tutte quelle ore in comune un semplice consigliere?

Scartabellando tra i permessi concessi e approvati, notiamo che Mancini nei giorni di novembre risulta aver svolto attività in comune dalle ore 8 del mattino fino alle ore 13 (in un solo caso fino alle 12). Insomma, scherzandoci su, deve aver avuto le chiavi del municipio! E chissà quanto avrà operato e prodotto… ci auguriamo che non abbia avuto bisogno di tutto questo tempo di assenza dal lavoro solo per prepararsi un intervento in consiglio comunale, in particolare quello di fine dicembre in cui chiedeva a tutti gli assessori di dimezzarsi lo stipendio. Sfidando gli assessori e cercando disperatamente e famelicamente la telecamera e i riflettori dei giornalisti, si mostrava fiero Masaniello, capostipite della rivoluzione contro i privilegi della casta.

Tutto sto casino ci è costato 1080 €? Da non crederci.

Ma non ci si crede come abbia attestato queste ore il presidente del Consiglio comunale Modesto Pellegrini, del quale il consigliere Mancini, tra lo stupore generale, si offrì esageratamente di fare da guardaspalle solo per qualche legittima critica giornalistica rivoltagli e per lesa maestà  (ricordiamo a entrambi che sono politici e che devono rendere conto all’opinione pubblica). Ma il presidente Pellegrini ha verificato e controllato queste ore, dato che le ha attestate con tanto di firma? Qualcuno Gianpiero l’ha davvero visto tutto questo tempo in municipio? Sono tanti i dubbi. 


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La demagogia è il vero male della politica


Storie come queste, ci convincono da anni a prendere decisamente le distanze da chi adotta uno stile politico populista e demagogo, chi cerca a tutti i costi i media per mettere all’indice l’avversario: “Vediamo se avete il coraggio di dimezzarvi lo stipendio?” – urlava ai quattro venti, cercando di rubare la scena come un deus ex machina. Più in generale, i politici che fanno beneficenza o ripetono di voler difendere i più deboli, non dovrebbero sbandierare così, altrimenti sarebbe legittimo pensare che lo facciano solo per un proprio tornaconto elettorale o d’immagine.

Tutte logiche perverse che non a caso si scatenano sempre a pochi mesi dalle elezioni (si vota alle comunali della primavera del 2017), ma che danneggiano sempre e in qualche modo la collettività. Il vero male della politica non si annida nel conto che ora dovremo pagare per rimborsare i permessi di un consigliere, o nello stipendio galattico di un assessore (perché non pagarlo se lavora bene?). Il vero male della politica è la deriva populista del dibattito.

Abbiamo troppi politici, o aspiranti tali, che rivendicano lustrini e attenzioni solo per nutrire il proprio ego e la propria immagine, ma che non si curano dell’immagine della Collettività, ossia di tutti, quello che una volta chiamavamo bene pubblico, se non solo per facciata o nella forma. Questo tipo di politica alimenta il circo mediatico, un frullatore dentro cui tutti – giornalisti, opinionisti e cittadini – si professano esperti di tutto. Sembra il teatrino di Amici dove si fabbricano soggetti individualisti e narcisisti, che senza un like o un titolo sui giornali cadono in depressione.

In questo circo ci si illude di vivere in un mondo dorato o nefasto, dove è tutto o solo bianco o solo nero, dove si vede il bene e il male ovunque, senza alcuna distinzione o sfumatura. Un mondo fatto di “adolescenti” adulti che scalciano per un selfie o una comparsata, e genitori complici che alimentano la cultura individualista, per poi ipocritamente abiurarla ostentando gesti di solidarietà in pubblico, da sponsorizzare solo per lavarsi la propria immagine e coscienza. I soliti imbianchini di sepolcri dai quali non dovremmo accettare lezioni di moralità, oltre che richieste di voto alle prossime elezioni.

NICOLA TEOFILO

 

“A fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura”

(Pietro Nenni)