Venerdì 19 Luglio 2019
   
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Affari e cemento a Polignano. Intervista all'assessore Mariella Annese

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Articolo pubblicato su "La Voce del Paese - ediz. Polignano", nelle edicole da venerdì 22 gennaio.

 

 

Affari e cemento a Polignano. Non c’è una stanza dei bottoni.

Gravi allusioni su interessi privati nell’ultimo consiglio.

L’assessora Annese: “È stato imbarazzante!”


Al nostro editoriale (clicca qui per rileggere), segue l’intervista all’arch. Mariella Annaese, neo-assessora all’Urbanistica che durante il Consiglio comunale ha preso chiaramente le distanze da alcuni “scambi di battute” diciamo allusivi a interessi privati nel campo dell’edilizia.


Assessore, l'ultimo consiglio comunale si è annodato sulla Commissione Urbanistica e sull'Edilizia. C'è stato un momento in cui ha preso le distanze da alcune allusioni forti...

“La prima parte dell’ultimo consiglio comunale, dal mio punto di vista, è stata particolarmente imbarazzante per le allusioni che sono state fatte al fine di giustificare le candidature nella Commissione Consiliare Urbanistica. Nel tentativo di avvalorare le nomine, sono state dette, a mio parere, cose gravissime che travisano lo spirito delle istituzioni a cui ci si riferiva.

L’ipotesi ventilata e contro cui ho ritenuto opportuno prendere le distanze è che, tra tutte, la commissione Urbanistica (ma a questo punto tutte le commissioni) sarebbe una sorta di “stanza dei bottoni” in cui i componenti fanno valere – o ostacolano, a seconda delle  posizioni? degli interessi? - ragioni personali o comunque private, interessi economici legati alla speculazione sul territorio.

Si è alluso che essere o non essere lì insomma significa prendere o non prendere parte alla reale presunta gestione/spartizione del territorio.  In barba alle regole democratiche, che vedrebbero il Consiglio Comunale la sede reale effettiva delle scelte e del confronto. In barba ad ogni principio di legalità e diritto che impone a chi governa la tutela dell’interesse pubblico in via prioritaria. Io ribadisco: queste affermazioni sono gravissime, gravissimo è il messaggio dato alla cittadinanza.

La commissione urbanistica ha funzione consultiva: ovvero è uno strumento democratico in cui i consiglieri nominati prendono parte con ruolo attivo, a cui possono partecipare tutte le componenti politiche ma anche i cittadini. Le sedute sono pubbliche. L’odine del giorno su cui lavora la commissione è pubblico. Quello che si stava facendo intendere era assolutamente fuorviante. Il compito delle commissioni è quello di “studio, verifica, approfondimento” preliminare delle proposte presentate in consiglio. I consiglieri comunali in conclusione dei lavori rilasciano un parere, favorevole o negativo così come possono anche astenersi. Nulla di quanto è stato fatto intendere accade nelle commissioni.

Sarebbe interessante capire perché abbiano voluto far intendere una cosa del genere, lascio a voi il ruolo di porre domande agli interessati, ma è necessario che i cittadini sappiano che nulla di quanto denunciato sia vero. Anche perché continuare ad ammettere il contrario avrebbe implicazioni ben più gravi”.


Le rifacciamo la stessa domanda all'indomani del rimpasto: Ci sono interessi forti e di parte sull'edilizia polignanese? Lei ha avuto modo in questi mesi di tenerli a freno? Ha ricevuto pressioni o "visite"?

La ringrazio per questa domanda, perché il mio intervento nell’ultimo consiglio ha suscitato anche qualche perplessità: “Ma come l’Assessore non sa?”, “Fa finta di non sapere?”.

Vorrei rassicurare che non sono caduta dall’albero del pero lo scorso consiglio. Sono perfettamente consapevole che l’urbanistica è materia che ha come unico campo di gioco l’interesse privato poiché la norma urbanistica si esercita prevalentemente sulla proprietà privata con chiari e diretti effetti di natura economica prima ancora che fisica o spaziale. È evidente che ogni singolo individuo ha un interesse personale sulle proprietà che gli sono in capo, che pertanto sia motivato ad interferire con la pianificazione del territorio piegandola verso l’interesse personale e specifico. Il dubbio sulle istituzioni, sul modus operandi c’è ed è il risultato di una gestione politica del passato che ha assecondato ambizioni e interessi troppo parziali determinano talvolta squilibri nello sviluppo del territorio. Non serve uno sguardo maturo né tecnico per leggere e interpretare alcune scelte fatte. Vorrei fugare i dubbi per quanto riguarda quello che mi compete.

Ricevo quotidianamente visite, ognuno dei soggetti incontrati a diverso titolo mi presenta i interessi diversi su varie questioni. Non mi sottraggo a questi incontri e questo possono testimoniarlo le persone sino ad oggi incontrate. Non ho ancora ricevuto pressioni ma non sarei stupita se ne ricevessi. Se ciò anche accadesse la modalità con cui lavoro, con cui mi è stato chiesto di lavorare non sarebbe diversa. (Del resto se questa amministrazione avesse voluto perseguire le logiche a cui si è fatto cenno avrebbe fatto nomi diversi dal mio, non crede?).

Valuto ogni questione cercando di capire le possibili ricadute sul territorio e verifico la garanzia prevalente dell’interesse generale pubblico.  Definita la possibile strategia di azione, la presento al gruppo di maggioranza, e se condivisa diventa proposta da sottoporre al consiglio. Ad esempio è questo il percorso che sta seguendo la delibera di approvazione della variante urbanistica “Parco dei trulli” che vorrei presentare in un prossimo consiglio. Non esistono trattive segrete o accordi “sottobanco”.

È chiaro anche che ogni scelta sia sottoponibile a interpretazioni parziali, per ciò che esclude o comprende, per i soggetti che coinvolge o estromette, per i temi che affronta o nega. Questa è la partita politica, ma le regole di svolgimento sono quelle democratiche del confronto dialettico tra le diverse forze politiche e le posizioni che ognuno rappresenta, non certo quelle lobbistiche o partigiane a cui in consiglio si è voluto dare adito e da cui io ho sentito la necessità di prendere le distanze.

È chiaro che poi ognuno possa scegliere di agire al di fuori delle regole, anche per questo trovando un certo consenso e dandosi giustificazione, ma questo attiene oltre che a una strategia politica (ormai, mi auguro, datata) all’etica personale.


Ancora nell'ultimo consiglio, l'ex sindaco Bovino sostiene che vi siete scagliati contro un "prato inglese" (Parco dei Trulli), e avete dimenticato tutta la costa sud, Pozzovivo, ecc. Ora si costruirà anche vicino all'ex cementeria. Effettivamente non ha tutti i torti... Avete un progetto o qualche idea per quel tratto di costa?

“Il vigente PRG ha deputato la costa a nord e a sud di Polignano per lo sviluppo turistico-alberghiero, nelle due aree da lei nominate. Ma va fatta una distinzione. L’iniziale operazione di Parco dei Trulli aveva frainteso lo sviluppo turistico ed era stata proposta come trasformazione immobiliare finalizzata prevalentemente alla realizzazione di residenze, le cosiddette “ville a vendere”. Travisando l’opzione data dalle NTA del nostro PRG di traslare le volumetrie da valle a monte della Statale 16, si erano convertite le destinazioni funzionali. Questa Amministrazione ha deciso di ripristinare le indicazioni urbanistiche originarie evitando speculazioni inutili sul territorio.

A sud del paese, in conseguenza degli effetti della variante urbanistica determinata dall’Accordo di Programma “Pozzo Vivo”, lo scorso anno è stato ritenuto opportuno intraprendere il percorso di ridefinizione degli assetti urbanistici della maglia originaria, suddividendo il territorio che era stato escluso dall’AdP in 4 sotto-comparti, e nello scorso Consiglio si è concluso il percorso della procedura di variante con l’approvazione della stessa.

Occorre precisare che la destinazione funzionale resta quella prevista dal PRG turistico-alberghiera, quindi la variante è coerente con le previsioni della pianificazione vigente. I comparti possono sicuramente facilitare gli accordi proprietari, e quindi la trasformazione, ma potrebbero anche con più facilità rendere fattibile l’opzione del PRG di traslare a monte la volumetria prevista.

È un altro modo di interpretare la variante, e resta comunque una facoltà concessa ai proprietari delle aree. Sono certa che gli eventuali progettisti a cui sarà dato l’incarico di guidare queste trasformazioni  sapranno sicuramente gestire le indicazioni normative vigenti sul paesaggio, qualunque opzione si scelga.

Al momento non vi sono altri progetti “pubblici” su quell’area e non escludo che possano nel tempo anche formalizzarsi, ma tra gli obiettivi che sicuramente questa amministrazione intende perseguire vi è quello di salvaguardare la costa da speculazioni edilizie che possano andare in contrasto con le previsioni del PRG”.

 

Il Piano Spiagge invece? Ora sa dirci se riusciremo o no ad applicarlo per questa estate e se chi vorrà realizzare uno stabilimento balneare potrà farlo per questa estate?

“Il piano comunale delle Coste è stato sottoposto alla verifica di assoggettabilità a VAS, procedura molto complessa che richiede anche tempi diversi dall’ordinaria procedura che avrebbe il piano in caso non fosse necessaria la Verifica. Dobbiamo attendere un altro mese per capire meglio i tempi delle due diverse procedure di approvazione”.

Commenti  

 
#5 Benpensante 2016-01-29 10:14
Gentile signora Annese, prendo atto della Sua predisposizione professionale ed istituzionale alla tutela delle destinazioni d'uso turistico-alberghiere di prg, ma certi passaggi poco chiari nell'articolo, tipo demandare alla sensibilità dei progettisti come in pratica intervenire sulla fascia costiera, andrebbero chiariti esplicitamente.
A parte questo, posso permettermi di chiedere che parere Lei s'è fatto circa la già avvenuta variante da albergo ad edilizia privata a ridosso del porto? Sono certo che una variante di quel tipo non sia assolutamente legittima perché il diritto urbanistico la riconoscerebbe solo se finalizzata a migliorare il pubblico interesse derivato e giammai per sanare i deficit economici della ditta proprietaria del porto turistico.
Se nelle altre "maglie" alberghiere si prendono le giuste distanze dalle mistificazioni speculative, è possibile far passare a babbo morto quello già fatto ma non prescritto?
 
 
#4 Già vecchio 2016-01-27 13:47
Quindi tutto quello che accadeva negli anni '60, '70, '80 ecc continuerà ad accadere anche oggi nel terzo millennio. Cazzzz, siamo un comune all'avanguardia.
 
 
#3 In SINTESI 2016-01-27 06:57
A Polignano Nord si potrà costruire sulla costa in quanto zona tipizzata dal PRG.
A Polignano Sud si potrà costruire sulla costa in quanto zona tipizzata da PRG.
L'eventuale spostamento della volumetria verso monti sarà valutata dai progettisti e dalle imprese in nome di una presunta sensibilità.
Non ci vuole uno scienziato per presagire UNO SCEMPIO.
 
 
#2 n.c.d. 2016-01-26 15:48
GENTILISSIMA...ASSESSORE.VISTO CHE SONO UN CITTADINO DI POLIGNANO E IL MIO VOTO VALE ESATTAMENTE QUANTO VALE QUELLO SUO...CIOÈ "UNO" !! MI FAREBBE LA CORTESIA DI PARLARE IL LINGUAGGIO PIÙ CONSONO ALLA MAGGIOR PARTE DEI " NOSTRI " CONCITTADINI IN MODO TALE CHE POSSIAMO MISURARE ANCHE LEI...VISTO CHE ,IL RAG.VITTO PARLA IN POLITICHESE..ED E' DIFFICILE DA COMPRENDERE..GLI ALTRI...LASCIAMO PERDERE.... ORA SICCOME CI MANCAVA LEI...CI FA LA CORTESIA DI FARSI ...CAPIRE..GRAZIE
 
 
#1 pop 2016-01-26 14:42
qunte belle parole parole parole
 

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