Martedì 15 Ottobre 2019
   
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L’Unitre informa: revisione in atto della Costituzione Italiana

Lezione dell’Avv. Nino Galluzzi. Nel 2016 saremo chiamata a un referendum confermativo

 

Come da programma accademico, lo scorso martedì l’Università popolare della Terza Età ha proposto un secondo argomento di riflessione sul progresso storico e civile del nostro paese, ovvero le linee che guidarono  l’Assemblea Costituente nella redazione della Costituzione Italiana.  A delineare il contesto storico e politico di questo passaggio è stato l’Avv. Nino Galluzzi, cassazionista, da trent’anni avvocato civile e penale, già vicepretore della Pretura di Monopoli, nonché Giudice Conciliatore di Polignano. Nino Galluzzi ha anche svolto attività sociale e politica quale segretario della DC nel 1992, e dal 2013 ad oggi riveste, quale primo polignanese, l’incarico di vicepresidente dell’Associazione Avvocati del Tribunale di Monopoli, rappresentando dunque gli avvocati di Polignano e Monopoli.

L’urgenza di riflettere sul processo di nascita della Costituzione viene dall’attualità, ha introdotto il Dott. Antonio Calderaro: «Tre anni fa l’Unitre tenne già un incontro sui principi fondamentali della Costituzione, ma in tre anni sono cambiate molte cose. Nell’ultimo anno si è infatti dato inizio ad una revisione profonda di numerosissimi articoli, procedura di revisione costituzionale che si concluderà entro gli inizi del 2016, per poi essere sottoposta ad un referendum confermativo da parte dei cittadini entro la fine del prossimo anno. Nel frattempo bisogna informare i cittadini che si sta modificando la legge fondamentale dello Stato!»

La Costituzione ha segnato la nascita dell’Italia democratica dopo il buio della dittatura nazifascista, e rappresenta un capolavoro irripetibile prodotto dall’Assemblea di quei Padri costituenti che nel redigerla seppero dare risposte concrete non solo sul piano dei principi etici, delle norme e dei diritti, ma anche sul piano delle esigenze materiali del Paese, rilanciando e rilegittimando la storia, i valori e gli ideali comuni a tutti gli Italiani.

Il merito dei Padri costituenti, diversi per storie, formazioni, ideali ed opinioni, è di aver saputo costruire insieme, rinunciando così al massimo delle loro aspirazioni politiche, un testo costituzionale validissimo, che «ha ancora molte ragioni di attualità – ha spiegato l’Avv. Galluzzi -, e certamente va rinnovato e rimodernizzato su molte questioni; tuttavia chi pone mano alle modifiche deve avere la consapevolezza che dietro al testo costituzionale c’è un lavoro che non ha paragoni ed analogie, che, per dirla con le parole del Presidente Mattarella, ha significato per gli Italiani “un presidio di democrazia, a ricordo della Resistenza e del sacrificio di tanti che, 70 anni fa, liberarono l’Italia dal nazifascismo. In una parola “Costituzione” significa quindi “Libertà” come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica ed in quella personale ed affettiva dei cittadini”.»

Il timore dell’Avv. Galluzzi è quello che modificando la Costituzione, possano essere modificati anche i fondamenti ed i valori sui quali noi Italiani abbiamo costruito il nostro modo di stare insieme, arrivando a dimenticare cose fondamentali per la vita di un Paese. Difatti, la nostra Costituzione “manca di rispetto” da parte degli Italiani: già i lavori per la sua stesura terminarono il 22/12/1947 nel totale silenzio, e la sua entrata in vigore dal 1 gennaio 1948 non fu accompagnata da una celebrazione pubblica, a dispetto di quanto accade per altre nazioni in cui la nascita di una Costituzione  viene celebrata con una festa nazionale.

«Nel passaggio da una generazione all’altra, il valore che la nostra Costituzione ha rappresentato per la rinascita democratica e moderna della nostra Nazione rischia di essere dimenticato, soprattutto dal momento in cui la Costituzione manca in Italia di un proprio giorno fatidico», afferma l’Avvocato, ed aggunge: «Ciò si deve al fatto che i valori della nostra Costituzione non sono ancora entrati a far parte della coscienza civile e politica degli Italiani, anche per ragioni storiche: dopo la sua entrata in vigore, la Costituzione rimase orfana di padri, e chi era al governo cercava di rallentare gli effetti della sua entrata in vigore per tutelare i propri interessi».

Quanto si deve impedire oggi è che ulteriori modifiche costituzionali – le prime furono già applicate in passato all’originale “Statuto Albertino” – possano  corrodere l’identità ed il DNA del nostro Stato.

La nascita della nostra Costituzione e prima ancora della nostra Repubblica (con il Referendum del 2 Giugno 1946) ha segnato tra l’altro una definitiva linea di cesura rispetto al passato politico nazifascista che ha interessato l’Italia, perché avendo posto fine alla monarchia, estromise dal Governo anche possibili continuatori di legami politici con il fascismo. «Quando gli Italiani giunsero all’appuntamento con il Referendum del 2 Giugno – ha precisato l’Avv. Galluzzi – il Re Umberto II era ancora regnante, quindi in condizioni di influenzare il voto: un fatto del tutto eccezionale, come sottolinea Piero Calamandrei, tuttavia gli Italiani scelsero la Repubblica.

Nella sua ricostruzione storica, Nino Galluzzi ha dato ampio spazio al ruolo decisivo di grandi personalità come Dossetti, De Gasperi, La Pira, Benedetto Croce, Togliatti, Aldo Moro, Saragat ed altri ancora nel passaggio all’Italia democratica del secondo dopoguerra, nonché alla parità raggiunta dalle donne con il diritto al voto esercitato per la prima volta proprio con il Referendum del 1946, ed al ruolo delle prime donne entrate in politica.

Una carrellata molto analitica, supportata da sequenze di immagini virtuali proiettate su schermo, per riassumere e riportare alla luce un contesto storico le cui conquiste non possono assolutamente cadere nell’oblio né tantomeno essere lese nel loro intento politicamente unitario e negli alti valori etico-morali  dai “padri costituenti” improvvisati dell’ultima generazione dei nostri politici. Occhio a costoro, pertanto. Sono in atto cambiamenti costituzionali fondamentali, ed occorre un profondo ed accurato discernimento. Non lasciamo la nostra costituzione orfana per una seconda volta!

ANGELA MARINGELLI

 

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