Lunedì 21 Gennaio 2019
   
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Chiara Taigi sorprende Polignano - IL RACCONTO esclusivo

chiara taigi don gaetano

La soprano di fama internazionale scoperta da Giovanni Paolo II si ferma a cantare in Matrice



È la dimessa serata di un lunedì di maggio. Per le strade del centro storico un vento insolito spazza via la polvere, schiude porte e finestre, come ad annunciare l’arrivo di “qualcuno”… È fastidioso restare in giro nel centro storico, il pulviscolo entra negli occhi, perciò, all’udire la campana della messa vespertina, qualche passante pensa di entrare nell’ex-cattedrale, magari solo per un segno di croce, e così, dal soffio del vento, passa ad ascoltare il canto di un “angelo”: davanti all’altare del Santissimo, una giovanissima donna bionda suona l’organo, eseguendo i canti liturgici con la sua voce celestiale.

È Chiara Taigi, pianista e soprano di fama internazionale, di passaggio a Polignano per concedere un po’di riposo alla sua voce, prima di prepararsi ad eventi canori come il Concerto per la Pace in Armenia, che la porterà ad esibirsi nella città di Mosca, ed un concerto che servirà a raccogliere fondi per la missione di Emergenza Sorrisi in Iraq per conto delle “Madrine del Sorriso”. Terminata la Messa, raggiungiamo immediatamente la cantante per carpirle un’intervista lampo. Con nostra grande sorpresa, la cantante si dispone a raccontarsi in maniera straordinariamente umile ed amichevole, lasciando trasparire una bellezza interiore più unica che rara.

angela maringelli chiara taigi

Le chiediamo subito per quale motivo abbia deciso di passare per Polignano durante il suo periodo di riposo, e ci racconta che è innamorata di Domenico Modugno fin da bambina, tanto che all’età di 9 anni ripeteva a tutti di essere la fidanzata di Modugno: «Il mio sogno di bambina – dichiara la Taigi – si è in un certo senso realizzato venendo a cantare proprio qui a Polignano, il paese che diede i natali a Modugno, ed in cui da ora in poi desidero tornare sempre, perché è davvero stupendo…».

Di fronte a questa dichiarazione d’amore per Polignano ed alla possibilità per tutti noi di poter ancora godere dal vivo della sua voce, le rispondiamo che è la benvenuta quando vuole! Alla domanda riguardante la sua formazione musicale rivela: «Ho iniziato a cantare a 9 anni, ma la mia passione per la lirica è nata a 12 anni, quando ho cantato l’Ave Maria in lingua polacca per Papa Wojtyla, nella Sala Nervi». È stato quello il suo vero debutto. «Infatti - continua Chiara - «il papa apprezzò tantissimo la mia interpretazione canora in lingua polacca, e quale non fu la sua sorpresa nello scoprire che non ero di nazionalità polacca come aveva creduto, bensì italiana.

Fu allora che mi disse: “Perché non studi canto?” Gli risposi che mio padre era un semplice commerciante, alludendo al fatto che era davvero difficile, per la figlia di due persone che non lavoravano nel Vaticano, accedere a scuole di formazione prestigiose. Ma su segnalazione del Papa, riuscii ad iscrivermi, dopo alcuni esami di prova, all’Istituto Pontificio di Piazza Sant’Apollinare – la stessa scuola frequentata dalla scomparsa e mai più ritrovata Emanuela Orlandi, che fu compagna di canto della Taigi. 

In seguito, grazie al compositore Mons. Valentino Miserachs, Chiara ha potuto esibirsi in concerti di musica sacra nelle più famose Basiliche romane. Ha conseguito poi un diploma in “Canto solista”, che le ha permesso di debuttare in «ruoli altamente virtuosistici come quello della Regina della Notte nel “Die Zauber Flûte” di Mozart, poi nel “Turco in Italia” di Rossini, ne “L'amor Rende Sagace”, nell' “Hamlet”, nel Rigoletto e nell’ “Otello” di Verdi».

Successivamente «debutterà con maestri e registi illustri nelle eroine drammatiche: Tosca, Maddalena di Coigny, Suor Angelica, etc., per essere poi diretta da registi quali Vick, Putney, Martone, Olmi» e direttori di successo internazionale. Aspetto caratterizzante della sua personalità artistica è l’aver voluto tener fede alla sua formazione pontificia, ideando concerti dal titolo "Quando il canto è Preghiera" che la stanno proiettando verso ambienti umanitari. La sua vita, infatti, è stata segnata dall’incontro con Giovanni Paolo II, che le ha indicato il suo destino da fanciulla, quando ancora non immaginava che avrebbe cantato, ideando per lei perfino un nome d’arte personalizzato: Chiara, per i suoi tratti polacchi; Taigi, che significa “trinitaria”.

Di qui l’infinita gratitudine di Chiara a Karol Wojtyla, in qualsiasi posto essa si rechi, tanto che, visitando Polignano ed entrando in Matrice, non le è sfuggita l’immagine di Giovanni Paolo II venerata dalla nostra comunità, e non ha perso occasione per chiedere al Parroco Don Gaetano di cantare in ringraziamento del Papa santo durante la Messa serale. La sua voce tra noi è dunque un ennesimo regalo di Wojtyla ai fedeli di Polignano. Il messaggio che Chiara lascia alla nostra comunità è il seguente: « solo conservando l’autenticità e l’unicità del nostro essere potremo essere felici.

chiara taigi don gaetano

Il sorriso ed il buon umore devono caratterizzare le nostre giornate, perché la tristezza richiama tristezza; non bisogna poi guardare all’erba del vicino: ognuno è un fiore a sé, non bisogna emulare nessuno, ma rimanere se stessi e creare dal proprio essere qualcosa di straordinario, perché siamo tutti straordinari.» Noi la ringraziamo per il suo esempio di umanità e le auguriamo una buona riuscita per tutti i progetti di vita umanitari che ha voluto condividere con noi, attendendola a braccia aperte a Polignano. A presto, Chiara!

Foto e articolo di ANGELA MARINGELLI

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