Mercoledì 23 Gennaio 2019
   
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La Corte dei Conti indaga sulle vecchie amministrazioni

Domenico Scagliusi, il segretario del PD di Polignano

Sotto la lente anche il cimitero e la svendita del porto dell’era Bovino e Di Giorgio

È necessario fare chiarezza”. Inizia così una chiacchierata con il segretario del Partito Democratico, incontrato per caso in una soleggiata e affollatissima domenica pomeriggio. Alla domanda su cosa fosse successo al Comune dopo la richiesta della Corte dei Conti, pubblicata sullo scorso numero de La Voce del Paese, ci invita ad accomodarci e a prendere un caffè per smentire “scenari di situazioni contabili apocalittiche” disegnate da chi probabilmente mastica poco o niente i numeri e pur di creare lo scoop non riesce a tenere distinti i fatti della politica dalla polemica e dalle situazioni personali che in alcuni momenti della vita toccano gli affetti più cari.

Come sempre capita quando incontriamo il Segretario Scagliusi, il colloquio è disteso, cordiale e chiarificatore.

Le criticità segnalate dalla Corte dei conti sono marginalmente riconducibili alla gestione contabile e finanziaria di questa Amministrazione. Il superamento di un solo parametro deficitario, nei periodi dei rendiconti di gestione 2011/2013, tra l'altro regolarmente esposto in bilancio, non ha condizionato negativamente il sano e regolare andamento della gestione contabile e finanziaria dell'ente, affrontati con la costruzione di sostanziali equilibri di bilancio. L'Allarme su quel parametro viene lanciato dalla Corte dei Conti nella sua relazione annuale del 2013 e riguarda moltissimi comuni italiani, ma la stessa corte evidenzia come tale parametro sia da considerarsi poco significativo, in quanto non sottende una vera e propria situazione debitoria dell'ente.

Le riserve riguardano in massima parte un numero di problematiche su periodi anche ante 2009, periodo caratterizzato da un quadro normativo ed istituzionale ben diverso da quello attuale.

Da un punto di vista contabile, l'Amministrazione ha risposto ai dubbi della Corte dei Conti relativamente alla gestione economica e finanziaria che, da quando ci si è insediati, è stata particolarmente orientata alla riscossione dei tributi e al recupero dell'evasione. Infatti negli anni 2012/2014 questa amministrazione ha recuperato oltre 350.000 € di evasione da ICI ed € 230.000 € di recupero TARSU, manovra che ha permesso di finanziare la riduzione della Tari e della Tasi ed l'innalzamento della soglia di esenzione dell'addizionale comunale, raggiungendo importanti obiettivi di equità fiscale.

Anche le anomalie derivanti dalla gestione dei residui attivi e passivi sono da attribuire in misura maggioritaria e rilevante ai periodi fino al 2012 e circa per il 10% alla gestione di questa Amministrazione.

La stessa Corte dei Conti bacchetta le precedenti amministrazioni, sia per l'elevata giacenza di cassa che per la anzianità dei residui passivi. Per la Corte questo è indice della prudenza da parte di questa Amministrazione della gestione finanziaria, ma è sinonimo di scarsa capacità – da parte delle amministrazioni che si sono avvicendate prima del 2012 – sia di programmare i pagamenti con regolarità che di aver lasciato incompiuti, per anni, ingenti programmi di spesa. Programmi che oggi questa Amministrazione sta portando a termine.

Altri due punti è importante chiarire: la situazione del Porto Turistico e del project financing del cimitero comunale.

Per la Cala Ponte spa, di cui il Comune è proprietario del 5% del capitale sociale, è stato dissipato il dubbio della Corte dei Conti relativamente alle continue perdite della società, che però non destano preoccupazione per gli equilibri di bilancio dell'ente. Infatti l'Amministrazione Vitto tra i primi atti dal suo insediamento, ha recuperato tutta la quota che era stata – indebitamente! - erosa dalle perdite. Si è inoltre ribadito che tale 5% è immune nelle ipotesi di perdite di gestione e conseguente eventuale aumento di capitale sociale a copertura. Però per la corte suscita perplessità che la cessione di quote, avvenute nel 2006 con l'Amministrazione Di Giorgio, non sia avvenuta con gara ad evidenza pubblica, ma ad un prezzo di poco meno di 2milioni di € “in assenza di un confronto concorrenziale”.

Altri dubbi vengono espressi sull'affaire Cimitero. In particolare la Corte dei Conti pone l'accento sull'atto aggiuntivo di convenzione tra il Comune di Polignano e l'ATI concessionaria del progetto di finanza, stipulato – sempre Amministrazione Di Giorgio – il 13 maggio 2005 con durata 10 anni e quindi di prossima scadenza. Con tale manovra, scrive il magistrato istruttore, “l'ente si è esposto al grave rischio di un'azione giudiziaria per la richiesta del controvalore delle opere” rimaste invendute. Con largo anticipo l'Amministrazione Vitto ha messo in campo fin dal suo insediamento azioni per una nuova convenzione con l'ATI Fimco spa – EPT srl, al fine di salvaguardare gli equilibri di bilancio e garantire la conclusione dei lavori del cimitero comunale.

Nessun rischio di bancarotta, tranquillizza il Segretario Scagliusi. Il fondo cassa al 31/12/2014 è sufficientemente ampio; ma questi soldi possono essere solo in parte spesi a causa delle maglie strette dettate dal patto di stabilità. Oggi il vero dispiacere è stato comprendere che le Amministrazioni che ci hanno preceduto non hanno saputo spendere i soldi quando ciò era possibile e necessario. Indubbiamente ne avrebbe beneficiato tutta la comunità.

 

Commenti  

 
#3 up 2015-05-13 07:34
l'utile idiota
 
 
#2 X com 1 2015-05-12 17:26
Non conviene, quello sta bene lì dov'è, altro che lo mandiamo a casa ( vedi campagna elettorale di vitto/Colella)
 
 
#1 peppino 2015-05-12 09:40
alla buon ora, ma indagate pure su certi dirigenti tecnici utc, sarebbe cosa buona e giusta
 

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