Martedì 20 Agosto 2019
   
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C'eravamo tanto a(r)mati - INTERVISTA al sindaco

di giorgio domenico vitto

Sindaco ragioniere o dottore?

Questo è il dilemma di un’inesistente opposizione!

"Chiamatemi Domenico..."

 

L’abbiamo ribadito più volte. Il sindaco Domenico Vitto è un politico che difficilmente replica alle accuse e alle provocazioni della dialettica politica e del confronto, talvolta duro e fuori tema. Ma il suo più grande pregio è nel saper cercare consenso attraverso la difficile arte del dialogo. Il meglio di Domenico Vitto non a caso si palesa nei numeri, durante le campagne elettorali; il sindaco diventa una macchina da voti. È accaduto alle elezioni per la Città Metropolitana, della quale è esponente di maggioranza, e accadrà probabilmente il 31 maggio alle elezioni regionali. L’opposizione, che sia in consiglio o su carta stampata, non è altrettanto scaltra, scadendo nel ridicolo: “Dottore o ragioniere?”. Mentre tutt’attorno si tace su quel che accade in via San Vito o al porto, e chissà per quale motivo. È un’opposizione che si (non)manifesta nel silenzio e vuoto cosmico tra i banchi delle minoranze, proprio come è accaduto giovedì scorso.


Sindaco, però, finalmente c'è stato un consiglio comunale...

“Il consiglio comunale ha un ruolo fondamentale nella vita di un paese. Proprio in virtù della sua importanza va convocato quando serve. In questo periodo abbiamo ritardato più del dovuto per motivi straordinari. Nell'ultima assise abbiamo affrontato dei temi molto importanti e utili per il paese. Siamo stati uno dei pochi paesi ad approvare il rendiconto finanziario nei termini previsti per legge. Dopo circa quarant'anni abbiamo approvato il PIP, altra promessa elettorale mantenuta. A dire il vero avevamo promesso di farlo in tempi rapidi, ma non avevamo considerato la burocrazia imperante. Nonostante tutto abbiamo portato a casa il risultato con molta determinazione. Il progetto per la raccolta pneumatica dei rifiuti è andato in porto con un finanziamento di 7,5 milioni di euro, soldi interamente a carico della Regione Puglia. Personalmente sono molto soddisfatto di questo traguardo che permette ad un paese piccolo come il nostro di sperimentare tecnologie all'avanguardia in un ambito delicato come quello della tutela ambientale. Con un nuovo regolamento abbiamo individuato sei siti idonei ad ospitare dei chioschi, uniformati dal punto di vista architettonico, la cui gestione sarà affidata tramite bando. Questa è un vera opportunità di lavoro per tanti giovani e un'opportunità di crescita per il nostro paese”.


Eravate un po' soli in consiglio comunale... come giudica l'assenza della minoranza?

“La maggioranza era presente in toto, approvando all'unanimità tutti i provvedimenti. Per quanto riguarda l'assenza della minoranza semplicemente non giudico. Sicuramente gli assenti avranno avuto validi motivi e non mi va di strumentalizzare la questione. Ci saranno altre occasioni di confronto su temi importanti per la nostra comunità”.


Si dice in giro che alle prossime elezioni regionali (si vota il 31 maggio) appoggerete un “forestiero”. È vero?

“Mettiamola in questi termini. Io voto per il mio partito, il partito che ho contribuito a far crescere sul territorio e che tante soddisfazioni mi ha dato. Parlo del Partito Democratico. Mi stupirei se facessi il contrario”.


Rimpasto sì o rimpasto no?

“Rimpasto certo, ma con i tempi giusti e nel rispetto di tutte le parti politiche. Il rimpasto serve a dare la giusta linfa per affrontare con determinazione l'ultimo tratto di questa meravigliosa esperienza”.


Dobbiamo chiamarla ragioniere o dottore?

“Non ci avevo mai pensato. Comunque non ricordo di essermi mai laureato. Immagino si riferisca a quell'articolo online. Bene, spero che quell'articolo non l'abbia partorito una mente laureata, altrimenti mi verrebbe qualche dubbio sull'efficacia del sistema accademico italiano. Preferisco farmi chiamare Domenico, quindi. I titoli servono solo a creare distanza e a me la distanza non piace”.

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