Sabato 15 Giugno 2019
   
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MetanMan, Franco Simone, arrestato per tangenti, faceva comizi a Polignano

Franco Simone, il faccendiere di origini polignanesi, arrestato per tangenti

Articolo pubblicato su "La Voce del Paese" (edizione Polignano, uno dei 10 comuni), nelle edicole da venerdì scorso.

  

Gialluisi, consigliere comunale durante il Di Giorgio I, lo ricorda benissimo

Ecco chi era “Metan-man” 

 

Cos’hanno in comune Ischia e Polignano a Mare? Solo la scogliera alta a picco sul mare? Il filo rosso (è proprio il colore adatto!) che legherebbe le due città ha un solo nome: Franco Simone. Chi è Franco Simone? Il suo nome, che noi ribattezziamo MetanMan in questi giorni ha riempito le colonne più roventi della cronaca giudiziaria. Franco Simone, socialista di vecchia data, 57enne, politico e faccendiere di origini conversanesi e polignanesi (il padre era di Polignano), nativo di Mola, è finito in manette la settimana scorsa, a seguito di una maxi-inchiesta sulla metanizzazione di Ischia. Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo Cpl Concordia (cooperativa rossa del metano).

Secondo l’accusa, Simone è il personaggio chiave al centro di un tessuto fitto di relazioni e tangenti. Infatti, i reati contestati nei confronti dei dieci arrestati, tra cui il Simone, sono ampi e variegati: dall’associazione per delinquere alla corruzione internazionale, dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio e all’emissione di fatture false. Simone in particolare, si sarebbe occupato del transito di fondi neri dall’Italia alla Tunisia, nascondendo il denaro sporco perfino nel passeggino della figlioletta alla Dogana dell’aeroporto di Fiumicino. Il sistema è sempre lo stesso: appalti per la Concordia e tangenti per i politici. Nel mirino degli inquirenti ci sono finte consulenze, appalti e plusvalenze, da cui derivavano le tangenti della coop Concordia.

Ora le manette agganciate ai polsi di Simone fanno tremare la politica campana, pugliese, conversanese e, forse, potrebbe far tremare anche la politica polignanese.

Ma andiamo per ordine.


A pochi giorni dall’arresto di Franco Simone, si è aperto un filone pugliese nella maxi inchiesta sulla metanizzazione di Ischia.
La cooperativa Concordia, di cui Franco Simone era responsabile delle relazioni esterne istituzionali, si occupa di appalti del metano.

Nelle intercettazioni pubblicate in questi giorni, e disposte dai Carabinieri del NOE, Franco Simone millantava amicizie politiche di spicco e assicurava di poter favorire appalti e metanizzazione a Bari.

Per comprendere le modalità operative del faccendiere basti pensare che la cooperativa Concordia ha acquistato 2mila bottiglie di vino dell’azienda di proprietà della moglie di Massimo D’Alema. Acquisti tuttavia regolarmente fatturati. Simone vanterebbe conoscenze con il sindaco di Bari e presidente della Città Metropolitana di Bari, Antonio Decaro e con il segretario provinciale del Partito Democratico Ubaldo Pagano.

Cosa c’entra Polignano? Forse sì, forse no. Ad aprire questa riflessione è Giuseppe Sante Gialluisi, consigliere comunale a Polignano durante il primo, dei tre mandati, del sindaco Simone Di Giorgio. Giallusi ci ha inviato una nota, da cui nasce questa riflessione. Ecco cosa ci scrive Gialluisi.

“A proposito della metanizzazione di Ischia e dintorni: Nel periodo amministrativo di Simone Di Giorgio e company fu approvata, con fretta ed urgenza, l'affidamento e la trentennale concessione, COSTOSA PER GLI UTENTI, dell'impianto di metano nel territorio di Polignano a Mare!
Fra gli arrestati per i fatti di Ischia vi è incappato Franco Simone, un faccendiere, secondo i P.M., intermediario, stando agli interrogatori, "un conversanese-polignanese" craxiano di lungo corso ed al servizio di politici nazionali di destra e di sinistra e di interessi affaristici non sempre leciti. Lui, era ben ammanicato nella politica nazionale di oggi e di ieri e con buone entrature nell'ambito locale!
Se qualche giornalista o pubblicista locale, smettendo o interrompendo il vezzo di scriversi addosso e di pubblicare veline, in servizio permanente effettivo, volesse dare uno sguardo nel fascicolo della metanizzazione depositato al Comune, farebbe cosa buona e giusta. Non fosse altro che per sgombrare il campo da illazioni e cattivi pensieri che circolano nella testa di molti! Potrebbero "non azzeccarci niente" i fatti di Ischia con quelli di Polignano -cit. di Di Pietro-, però: "A pensar male si fa peccato, ma a volte si indovina" -cit. di Andreotti-“.

La lettera di Gialluisi ci ha colpito non poco, tanto che lo abbiamo contattato per avviare un apprendimento del caso.
All’epoca – ricorda Gialluisi – questo Simone era molto legato ad ambienti craxiani-formichiani. In quel periodo in cui Gialluisi è stato consigliere comunale, con Di Giorgio sindaco, i socialisti erano in maggioranza al comune con un proprio assessore.

Franco Simone era molto conosciuto a Polignano e aveva molti amici politici, che oggi sicuramente ricorderanno, o forse saranno colpiti da improvvisa amnesia. A confermare ciò è lo stesso Gialluisi che ricorda: “Franco Simone ha tenuto anche comizi qui a Polignano”. Franco Simone è cresciuto tra le braccia di Mastroleo e Di Vagno. “Fui io a portarlo da Conversano a Roma, in via del Corso – riconosce Mastroleo - dove ben presto fece carriera, a cominciare dalla segreteria nazionale dei giovani socialisti. Quando Craxi si buttò a destra con la sorella Stefania, alleandosi con Berlusconi, Franco si buttò a destra; e quando Bobo, ma non Stefania, tornò a sinistra, Franco lo seguì. Per questo fu chiamato da Craxi alla Farnesina, un luogo importante anche per stringere molti rapporti, per ampliare il giro di conoscenze”.

“Durante il mio mandato di consigliere comunale a Polignano – ricorda Gialluisi – la maggioranza approvò la concessione trentennale di metanizzazione del paese. Non ricordo a chi fu affidato l’appalto e forse nemmeno lo votai.
Se c’entri qualcosa non posso dirlo. Né ricordo i dettagli e quali ditte o cooperative presentarono il progetto di metanizzazione del paese. I fascicoli sono al comune, basta accedere agli atti. Piuttosto, dobbiamo riflettere sulle conseguenze che tuttora paghiamo a causa della convenzione, a cominciare dai prezzi proibitivi. Si potrebbe rivedere la data di scadenza della convenzione, dando la gestione a un miglior offerente? Queste sono le domande che meritano una risposta”.

Commenti  

 
#3 G.G.S. 2015-04-14 06:57
A scanso di equivoci e di malevoli utilizzi e strumentalizzazioni, rispondo solo della mia lettera! Inserirla in un pezzo redazionale frutto di impressioni e di una chiacchierata in libertà non è una mia iniziativa! "L'intervistatore", come vuole regola e buon senso, deve preannunciare che sta "intervistando", non fosse altro ed almeno, per dare tempo "all'intervistato" di documentarsi e rispondere con precisione su tutto, assumendosene la responsabilità! Adesso, come al solito, spero solo che non ci si soffermi al dito ma si guardi la luna che viene CHIARAMENTE!, indicata!
 
 
#2 rissa 2015-04-13 15:31
anche la famiglia che governa il
quadro e uguale
solo a tiratura famigliare
saluti :cry:
 
 
#1 PFM 2015-04-13 08:35
complimenti per la lucida memoria...solo una PECCA...NON RICORDO A CHI FU AFFIDATO L'APPALTO E FORSE NEMMENO LO VOTAI...come ha ribadito lei stesso (di ANDREOTTIANA MEMORIA )PENSARE MALE SI FA PECCATO ....MA QUASI "SEMPRE" CI SI AZZECCA....ALTRO NON RICORDO...
 

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