Il PIP è stato consegnato. Quale futuro per gli artigiani e commercianti?

L'assessore all'Urbanistica Giovanni Abbatepaolo

Il PIP è stato consegnato. Quale futuro  per gli artigiani e commercianti?

Alla vigilia della Vigilia di Natale è approdato in Consiglio anche il PUTT

Ci spiega meglio l’Assessore Abbatepaolo in questa intervista pubblicata su "La Voce del Paese - ediz. Polignano" del 19 dicembre 2014

 

L'assessore all'Urbanistica Giovanni Abbatepaolo

 

Dopo la diffida, lunedì 15 dicembre, è stato consegnato il PIP definitivo (Piano di Insediamento Produttivo – zona industriale artigianale) con le correzioni e integrazioni volute dall’Amministrazione Comunale Vitto. Nelle settimane scorse, l’Assessore all’Urbanistica Giovanni Abbatepaolo aveva diffidato i progettisti del PIP che si vuole realizzare in via Conversano, aperto agli artigiani, al commercio e all’industria. Ricordiamo che l’incarico-convenzione per la realizzazione del PIP è stato affidato il 13 gennaio 2014 ai progettisti: ing. Battista Capotorto, arch. Andrea Acquaviva, ing. Andrea Ingrassia, ing. Giovanni De Biase, geol. Vito Pellegrini. Inoltre, il 23 dicembre prossimo, approderà in Consiglio comunale il PUTT. Ce ne parla di più l’Assessore Abbatepaolo nell’intervista che segue.

 

Il PUTT sta per approdare in consiglio. Spieghiamo in modo chiaro, e in un linguaggio accessibile per tutti, cosa è il PUTT e quale sarà l'utilità? 

“In Consiglio approderà l'adozione della Variante al PRG (Piano Regolatore) di adeguamento ad Putt/p (Piano urbanistico territoriale tematico del paesaggio). Questo era un adempimento obbligatorio già dal 2001 e comunque successivo ai primi adempimenti al Putt/p che sono stati approvati negli anni scorsi, credo nel 2007/2008.

L'obiettivo di adottare la variante di PRG di adeguamento al Putt nasce anche dalla volontà di questa Amministrazione Comunale di garantire il più possibile la possibilità di realizzare quanto ad oggi programmato con gli strumenti urbanistici vigenti. 

Si tratta di un'analisi dettagliata delle aree sottoposte a tutela in riferimento alle emergenze geologiche, idrogeologiche, geomorfologiche, botanico-vegetazionali, archeologiche ed architettoniche. Per fare un esempio: il Putt/p relativamente a dette emergenze, impone una fascia di rispetto fissa (100, 150, 200 e 300 metri dal mare a seconda del tipo di emergenza). L'adeguamento consiste nell'aver valutato puntualmente le varie emergenze modificando di fatto la profondità di tali fasce che in alcuni casi sono state ridotte in quanto in sito non sono state riscontrate le caratteristiche paesaggistiche meritevoli di tutela. In alcuni altri casi potremmo ritrovare anche aree di maggior tutela.

Questo adeguamento è stato redatto sulla base cartografica del PPTR (Piano paesaggistico territoriale regionale) e con il conforto dell'Autorità di Bacino. Una volta approvato, i cittadini avranno certezza della tutela e delle prescrizioni vigenti in ogni parte del territorio. Questo eviterà situazioni incresciose dove l'ignoranza (intesa mancata conoscenza) fa sì che qualche cittadino possa trovarsi, così come è successo, a realizzare opere che non avrebbe potuto in mancanza di parere paesaggistico e/o dell'Autorità di Bacino, con conseguenze anche penali”.

 

Migliorerà qualcosa rispetto al PPTR?

“Il PPTR, ad oggi adottato, ma non ancora approvato dalla Regione Puglia, incide oltre che sulle aree vincolate per legge anche su altre aree definite "Ulteriori Contesti", per le quali scatteranno le misure di salvaguardia dalla data di approvazione del PPTR. Tali aree sono state individuate dalla Regione su scala regionale e quindi con possibilità e margini di errori più ampi di quelli possibili con uno studio a scala comunale. L'adeguamento che stiamo per adottare è da intendere come una sorta di anticipazione delle correzioni al PPTR che potrebbero essere richieste alla Regione successivamente all'approvazione del PPTR.

Va detto che adottando l'adeguamento a Putt prima dell'approvazione del PPTR, le norme transitorie del PPTR ci danno la possibilità di far proseguire il procedimento di approvazione con le procedure del Putt, che per alcune aree è meno restrittivo rispetto al PPTR. È chiaro che in un periodo successivo all'approvazione di questo adeguamento e contemporaneamente successivo all'approvazione del PPTR, sarà possibile ritornare in Consiglio Comunale per dichiarare la conformità del nostro adeguamento al Putt anche al PPTR e che il trasferimento di tale delibera alla regione Puglia non richiede la loro approvazione esplicita, ma è sufficiente che trascorrano 120 giorni per formarsi il silenzio-assenso. Diversamente, in mancanza dell'adeguamento al Putt, una volta che il PPTR sarà stato approvato, occorrerebbe adeguare il PRG al PPTR con tempi burocratici molto maggiori e con la conseguenza di non perseguire lo sviluppo urbanistico comunale ad oggi programmato, in quanto in alcune situazioni il PPTR è più restrittivo del Putt/p”.

 

È vero che è stato presentato il progetto definitivo del PIP di Polignano? Cosa manca ora per l'adozione (tempi e tappe)?

“A dire il vero, il PIP era già stato consegnato, ma l'ufficio aveva rilevato alcune carenze, chiedendo integrazioni, che ora sembrerebbero essere risolte. Il passaggio successivo è quello dell'esame tecnico e dell'adozione politica che porterà alla pubblicazione del PIP per consentire a chiunque di formulare le proprie osservazioni che successivamente e prima dell'approvazione, saranno esaminate tecnicamente e politicamente”.  

 

A che punto siamo con il Piano delle Coste?

“Stiamo adeguando le norme tecniche di PRG delle zone interessate dal Piano delle Coste, e quelle immediatamente adiacenti per armonizzare gli interventi previsti dal Piano. Questo infatti interessa solo le aree demaniali costiere, mentre gli interventi, sempre con le stesse limitazioni e prescrizioni di tutela del paesaggio e dell’ambiente, potranno interessare anche le zone subito a ridosso della fascia demaniale.

Senza questa armonizzazione di norme avremmo il paradosso che il Piano Coste ci consente di installare strutture di servizio come piccoli manufatti per il soccorso in mare, pedane e bagni pubblici, in prossimità della costa, mentre il PRG non lo consentirebbe nelle zone adiacenti più lontane dal mare.  In questo modo gli interventi potranno essere razionalmente pensati per soddisfare al meglio le esigenze dei fruitori degli stabilimenti balneari, senza intasare la fascia costiera.


*La foto è di Nicola Teofilo