Domenico Vitto e Simone Di Giorgio, due sindaci al confronto

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Articolo in edicola su "La Voce del Paese" del 11 aprile 2014.


La Giovane Italia mette al confronto l’ex sindaco Di Giorgio e l’attuale Vitto

 

Un plurisindaco colto, dottore, da molti riconosciuto quale autore in prima persona di cambiamenti strutturali della nostra Polignano. Ci riferiamo all’ex sindaco Simone Di Giorgio. Seduto, accanto a lui, l’attuale sindaco Domenico Vitto. Questo è accaduto all’ultimo dibattito organizzato sabato scorso dalla Giovane Italia Polignano, con ospite anche l’attuale sindaco di Locorotondo, il puritano di destra Tommaso Scatigna. Ma tra i due sindaci, Di Giorgio e Vitto, è scattato inevitabile il confronto.

Di Giorgio, a nostro avviso, operava in prima persona e non a caso oggi, i meriti di tante opere pubbliche (lungomare, centro storico, ecc…), nell’immaginario collettivo vanno riconosciuti alla sua persona. Tralasciamo gli aspetti che non hanno funzionato, ma la sostanza è quella di un leader che ha accentrato a se tutto. Egli, tuttavia, da uomo di gran classe qual è, abile e astuto politico, ha pubblicamente attribuito, fino alla sera del dibattito, i meriti di tale operato alla sua squadra (per molti la prima è stata quella della rinascita polignanese).

Di contro, stride il comportamento dell’attuale primo cittadino, Domenico Vitto, il quale non perde mai occasione per auto incensarsi. Si loda edomenico vitto dibattito giovane italia polignano s’imbroda, abbinando a se stesso, e soltanto a se medesimo le opere pubbliche attualmente in cantiere. Lo ha dimostrato per l’ennesima volta al dibattito di sabato, quando ha detto di “voler essere ricordato per un’opera”. Quanta poca modestia! Nemmeno il più grande statista, nei primi anni di governo, oserebbe tanto.

È così attaccato a se stesso, da essersi incollato la delega al Turismo, e nonostante la scarsa programmazione e le promesse a inizio mandato (è solo temporanea diceva), non vuole mollare l’osso. Si è vantato per le piazza, i sottopassi, per le opere. Premesso che nella cosa pubblica è normale che chi viene dopo, e subentra, completi le opere già messe in cantiere da chi precedentemente ha amministrato (è la consuetudine della continuità amministrativa!). Nel caso di Vitto, tutto il paese sa bene che la regia delle opere pubbliche attualmente in corso è esclusivamente attribuibile al consigliere delegato (sindaco di fatto), Salvatore Colella. Vitto invece “attacca” a parlare col solito comizio (ci è cascato di nuovo sabato), attribuendo a se stesso, con enfasi e auto proclamazione, il tutto.

Ma la vera contraddizione del politico narcisista, emerge quando si rinchiude sulla difensiva o attacca la stampa minacciando querele. Sempre sulla difensiva, sospettoso verso tutti; sabato ha persino contraddetto la brava e attenta collega Silvana Algeo che, a proposito del rifacimento di piazza Moro, esprimeva legittime considerazioni riguardo il sepolcreto. Apriti cielo! Delitto di lesa maestà! Vitto ha citato Santa Barbara, come contraddittorio, mescolando fave e foglie. E la piazza? E le proposte di lastricare in vetro per offrire nuove attrazioni ai turisti, oltre che riscoprire le nostre origini? Non contano nulla? La cultura non è più al primo posto?

Ad ogni modo, titolo più appropriato della serata non poteva esserci: “Si fa presto a dire sindaco!”.