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L'addio di Gialluisi: "Polignano, un paese indifferente"

giuseppe gialluisi polignano

Lettera pubblicata su "La Voce del Paese", in edicola il 9 gennaio 2014.


Polignano si barcamena e vive fra silenzi ed omissioni sociali e politiche, coniugati alla noncuranza ed al disinteresse -quasi totale ed omertoso!, della cittadinanza, nelle sue varie articolazioni ed ambiti. Tutto ciò disarma, consiglia e spinge a tirare i remi in barca!

Scuotere l'albero per favorire chiunque càpiti non è gratificante. La gestione della cosa pubblica, da parte di politicanti e dirigenti che spesso favoriscono e tutelano, quando non sono in combutta, interessi privati opinabili e borderline, è cosa che poco interessa.

L'apatia e la non partecipazione alla vita pubblica sono ampie, diffuse e continue, sono i frutti della partitocrazia, del furbo e, molto spesso, vorace associazionismo e dei tanti “Don Abbondio che tengono famiglia!”, che hanno usato e ridotto il paese in queste condizioni. Qualsiasi impegno e confronto civile e culturale nella città è esercizio inutile! I perbenisti preferiscono il loro comodo quieto vivere.

Gli im/prenditori sono attenti solo agli affari, i loro; i professionisti incaricati dall'ente, o in attesa di esserlo, sono attenti solo alle loro parcelle. In comune hanno tutti lo stesso giudizio verso politici e politicanti: “son tutti uguali”.

Alle serate di Modugno tanti furono impegnati nella caccia all'invito nei posti riservati! Da perfetti celebrolesi! Fra questi, anche dipendenti o ex comunali, che “dopo la sistemazione di parenti nell'ente”, continuano a pretendere e ricevere cadeaux! L'evento, visti i tanti abiti ed accessori firmatissimi, ebbe la sferzante scudisciata di qualche cantante: Domenico Modugno stava con la gente semplice, cosa c'entrano i posti  riservati e tutti questi intrusi ed imbucati, che poco o niente hanno a che fare con i valori culturali e la poesia delle sue canzoni e della sua musica? Nessuno gli ha mai dato un cenno di risposta! Come al solito, ovviamente! Scusatemi per tutto il disturbo arrecato.

Gialluisi Giuseppe Sante

Non sia un addio. Gialluisi va difeso

In questa lettera di “addio” al suo impegno civile e (P)olitico, le parole di Gialluisi (meglio noto Cittadinanza Attiva) sono lapidarie, nel senso che pesano come il macigno sopra un cadavere, con l’anima intrappolata sottoterra. Il cadavere è l’opinione pubblica, che non libera il proprio animo ribelle, lasciandolo stretto in gabbia, supino davanti a ogni forma di ingiustizia o di leggerezza perpetrata da questa classe politica e dirigente. Schiacciati da quella lapide eretta a simbolo dell’arroganza del potere che si avvita su se stesso, macinando vittime su vittime, complici e artefici. Polignano sembra un paese troppo tranquillo per essere vero (si parla perfino di racket…); senza Gialluisi non sarà più lo stesso. Sarà ancora più caos calmo.

Perdere una voce libera, autorevole come Gialluisi (per noi sarà sempre il “rompiscatole” pallitt!) è come prendere atto di una sconfitta. Tutta la Comunità è complice: questo è il grido ultimo, disperato di Gialluisi, che in uno slancio di umiltà, è costretto perfino all’umiliazione-provocazione: “Scusatemi per tutto il disturbo arrecato”. A questo lo abbiamo spinto, alla rassegnazione. Invece noi tutti vogliamo dire grazie a Gialluisi per il servizio reso alla Comunità polignanese.

E intanto proviamo a riflettere. Forse è vero: tutti teniamo famiglia. Ma la dignità non ha prezzo. Noi cittadini dobbiamo porci sempre domande: è un nostro diritto controllare chi ci amministra, o partecipare alla vita pubblica di questo paese. L’indifferenza verso tutto e tutti è una morte prematura. Il monito di Gramsci vale ancora oggi: “Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita”. Per questo Gialluisi va difeso e incoraggiato. Un vero cittadino attivo.

Nicola Teofilo

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