Mancini vs Mazzone: "Assessore incompetente"

A sinistra, Gianpiero Mancini spulcia il Peg-bilancio di Mazzone

Estratto da "La Voce del Paese", in edicola il 4 ottobre 2013

 

Duro attacco di Gianpiero all’assessore Mazzone:

“Incompetente. Il sindaco intervenga subito”

"Più soldi alle associazioni amiche. Io volevo il bilancio partecipato,

ma manca la volontà politica"

 


All’intervista rilasciata due settimane fa a “La Voce del Paese”, con le accuse dell’assessore in quota Sel (Sinistra Ecologia e Libertà), il consigliere di Sel Gianpiero Mancini, non ci sta.

Mancini torna ai nostri microfoni, e intanto chiarisce: “Non c’è nessuna trattativa in corso con il sindaco. Ci sta solo discutendo sul bilancio”. Dunque, la posizione di Mancini, non è chiara. Lo sarà a fine ottobre, quando probabilmente sarà votato il bilancio.

Tornando alle dichiarazioni rilasciate da Paolo Mazzone, Gianpiero Mancini risponde duramente, tirando fuori le carte, facendo scoppiare la bomba e denunciando situazioni omertose riguardo la gestione del bilancio dei Servizi Sociali. Si scopre, ad esempio, che le voci che Mazzone promette di aggiungere - (“Vorrei inserire altre voci nel Peg: inserire un trasporto per anziani e disabili verso le strutture socio-sanitarie, uno sportello di informazioni per gli immigrati, la voce giovani che era assente dal Peg, un fondo per le donne vittime di violenza, il doposcuola per minori a rischio”) – in realtà sono già nel bilancio di previsione del novembre 2012 e poi aggiunte con modifiche al Peg protocollate il 18 giugno 2013 (protocollo n. 15226). Gianpiero mostra le carte: “Eccole qua. E la cosa grave – aggiunge – è che io non ne sapevo nulla. Forse non ne sapevano niente nemmeno nel partito Sel, o forse solo qualcuno (oltre all’assessore) lo sapeva… immaginate chi… Sfido gli altri del partito se conoscevano il Peg.”

“Io – denuncia Gianpiero – non ne sono stato mai informato. Il 18 giugno stavo lavorando, ma l’assessore poteva contattarmi col telefono di servizio, invece mi ha tenuto all’oscuro di tutto.”

Mancini si inalbera e chiede conto al sindaco. “Vuoi sapere come l’ho scoperto – rivela – martedì 24 settembre, e il sindaco ne è testimone, siamo stati con il dirigente Nico Vitto nel suo ufficio. Abbiamo preso il bilancio e abbiamo spulciato le carte. E lì l’amara delusione. E io sarei scorretto col partito? E io dovrei ringraziarlo pure per avermi fatto entrare in lista malgrado qualcuno, prima della campagna elettorale, gliel’avesse sconsigliato? Io, invece – attacca Gianpiero – dico che l’assessore Paolo Mazzone è un incompetente. Se rilascia quelle dichiarazioni o lo fa perché non conosce le carte, o perché mente, e ora deve delle spiegazioni al sindaco e al partito! Oppure il suo bilancio gliel’ha fatto qualcun altro… E ripeto, qualcuno nel partito conosceva quelle carte? In ogni caso, rimprovero il sindaco perché i suoi assessori non sanno fare gli assessori. Mazzone ha preso una gaffe micidiale.”

“Io – confida amareggiato – mi batto quotidianamente per il sociale. Ringrazio tutte le associazioni di Polignano, anche quelle vicine all’assessore e quelle che nel bilancio sono state più avvantaggiate di altre, perché amiche. Mi piange il cuore se penso alle Acli che si occupavano dei bambini svantaggiati nel pomeriggio, e che invece oggi hanno chiuso i battenti. Perché più soldi alle associazioni amiche? Questo piuttosto bisognerebbe domandarsi.”

Non devo ringraziare nessuno! “In campagna elettorale – confidò Mazzone – quando ero segretario del partito Sel, sono andato contro una serie di persone che avevano sconsigliato di mettere Gianpiero in lista, ma non ho voluto badare alle chiacchiere. Quindi deve dire pure grazie… La nostra era una lista di tanti giovani che hanno contribuito al successo.”

“Che delusione – non si capacita Gianpiero Mancini – grazie a chi? Intanto, sono amareggiato per la mancata solidarietà sul caso Serim: mi aspettavo la solidarietà dal partito e dal sindaco prima di tutto come amico. Invece sono stato aggredito solo perché ho svolto il mio ruolo e dovere di consigliere che deve fare le interrogazioni. Quanto al resto – svela Gianpiero – ricordo che io sono stato eletto, lui no, e dopo le elezioni ho chiesto con forza la nomina di Mazzone quale assessore, andando contro chi invece presentava un’altra rosa di nomi, che proponeva Facciolla e Carrieri quali possibili assessori. Quindi casomai deve ringraziare me. Se avessi saputo prima che Mazzone incontrava gente contraria alla mia candidatura, mi sarei dimesso e avrei lasciato a lui il posto.”

Del resto, stando all’analisi di Gianpiero, non è un mistero che in quel di Sel, a urne chiuse, qualcuno si stupì della montagna di voti presa da Mancini: è ancora evidente la delusioni stampata su alcuni volti, che forse si aspettavano altri scenari. Qualcuno ci confida che a lista non ancora completa, prima del voto, sarebbero stati rifiutati alcune candidature di soggetti proponenti, benché forti e che avrebbero portato molti voti al partito.  

Volontà politica inesistente. Mazzone, dalle nostre colonne, accusa Gianpiero, in qualità di presidente della Commissione Bilancio, di non averla convocata da due mesi.

“Che stupidaggine, e incompetenza – replica – le commissioni hanno solo un ruolo consultivo, non decisionale. Io per primo mi sono battuto per il bilancio partecipato e anticipato, non in clamoroso ritardo. La Commissione è un organo di ratifica della volontà politica. Questa cosa l’ha spiegata con chiarezza il dirigente Nico Vitto, che giustamente si difende, perché nessuno gli dice cosa deve fare. In sostanza c’è un problema di pianta organica e di programmazione politica. Detto chiaramente, manca la volontà politica, e dunque Nico Vitto non può agire e la Commissione non può ratificare una volontà politica inesistente.”

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