Giovedì 20 Giugno 2019
   
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Metterci Passione: "Noi come Don Chisciotte contro i mulini al vento"

focarelli-angelo-nervoso

La storia di Don Chisciotte secondo "Metterci Passione", la corrente interna al Partito Democratico in polemica contro la dirigenza del partito. Riceviamo e Pubblichiamo.

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Quei “ragazzacci” di “Metterci passione”. Son proprio strani quei "ragazzacci" di "Metterci passione"!

Oddio, in verità, ragazzi non lo sono più da tempo, ormai. C’è chi ha superato abbondantemente i 60 anni, alcuni hanno varcato la soglia dei 50 e altri, da tempo quarantenni, si preparano a varcarla fra non molto.

Eppure rimangono "ragazzi", con tutte le caratteristiche tipiche dei ragazzi…

Sono sognatori…, visionari…, romantici…, dieci Don Chisciotte, perdutamente innamorati del proprio Paese…

Vivono la politica illudendosi di poterla cambiare, di poter innovare, di poter sbandierare il fazzoletto del loro Partito, quello che sventolato con le maniere giuste non solo si gonfia, spinto dal vento dell’appartenenza, ma gonfia, orgogliosamente, anche le vene del collo di chi lo ostenta, in quanto presentato quale simbolo di un Partito nuovo, diverso, partecipato, autenticamente "Democratico", immagine indiscussa della propria aspirazione morale e sociale, ossia quella di fare politica liberamente nella propria città, fra la gente e con la gente. Senza paraventi, senza paracadute, senza protezione e senza santi di alcun genere.

Per questa ragione - e per altre - i dieci Don Chisciotte, i dieci "hidalgos", hanno deciso di mettersi insieme, di costituirsi in movimento di pressione, di stimolo, di suggerimento, di proposta.

Ma quei "ragazzacci", evidentemente, hanno pestato anche qualche callo. Non si spiega diversamente la reazione di molti "Mulini a vento", che hanno iniziato ad agitare freneticamente le loro pale, come nel famoso romanzo di Cervantes, dove il Mulino a vento di Don Chisciotte altro non era che un ipotetico gigante con lunghe braccia o un Drago, da abbattere, da sconfiggere, da umiliare, sia per difendere il ruolo nobiliare del cavaliere sia per dimostrare l’infinito amore nei confronti della sua amata Dulcinea.

Qui, invece, a Polignano, i mulini a vento si agitano in difesa del nulla…, perché nessun Don Chisciotte si è scagliato, lancia in resta, contro falsi draghi. I dieci Don Chisciotte hanno preteso solo maggior democrazia, maggior partecipazione, maggior collegialità, maggior programmazione, maggior visibilità, maggior contatto con la base elettorale, maggior informazione. Altro che abbattere i Mulini a vento!...

Ma al pronunciare delle richieste il Grande Mulino, quello da cui, a cascata, dipendono tutti gli altri mulini a vento, ha cominciato a far roteare forsennatamente le sue pale, in difesa di non si sa cosa…

Come il vecchio Drago di Cervantes ha lanciato lingue di fuoco e di fiamme, gettando sui dieci ragazzacci, alias Don Chisciotte di paese, calunnie e diffamazioni degne di altri tempi e di altri modi di far politica.

Ma la stranezza del caso non sta nella esagerata agitazione del Grande Mulino, nelle lingue di fuoco del Drago, nelle cosiddette "male lingue…" scaraventate sulla pelle di quasi tutti i Don Chisciotte, ma nel silenzio, nella compostezza, nel restare al loro posto dei "ragazzacci", indifferenti, incuranti,

quasi impassibili rispetto alle lingue di fuoco. A loro non interessa rispondere alle accuse infamanti. Interessa, invece, il Bene del loro Paese. E su questo principio non intendono retrocedere nemmeno di un centimetro, a dispetto delle meschinità ricevute.

Non si sa da chi (…o forse si sa molto bene…) gli stessi "ragazzacci" sono stati tacciati di pretendere posti e ruoli diversi, nonostante la presenza dei sessantenni, dei cinquantenni e degli altri, i quali, è noto, sono già al top della loro personale sistemazione. Tutti, indistintamente, sono stati indicati come tanti "sciascioun", tanti soggetti a digiuno, tanti personaggi affamati.

Forse hanno ragione il Grande Mulino e i suoi satelliti: i dieci Don Chisciotte hanno effettivamente fame!

Hanno fame di elevare la politica del loro Partito, di migliorare, laddove è possibile, la qualità della vita dei loro concittadini, di sollevare la credibilità della maggioranza di centrosinistra che governa il Paese, di confrontarsi sui mille problemi che stringono in una morsa fastidiosa e improduttiva lo sviluppo della comunità e allontana i giovani dalla politica, spingendoli, giorno dopo giorno, sulla strada della incomunicabilità e del disinteresse civile.

Questa è la vera fame, il vero desiderio dei dieci "ragazzacci" di "Metterci Passione", dei dieci piccoli Don Chisciotte, dei dieci visionari della politica senza spadoni e senza lunghe lance in resta.

Per fortuna, anche i Mulini a vento, quelli veri, talvolta, escono dai racconti romanzati, smettono di agitare le loro pale e riprendono a macinare solo il grano, quello da ridurre in farina per il Paese.

I "ragazzacci" se lo augurano.

Loro, nel frattempo, per quanto li riguarda, continueranno imperterriti a mettere in campo solo la loro ingombrante Passione.

Metterci passione

Commenti  

 
#5 pasquino 2013-06-17 22:41
dieci,cento,mille passionari se questo vuol dire portare polignano al ruolo che merita e non restare masseria in mano al solito studio tecnico e il suo nano da giardino.Vitto,se hai un briciolo di cervello salva te stesso e polignano!
 
 
#4 incredibile ma vero 2013-06-16 08:12
incredibile ma vero, i proverbi non sbagliano mai: "chi trasformo' in cavallo un mulo fu il primo a prendersi un calcio nel culo"; è così, purtroppo. Ai Passionari, invece voglio ricordare una frase di Renzo Arbore: "... meditate gente; meditate...."
 
 
#3 mulini al vento 2013-06-14 18:20
Ipocrisia di un gruppo che e' stato sempre attaccato come le cozze a a Vitto & C., hanno girato tutti gli angoli del paese a raccontare che questa squadra di centrosinistra fosse il meglio per tutti noi, questi signori, in politica da decenni, non possono assolutamente parlarci di cambiamento, perche' loro sono stati i primi artefici,insieme alle amministrazioni di destra, dello sfascio e della guerra in atto tra famiglie ed interessi.
 
 
#2 delusioneVITTO 2013-06-14 16:36
chi parla di fame, chi dice sciasciuon ma non lo capite voi del clan vitto?siete finiti!!!!non vi vuole vedere piu nessuno....questi di metterci passione sono i piu indipendenti e meno "comprabili".col metodo vitto ad uno se li sarebbe comprati tutti, lui fa così compra e mette tutti a zittire.ungi la ruota che il carro cammina....delusione lofano....pellegrini e mazzone si sapeva...focarelli si dimette da capogruppo e il partito non nomina un successore...ma è un partito o cos'altro? ahhh è il giocattolino di vitto studiato apposta per vincere le elezioni, ma il giocattolino si è già ROTTO dopo un anno di amministrazione DA SCHIFO! tra l'altro questi passionari chiedono trasparenza, merito, democrazia, partecipazione, cose che pure io ho sentito dire in campagna elettorale.vitto sei buono solo alle processioni....buon san vito a tutti!!!
 
 
#1 Paninoteche 2013-06-13 23:44
Questa e' fame e basta!!! Altro che politica... Da troppo tempo fuori dai giochi che contano evidentemente
 

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