Sabato 19 Gennaio 2019
   
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Alberghiero: a gara per contendersi i meriti

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La nostra città ottiene il primo edificio scolastico superiore, ma i “cuochi pasticcioni” fanno a gara, in una Polignano senza storia e senza gloria, strozzata da una statale 16 che contribuito all'edilizia scellerata.

 

Ci vorrebbe un Super Pippo Baudo per spegnere il fuoco delle polemiche, per mettere d’accordo tutti e che dica: “Miei cari signori, questo l’ho inventato io”. Invece di Pippo Baudo ne abbiamo tanti. Domenica mattina, 13 gennaio 2013, è stato inaugurato il primo istituto di scuola superiore nella storia di Polignano.

Il grande assente tra le autorità è stato l’ex sindaco Angelo Bovino che, contattato telefonicamente, e saputo degli interventi della cerimonia inaugurale, ha così precisato: “L’alberghiero l’ho inventato io”. In confidenza, l’ex sindaco, che ci ha inviato una lettera aperta (vedi più avanti) fa notare, tra l’altro, che Simone Di Giorgio, in questa opera, non c'entra.

All’interno del settimanale "La Voce del Paese" (in edicola da giovedì 17 gennaio) proviamo a fare chiarezza sulla paternità di quest’opera, che affonda le radici in un vecchio rudere da 2 miliardi di vecchie lire, stanziati dall’amministrazione comunale Bovino in carica nel 2001. Tutto il resto viene da se, ed è storia più recente. Con l’acquisizione dell’immobile da parte della Provincia, unico ente responsabile degli istituti scolastici superiori, l’Alberghiero è diventato realtà. Ma ci sono voluti ancora degli anni prima di arrivare al fatidico taglio del nastro di domenica scorsa.

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“Voi siete il sale della terra” – ha spiegato il parroco Don Gaetano, che ha presenziato la cerimonia inaugurale. Certamente il riferimento era agli studenti, i veri protagonisti della cerimonia inaugurale, dov’erano presenti le autorità politiche di tutti i livelli istituzionali: l’assessora regionale Alba Sasso, il presidente della Provincia Francesco Schittulli, l’assessore provinciale all’edilizia scolastica Stefano Diperna, il presidente del Consiglio provinciale Piero Longo, il sindaco di Polignano Domenico Vitto.

Seduti in prima fila, tra gli altri, il dirigente uscente Francesco Tartaglia, l’ex sindaco Gianni Colagrande, l’ex assessora comunale Anna Narracci. Nelle retrovie si è fatto notare anche l’ex sindaco Simone Di Giorgio. Ma le osservazioni che molti presenti si ponevano, all’oscuro dei riflettori, erano principalmente due. “Non ci aspettavamo la presenza di Schittulli, piuttosto scuro in volto”. “Che fine ha fatto l’ex sindaco Bovino?”.

Per Schittiulli è un’assenza che pesa. Per il sindaco Vitto: “Gli assenti hanno sempre torto”, perché, spiega ai nostri microfoni, a margine del suo intervento cerimoniale, “io ho dato il merito a tutti, però c’è chi ne ha più di tutti, e questo è meglio specificarlo”.

A nostro avviso, la riflessione meriterebbe di essere trasferita su altri fronti. Non è semplice e comodo rimuginare il passato, ma va ricordato che Polignano è rimasta senza scuole superiori per “soli” 60 anni di storia della Repubblica. Di chi sono le responsabilità? Difficile dirlo, ma di certo un tale gap non può essere un motivo di vanto per gli amministratori del passato. Si potrebbe stilare un elenco di opere incompiute e di danni provocati al paese. La statale 16, tanto per fare un esempio, è ancora oggi una cicatrice aperta, una ferita, uno squarcio che ha lacerato l’assetto urbanistico della città, strozzata da scelte scellerate di vecchi amministratori, che non faranno la storia e che di nulla potranno vantarsi in futuro. Quella ferita non si rimargina e grida ancora vendetta.

L’ultimo aspetto su cui andrebbe fatta una riflessione è di tipo più realistico e politico. Se l’alberghiero si è potuto inaugurare è certamente grazie a tutti i nomi che citeremo in seguito, ma sono i politici che non fanno funzionare le istituzioni come dovrebbero, o le fanno funzionare a uso e consumo personale, di tipo propagandistico.

Perché bisogna attendere allineamenti e congiunture di colore politico favorevoli per poter rivendicare il sacrosanto diritto all’istruzione scolastica? Alba Sasso, giustamente lo definisce un diritto, ma perché bisogna sempre sperare in un favorevole allineamento dei “pianeti”? Delle due l’una: o le istituzioni (comunali e provinciali) non sono in grado di soddisfare i diritti dei cittadini, oppure sono i politici che si prendono gioco di quegli stessi diritti, temporeggiando e inseguendo la poltrona giusta per poi poter rivendicare meriti e scaricare demeriti e responsabilità ad altri. Polignano doveva attendere consiglieri e assessori provinciali per poter ottenere un istituto di scuola superiore? Doveva attendere così tanto tempo? Era necessario questo sacrificio? E vantaggioso per chi?

 

*vignetta a cura di Alessandro De Donato



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