Nomine cda porto: Eugenio Scagliusi non sapeva nulla

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Eugenio Scagliusi: "Bovino ha scaricato una grana"


 

A mia insaputa, direbbe qualcuno. L’ex sindaco Angelo Bovino ha fatto il “pacco” di Natale a tutti. Nessuno sapeva delle nomine del cda nella “Cala Ponte” (porto turistico), fatte da Bovino poco prima delle elezioni comunali del maggio 2012. Si è scoperto solo dopo Natale, grazie a una lettera di Gialluisi inviata al nostro giornale, "La Voce del Paese". Non sapeva nulla delle nomine Eugenio Scagliusi, suo consigliere dell’allora maggioranza. Le nomine sono state fatte in silenzio, non alla luce del sole, e pochi dalle elezioni. Eugenio Scagliusi, a differenza di altri, sembra ignorare la portata del fatto. Lo abbiamo intervistato per saperne di più.

 

Intanto vuol fare chiarezza sulla sua posizione rispetto al PdL? Cosa la trattiene ancora e cosa vorrebbe allontanarla definitivamente? Insomma, a che gioco sta giocando?

Cominciamo male! Ne abbiamo parlato altre volte e tutto questo interessamento mi meraviglia.  Mi meraviglia soprattutto che mi si chieda del PdL, quando per mesi non è importato un fico secco a nessuno. In ogni modo, che io sia critico lo sanno tutti. Ma proprio perché non mi va di giocare e ridurre le scelte a salti immotivati – che non ho mai fatto e non farò mai – di questa questione riterrei se ne dovrà parlare prima di tutto in una assemblea degli iscritti e con i responsabili del partito. Dici che con le elezioni qualcuno di loro se ne preoccuperà?

 

Si riferisce al commissario cittadino, al consigliere regionale Massimo Cassano?

Sicuramente Massimo non può pensare di far finta di non conoscere un disagio enorme e che certo non è solo mio. Lo stesso vale per il coordinatore provinciale, Antonio Distaso.

La verità è che, come al solito, rispetto alle ormai imminenti elezioni credo passi tutto in secondo piano.

 

Ma almeno vuole darci qualche notizia sull'attività politica recente del suo partito, sia locale che provinciale e regionale, o l'attività futura, cioè le prospettive?

...io? Ahahahahahah... (ride, NDR)...Secondo te un misero sprovveduto consigliere comunale di provincia, come sono io, è in grado di sapere cose che non credo siano note neanche ai vertici del partito? Seriamente: non credi che uno dei problemi del PdL sia proprio questo?

 

Allora parliamo delle prossime elezioni. Berlusconi annuncia l'accordo con la Lega. Voi, ex An, che ne pensate?

Per le vicende nazionali ho smesso di pensare come “ex AN” nel 2008, quando ci fu la fusione con “Forza Italia”. A livello locale aveva senso mantenere il gruppo, perché c'era gente che si era candidata e che continuava – giustamente – ad incontrarsi e voler essere informata di quanto accadeva in amministrazione. Ma dagli inizi di questo anno, con la scelta di far candidare alcuni del nostro gruppo nella lista del “PdL”, la distinzione non ha più senso neanche a livello locale.

Premesso questo, per quello che riguarda gli accordi elettorali nazionali, riterrei che l'errore fu proprio quello di pensare ad una fusione piuttosto che ad un cartello, ad una federazione. Ma responsabile dell'errore fu Fini e non Berlusconi. Sarebbe stato meglio mantenere le diverse identità e concludere accordi elettorali distinti, su basi regionali, con i diversi partiti. Sinceramente, quello che possano decidere oggi, a livello nazionale o regionale, con la Lega, come per altri partiti, mi interessa poco. Gradirei che si parlasse più di “persone” (ruoli e candidature) e soprattutto di “idee” (programmi ed attività).

 

E cosa ne pensa della scelta di candidare nella lista PdL ex forzisti, lasciando che agli ex An di accasarsi in altre liste (tipo “Centrodestra Nazionale”)?

È una scelta strategica, di convenienza. Aspettiamo che si capisca di chi stiamo parlando (le candidature) e poi lasciamo parlare loro, i protagonisti, le persone interessate. Li ascolteremo e valuteremo.

 

Ma da “ex An”, o forse da ex democristiano, come spesso rivendica, non sarebbe più coerente una sua adesione al gruppo Monti?

Senti, dovremmo parlare un po' di più di programmi. Se vuoi di “agende”, visto che il termine è di moda proprio grazie a Monti. Una cosa è certa: questo schieramento ha individuato alcune priorità ed i meccanismi di realizzazione. Degli altri se ne sa molto poco, anche tra gli addetti ai lavori. Ma su una cosa hai ragione: non solo rivendico le mie origini nella Democrazia Cristiana, ma credo anche che più di qualcuno dovrebbe ricredersi sul valore di quel partito e dei suoi uomini (come di molti altri) che hanno caratterizzato la “Prima Repubblica”.

Comunque, non si aderisce ad un partito o ad un gruppo per simpatie. Ma a seguito di analisi condivise ed obiettivi comuni. Anche di questo sento la mancanza. Ma stai pur certo che non è un problema esclusivo del PdL. Per cui una cosa è sicura: né io, né uno solo degli amici con i quali mi incontro più spesso, lasceremo mai una squadra senza sapere prima se ne esista un'altra dove poterci trovare meglio.

 

Qualche battuta sulla nostra Polignano. A distanza di mesi crede ancora che gli assessori siano senza competenze? Pensa lo stesso anche dei consiglieri delegati?

...perché? Ricordi forse qualche attività di qualcuno di loro che valga oltre la sufficienza e dunque meritevole di esser ricordata? Ne riparliamo quando avrò materia di giudizio. Per il momento non saprei neanche di che parlare.

 

 Tempo fa stabilimmo un parallelo tra il caso locale (Bovino) e quello nazionale (Berlusconi). Crede ancora si stia avverando a Roma tutto ciò che è accaduto alle comunali del 2011?

Secondo me uno dei due, o Bovino o Berlusconi, te lo sogni la notte. Dai, non possiamo ripetere sempre le stesse cose! Non facciamo passi avanti se continuiamo a ripetere che forse avrebbero potuto fare altro. Anche perché questa sarà pure la mia opinione, che da sempre conoscono tutti, ma credo che non importi più a nessuno.

 

Però molti a Polignano vorrebbero sapere come sono i suoi rapporti con Bovino, per esempio...

...embè? Ci vediamo, ci salutiamo e parliamo spesso. Poi ognuno si faccia la sua opinione, visto che da sempre ci sono quelli che giocano a dividerci e quelli che  giocano a farci sposare. Allora ognuno si interpreti la cosa come meglio ritiene. Tanto, io ed Angelo non abbiamo bisogno né di intermediari né di andar troppo dietro a queste diverse opinioni che – ti assicuro – conosciamo. Una cosa è evidente: come quando si è in maggioranza, anche all'opposizione ci sono obiettivi comuni da raggiungere. C'è molto da lavorare. Siamo pochi: saremmo pazzi, tutti (e mi riferisco anche agli altri amici dell'opposizione, Dino Lamanna e Matteo Colella, ma anche Lucia Brescia), se pensassimo a dividerci piuttosto che studiare strategie comuni, anche future.

 

Ha avuto risposte dal PdL dopo le critiche che lei e lo stesso Maglionico avete sollevato di recente?

...ancora! Dai, non fingere di non capire. Non ci sono e non ci saranno risposte. Chissà, forse al PdL non importa nulla né di me né di Maglionico. Forse siamo stati dei pazzi a pensare che le nostre misere cose, circa 400 voti (anzi, facciamo poco meno di 700 circa, compresi quelli di Fabio Colella, Pasquale Gattolla, Nico Messa e Giuseppe L'Abbate), potessero essere oggetto di attenzioni.

 

Ma di Bovino candidato alle regionali che ne pensa?

Penso che non so nulla e, dunque, non mi va neanche di pensare. Hai notizie che non ho. Se e quando me ne parlerà, gli parteciperò la mia opinione.

 

Però a distanza di mesi scopriamo che Bovino, a fine mandato, ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione  nella “Cala Ponte s.p.a.”, che si occuperà del porto turistico. Pare che lei (come tanti) non sapesse nulla e che si sia arrabbiato molto. E' vero? Ma soprattutto che ne pensa?

Anche in questo caso hai notizie che non ho. Però, è bello sapere che c'è gente in giro che pensi che io possa addirittura “arrabbiarmi”. Ma non si diceva che non ero in grado di farlo? E che senso avrebbe, oggi, dopo tanto tempo, “arrabbiarsi”? Come vedi, di sciocchezze se ne dicono sempre troppe, però il mio pensiero è questo: la nomina del CdA compete all'assemblea dei soci. Se l'allora sindaco Bovino ha ritenuto di fare quelle nomine, in quota al socio Comune di Polignano, che oggi è rappresentato da un'altra persona, ha fatto bene: ha scaricato una bella grana su chi lo ha seguito nella carica.

 

Lomelo candidato al Parlamento nella lista di Ingroia. Lo trova un tantino incoerente, dato che lo stesso da anni non fa che attaccare Vendola e la sinistra più radicale?

Dalle mie parti ci sono tanti di quei problemi che proprio non mi va di pensare a quelli dell'altro schieramento. A Mimmo Lomelo, in ogni modo, vanno fatti gli auguri. Come a tutti gli altri polignanesi che pensano di potercela fare.