
Dal corteo pacifico cori anche contro il Governatore Vendola
Ma, come per magia, le contestazioni (anche del personale Asl)
spariscono dai
tg locali, regionali (per i quali paghiamo canone e contributi dei comuni dove operano) e dai giornali
Numerosi polignanesi hanno preso parte alla marea gialla, la manifestazione organizzata dal Comitato No Petrolio, a Monopoli, contro le piattaforme petrolifere a largo delle nostre coste.
Il NO PETROLIO DAY si è trasformato nel NO NICKI DAY: cori contro il Governatore della Regione Puglia da parte di manifestanti e militanti del "Partito dei Comunisti Proletari", impegnati a ricordare al poeta delle situazioni ambientali di Taranto (ILVA) e Brindisi (centrale carbone).
Proteste anche dal personale del San Giacomo escluso dal processo di internalizzazione, ignorato dal Governatore. E proteste all'indirizzo di Vendola, anche per i rifiuti e i termovalorizzatori (vedi gestione a Conversano).
Più in generale si sono levati cori contro i partiti politici di destra e sinistra, con tanto di cartello. Uno slogan (che trovate in apertura e nella galleria foto 1 e 2) - all'indirizzo dei politici (anche polignanesi) venuti alla manifestazione per la parata, in odore di campagna elettorale - recitava così: "Andate via, tanto non vi votiamo!".
Il corteo avrebbe contato circa 10.000 presenze, diverse le associazioni ambientaliste e non, presenti in piazza.
IL DISCORSO DI VENDOLA- Ha aperto il corteo il Governato Nicki Vendola che ricordando gli eventi di ieri in Parlamento - ritirata riforma su "liberalizzazioni trivellazioni"- ha incoraggiato a non abbandonare la battaglia per l'alternativa energetica.
* Foto e video: Nicola Teofilo e Giovanni Petrosillo
I LETTORI CI SCUSERANNO SE NON RIPORTEREMO LE VARIE DICHIARAZIONI DEI POLITICI PRESENTI, MA CI LIMITEREMO A RIPORTARE QUESTA LETTERA "AGLI UOMINI DELLA POLITICA E DELLE ISTITUZIONI" ESPRESSIONE DELLA SOCIETA' CIVILE, SCRITTA DAL "COMITATO PROVVISORIO 21 GENNAIO 2012".
"Chi scrive è l’anima turbata e scossa del Comitato Provvisorio 21 gennaio 2012.
Siamo tutti e siamo nessuno. Siamo gli sconfitti, i feriti, gli offesi dalla centrale a carbone di Brindisi, dall’ILVA di Taranto, dall’inceneritore di Foggia.
Siamo i figli di una terra ancora martoriata dalle discariche, che stentano troppo a lasciare il posto a una vera differenziata.
Siamo i combattenti di una terra infestata dai veleni, i difensori di un ambiente aggredito dalle antiche trivelle dove le multinazionali del petrolio mercanteggiano al ribasso sugli indennizzi detti eufemisticamente “royalties”.
Ma siamo anche i sognatori attivi di un possibile futuro migliore, quelli che credono nel lavoro che qui in Puglia va avanti da generazioni: quello dei pescatori, degli agricoltori, degli allevatori, degli operatori turistici, dei rappresentanti di cultura e spettacolo, che da anni hanno chiesto per il nostro territorio un modello di sviluppo ecosostenibile, basato sul rispetto dell’ambiente e sull’impiego dei propri talenti.
Un impegno che nel corso degli anni si è fatto strada. Oggi
Qui un altro modello di sviluppo non solo è possibile. E’ già in costruzione.
Siamo per un modello di sviluppo che sia sostenibile.
Siamo per stili di vita che non sia tornare ad andare in bicicletta, ma risparmiare sui consumi, utilizzare le risorse responsabilmente, rispettare il pianeta Terra come l’unico che abbiamo…
Siamo per un piano energetico che sia democratico, scelto, cioè dal popolo in una nazione in cui gli esiti di un’azione plebiscitaria qual è un referendum siano “diktat”per chi ci rappresenta in Parlamento.
Oggi, 21 gennaio 2012, migliaia di persone scendono in Piazza per chiedere che, in tempi brevi si arrivi all’emendamento e approvazione di una legge nazionale, di cui qui, oggi, avanziamo una proposta scritta, che vieti le trivellazioni petrolifere e che rimetta al centro dell’agenda politica una discussione, seria, reale e concreta su come il nostro Paese decida di comporre il proprio portafoglio energetico.
Chiediamo che si vada dritti verso la stipula di accordi transfrontalieri con i paesi mediterranei per evitare la beffa di piattaforme petrolifere appena oltre le
Chiediamo che si aprano i giusti procedimenti, a livello europeo, per evitare che la scelta petrolifera ci possa venire imposta dall’alto, senza che i rappresentanti di un territorio possano dire la propria in maniera vincolante.
Oggi, 21 gennaio 2012, è l’ultimo momento per percorrere la strada del cambiamento. E proprio oggi dobbiamo percorrerla tutti.
Ma da oggi, 21 gennaio 2012, non saranno ammessi più errori o tentennamenti. Noi semplici cittadini, impegnati nei mille e mille rivoli della solidarietà e dell’impegno sociale vi chiediamo di essere degni rappresentanti delle istanze più nobili che animano chi vi ha eletto; non complici pedine nello scacchiere delle onnipotenti oligarchie economiche mondiali.
Vogliamo cogliere la preoccupazione per il nostro lavoro che non c’è, per il nostro pane e le nostre case, la nostra terra e il nostro mare, nello svolgimento del vostro ruolo di amministratori e politici.
Nessuno, neanche lo Stato, può ignorare il parere di una moltitudine di persone, della maggior parte delle regioni adriatiche, espresso non solo attraverso una manifestazione di massa ma anche attraverso richieste chiare, approfondite e specifiche.
L’era del petrolio è in declino, ma non è finita. Non possiamo ignorarlo, anzi, dobbiamo sottolinearlo. La questione energetica è un grande punto interrogativo che campeggia pesantemente sulla testa nostra, ma soprattutto dei nostri figli.
Vogliamo essere protagonisti di questo percorso.
Un percorso che è partito da lontano, che passa oggi di qui, e che speriamo riesca ad arrivare lontano.
Dietro tutte le associazioni qui presenti, dai più esigenti e agguerriti comitati ambientalisti ai più concilianti e solidali gruppi di volontariato, c’è un unico afflato che ci anima, riassunto luminosamente da un importante documento della nostra storia non molto recente:
Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto, e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di coloro che si impegnano nel volontariato di ogni tipo con generosità e gratuità e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore".
* Foto e video: Nicola Teofilo e Giovanni Petrosillo
ULTIMI COMMENTI
- TURISMO, VIABILITA', VIVI...
vorrei sapere come mai, per quanto concerne la manutenz... - Quando il nuovo museo Pas...
come si può definire un gioiello quella struttura? qual... - Discarica: trovato amiant...
concordo in pieno con cangaceiro!!! aggiungo che il cos... - Rifiuti a due passi dal v...
Il problema sarà trovare chi ha sbagliato!!! - Rifiuti a due passi dal v...
per il direttore: ci sono novità sull'indagine ? Grazie - Quali assessori? Liti e r...
condivido con chi dice che la tua salvezza è lasciare C... - Quali assessori? Liti e r...
Chiedo scusa per l'errore, ma mi riferivo alla provinci... - Quali assessori? Liti e r...
mi domando e chiedo a tutti i frequentatori del giornal... - Rifiuti a due passi dal v...
rimanere in italia vuol dire assicurarsi malattie incur... - Polignano in marcia. Pall...
Nardulli bravo!!! non dar retta a nessuno chi sparla lo...
La voce del Network
-
Rifiuti: dopo Conversano e Mola... - in edicola
Acquaviva delle Fonti
-
I nuovi assessori della Di Medio - in edicola
Cassano delle Murge
-
E' Giunta ... l'era di Onofrio
Turi
-
SCAGIONATO IL CONSIGLIERE ANGELO LAVENEZIANA
Monopoli
-
La scuola calcio dello Sport Five al Fun Football
Putignano
-
PRIMA NAZIONALE SPETTACOLO “DO-VE-VA-LA-NA-VE?”
Gioia del Colle
-
Materdomino, riecco la A1!
Castellana Grotte
-
Vertenza Liturri: Fonzo resta presidente del consiglio, Tutta la sentenza
Noicattaro



Commenti
PS- non solo Vendola, è stato contestato. Leggete con più attenzione. Abbiamo scritto "i partiti". Gli slogan non sono photoshop, ma sono realtà. E se guardate con più attenzione ce n'è uno proprio in apertura di articolo.
Nicola T.
@loris: caro/a loris, i tuoi insulti - e la tua poesia "destroide" - si commentano da soli
Ma far diventare il No Petrolio Day in No Nichi Day ce ne vuole...non sarà mica la stessa storia di MediMex? Ahi Ahi....
Grazie