Dopo le notizie apparse sui nostri siti (monopolitube.it e polignanoweb.it) in merito all’avvio, tra oggi e domani, delle prospezioni a largo delle nostre coste da parte della multinazionale Northern Petroleum, intenta ad estrarre petrolio dai fondali marini, e dopo l’indifferenza della politica locale polignanese di maggioranza e opposizione (tranne Onofrio Torres che ha chiesto un consiglio intercomunale) – riceviamo e pubblichiamo la proposta di Andrea Spinelli, ex tenente della Polizia Muncipale.
“Organizzarci per una protesta pacifica contro provvedimenti firmati dai nostri politici e tecnici nazionali e regionali, al Ministero dell'Ambiente (che ha autorizzato l'estrazione del petrolio, ndr)”. Questa, in sintesi la proposta di Spinelli per contrastare il potere delle multinazionali pronti a succhiare avidamente petrolio, a qualsiasi costo, a costo dell’immagine del nostro paese turistico e della sostenibilità ambientale.
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LA PROPOSTA DI ANDREA SPINELLI
"Polignanesi, protestiamo !"
Come sempre, i politici e gli investitori sanno tutto, mentre ai cittadini di basso livello le notizie arrivano per ultimo. A questo punto, è opportuno comunicare ai cittadini meno informati come sono in corso i lavori in questione.
La Northern Petroleum annunciò in data 28 Luglio 2011 di avere ottenuto dal Ministero per l'Ambiente l'autorizzazione a procedere in altre due concessioni nel Salento e nel Barese, zone denominate “GIOVE” specificatamente integrata nel permesso d39 FR-NP e “ROVESTI” collegata al permesso d40 FR-NP (vedi mappa in basso, ndr).
L’inizio delle ispezioni sismiche avrebbero avuto luogo in Ottobre 2011 e le trivellazioni, se tutto procederà come
programma sarebbero iniziate nel 2012.
La qualità del petrolio, per quanto risulta dalle analisi effettuate risulta scadente, mentre la quantità del petrolio è quanto basta all’Italia per un mese. Per tale motivo La Northern Petroleum sarà costretta vendere il prodotto al migliore offerente e di conseguenza dirà Grazie al Ministro Stefania Prestigiacomo, la quale ha voluto soddisfare la volontà dei “potenti” firmando le concessioni innanzi indicate e far mutare la bellezza dei mari e l’intera fascia costiera pugliese.
Ben altre nove concessioni sono in giacenza presso il Ministero dell'Ambiente e dei Beni Culturali per l'approvazione di ispezioni sismiche e successiva perforazione di pozzi esplorativi, allo scopo di estrarre petrolio per decenni.
L'area interessata si estende per circa 6.600 chilometri quadrati a circa venticinque chilometri da riva, da Bari fino a Santa Maria di Leuca.
Secondo ultimi comunicati inviati agli investitori del 28 Luglio 2011, la Northern Petroleum ha ottenuto di recente il permesso di eseguire ispezioni sismiche con la tecnica dell'air-gun nell'area di Monopoli-Ostuni-Brindisi in due proposti campi di petrolio chiamati Rovesti e Giove.
Il direttore resposabile della Northern Petroleum, Derek Musgrove, aggiunge che "l'esplorazione dell'Adriatico Merdionale è una priorità per la Northern Petroleum" e che la ditta intende procedere velocemente con l'air-gun in modo da identificare i siti da trivellare entro l'inzio del 2012.
Simili permessi sono in giacenza, ma ad uno stadio meno avanzato, per la provincia di Lecce.
Le ispezioni sismiche sono violente esplosioni di aria compressa in mare che permettono di dare stime sui giacimenti delle riserve di petrolio grazie ai segnali riflessi. Tali ispezioni sono dannosi al pescato, al delicato equilibrio marino e alla vita dei cetacei che spesso possono spiaggiare.
Soprattutto sono il primo passo verso la petrolizzazione dei mari del Salentino e del Barese, che si concluderà, secondo le intenzioni della Northern Petroleum, con l'installazione di almeno nove piattaforme a mare. Inevitabilmente, queste porteranno con se perdite di petrolio e rilasci di
materiale inquinante, dannoso a pesci e all'uomo, e la possibilità di disastrosi scoppi e incidenti.
Si stima che i campi Roveste e Giove contengano circa 53 milioni di barili di petrolio di bassa qualità. In Italia il consumo giornaliero è di circa 1 milione e mezzo di barili per cui il totale di petrolio estratto sarebbe sufficiente al nostro paese per poco più di un mese. In più, nulla vieta alla Northern Petroleum di vendere il suo petrolio sul libero mercato.
La legislazione italiana prevede l'interdizione alle trivelle a nove chilometri da riva, mentre nei pressi di aree protette il limite arriva a 22 chilometri dalla costa. Per contro, su tutto il litorale di California e
Florida il limite è rispettivamente di 160 e 200 chilometri, per proteggere turismo e pesca.
Le estrazioni di petrolio nel basso Adriatico da parte della Northern Petroleum e della Tremiti da parte dell' irlandese Petroceltic porteranno al deterioramento della salute del mare, del turismo, dell'economia e in ultima analisi della qualità di vita dei cittadini.
Considerato che i nostri politici non riescono ad abrogare i provvedimenti firmati dal Ministro Stefania Prestigiacomo è opportuno invitare tutte le comunità costiere della Puglia a prendere conoscenza della problematica e ad organizzare una protesta pacifica presso il Ministero dell'Ambiente per opporsi in maniera ufficiale ai propositi della Northern Petroleum.
E' possibile inviare osservazioni di contrarietà come previsto dalle norme europee e secondo le quali per progetti di
così forte impatto ambientale, l'opinione del pubblico e di enti locali è vincolante.
Sconfiggere i petrolieri e' possibile come dimostrano diverse vittorie in altre comunità nazionale ed internazionali. Purtroppo la protesta ed il potere più importante è di gran lunga efficacia e la partecipazione popolare che si dovrà ribellare anche contro i politici regionali di sinistra, i quali in
questa circostanza non hanno fatto altro che informare la cittadinanza pugliese della situazione allarmante e pericolosa (Introna e Nicastro).
Però quest’ultimi non hanno alzato un dito presso il Comitato Urbanistico Regionale e presso la Soprintendenza ai BB.AA.AA. di Bari, per il diniego al rilascio del V.I.A., decreto importantissimo per la negazione dei lavori in questione.
Che battaglia ha sostenuto il nostro governatore e gli uomini del centrosinistra pugliese contro il provvedimento rilasciato dalla volontà degli uomini del centrodestra nazionale? Lascio a Voi popolo di Polignano meditare su come i politici nazionali, regionali e provinciali se ne fregano del turismo, dell’ambiente, dell’economia pugliese, della pesca in genere e della salute dei cittadini.
Cordiali saluti,
Andrea Spinelli
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Commenti
E a tal proposito sento di dover dire che il commento n. 14 (purtroppo anonimo)è - a mio avviso - molto sensato e pertinente: si intende protestare contro le ispezioni geologiche che si andranno a fare per verificare la presenza di petrolio nei pressi della nostra regione, ma senza modificare in nulla i comportamenti di ognuno di noi. Continuiamo ad andare in auto, in moto, in aereo, in treni ad alta o bassa velocità, in nave o in barca, ad accendere il termosifone, a cucinare con il gas, ad accendere la luce elettrica, ad usare i computers etc. etc. etc. ma sempre ....utilizzando il petrolio (e suoi derivati) degli altri, meglio se lontani da noi! Tutti bravi a parole, ancora più bravi a protestare ma in quanto a coerenza mi pare che siamo, un po’ tutti, alquanto deficitari. Prima di protestare proviamo almeno a ridurre i consumi di ognuno almeno del 10/20 per cento e poi saremo più attendibili a dire "no" alle trivellazioni nel mar adriatico
Non me ne voglia Andrea, se sono il solito guastafeste rompiscatole....
L'unica cosa che mi rattrista è avere la consapevolezza che pur vincendo (speriamo!!!) questa battaglia, in nostro mare sarà ad uso e consumo del villaggio di "villette con annesso posto barca"... mah, vedremo...
All'appello la mia risposta è e sarà «Eccomi»!!!
Ciò che noi tutti dobbiamo fare è accogliere l'invito ad organizzare una grande manifestazione di protesta pacifica, alla quale dovranno partecipare gli abitanti di Polignano, Monopoli, Mola di Bari e di tutti i Comuni costieri interessati al progetto delle trivellazioni in mare da parte della Northern Petroleum.
E ci saremo anche noi Associazioni Ambientaliste della Provincia BAT, perchè il mare Adriatico è uno, unico, chiuso, con lentissimo ricambio delle acque, le quali trivellazioni dei fondali danneggerebbero l'ecosistema marino, la fauna, il pescato, il turismo e tutte le attività che sussistono e vivono grazie al mare.
Una eventuale dispersione di greggio in mare distruggerebbe non soltanto il nostro ambiente, ma l'intera economia pugliese, con un incremento esponenziale della disoccupazione e l'impoverimento della stragrande maggioranza delle famiglie pugliesi.
Indipendentemente dall'appartenenza politica, sociale, religiosa,dobbiamo unirci in un solo popolo, una sola voce, un solo grido: NO' ALLE TRIVELLAZIONI NEL MARE ADRIATICO AL LARGO DELLE NOSTRE COSTE!!!
Associazione Folgore
Associazione Demetra
Associazione Ambiente e/è Vita
Movimento Ambientalista BAT
Sig. Spinelli, mi auguro che non si stà facendo campagna elettorale anche Lei se vuole battersi per questo problema che interessa tutti, e poi molla tutto come tutti.