SIMONE DI GIORGIO: ' NE' BOVINO, NE' VITTO '

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L’intervista esclusiva pubblicata nel nostro numero di giovedì de "La Voce del Paese", rilasciata dall’ex sindaco Simone Di Giorgio ha sollevato un polverone incredibile. Se ne discute in tutti i circoli di partito più o meno aperti, bar, piazze, dovunque. L’intervista a Di Giorgio ha aperto scenari, interrogativi. Ma l’intervista ha anche costretto gli altri giornali più o meno rispondenti a questo o quell’altro candidato ad approntare una serie di teoremi e assurdità tesi ad attutire o amplificare l'eco generata. Vitto sceglie e chiede ancora una volta di poggiarsi su altre colonne per replicare alla nostra intervista. Altri giornalisti girano la frittata senza cogliere il nocciolo dell’intervista.

Ve la riproponiamo qui, in tutta la sua essenza e chiarezza. Specie nelle considerazioni finali che smentiscono i teoremi di cui sopra. Di Giorgio si confida, chiede alla politica di uscire dall'attuale e vecchio schematismo. Consiglia a Bovino di fare un passo indietro. Dice che la contrapposizione alle prossime comunali tra Vitto (centrosinistra) e Bovino (centrodestra) è vecchia e fuori dal tempo.

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L'INTERVISTA

 

BOVINO – VITTO: ‘Contrapposizione vecchia, fuori dal tempo’

Ecco come l’ex sindaco Simone Di Giorgio vede il futuro di Polignano

 

La sfida tra Bovino e Vitto candidati sindaci alle prossime elezioni comunali? “La ritengo vecchissima, fuori dal tempo. Ingiusta per la rivoluzione politica che ci apprestiamo a vivere”. Lo dichiara il trevolte sindaco Simone Di Giorgio, ai nostri microfoni, per una nostra intervista esclusiva.

Il dottore risponde alle nostre domande e osservazioni invocando il cambiamento che si avverte da tempo nella politica locale, tanto da ammettere, a un certo punto, di essere stato pure lui vittima dell’attuale schema delle contrapposizioni: “Il paese l’ho governato meglio quando ero fuori dal sistema, nel 1993 (primo mandato di Di Giorgio, ndr), quando ero fuori dagli schematismi politici che perdurano ancora oggi”.

Dottore, facciamo il punto sull’attuale situazione politica locale, a pochi mesi dalle elezioni…

“La politica, a Polignano necessita di un ricambio generazionale. Non si può continuare a pensare che la politica la debbano fare sempre gli stessi. Serve un cambiamento sia da destra che da sinistra, anche perché in una competizione locale contano le persone, più che i partiti. La gente vuole un ricambio. Io stesso, pur avendo la possibilità e la forza politica per poter comunque rimanere a galla, i voti per poter essere eletto – ho capito che è arrivato il momento di un ricambio generazionale. Un ricambio non dico totale, ma che possa rompere questo schematismo delle contrapposizioni”.

Come lo immagina fattivamente questo ricambio?

“Lo immagino come il 1993, quando una persona come me, presa dalla società civile, mise in piedi una squadra di persone competenti, al di fuori degli schematismi politici, governando bene il paese, molto meglio di quando ho acquisito esperienza. Paradossalmente, il paese l’ho governato meglio nel 1993 (primo mandato) quando ero libero da questo sistema complesso. E’ fondamentale lo spirito e l’entusiasmo che si riesce a trasmettere in una squadra di governo e nella cittadinanza. Con l’attuale sistema, invece, fondato sulle contrapposizioni puoi fare molti punti d’oro ma nessuno se ne accorge, tanto che questi ultimi quindici anni, per Polignano hanno rappresentato una svolta. Per questo è necessario cambiare, il sindaco non può essere di parte ma è una figura al di sopra delle parti. Bisogna superare la contrapposizione e la mancanza di cultura politica. Questo paese, oggi non ha bisogno di contrapposizioni, ma di gente seria che si metta attorno a un tavolo, non per demonizzare l’avversario ma per cercare di costruire un progetto credibile che già al 90% è stato fatto e che ora bisogna solo concludere.

I partiti hanno fallito nel loro compito, la politica ha fallito totalmente e allora diciamocelo, non è riuscita a coinvolgere i cittadini e da questi è lontanissima. Forse questo ricambio dovevo effettuarlo ancora prima, l’ultima volta non avrei dovuto candidarmi, è stato un errore, oggi però sono in grado di capire che il cambiamento è indispensabile.”

Ha un suo candidato?

“Io vorrei che il mio candidato ideale fosse una figura che possa fare le stesse cose che ho fatto io nel 1993, quando portai al paese entusiasmo, cambiamento, contribuimmo a creare un clima sereno, lontano dalle contrapposizioni. Il mio sindaco non è una figura che debba contrapporsi all’altra in termini di demonizzazione, valutando solo ciò che l’avversario non ha fatto.”

Quindi come valuta una contrapposizione tra Domenico Vitto e Angelo Bovino candidati alla carica di sindaco per le prossime comunali?

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La ritengo vecchissima, fuori dal tempo. La ritengo non giusta per la rivoluzione che vogliamo tutti. Lo dico senza voler sminuire le due figure. Ritengo che tale contrapposizione non sia una novità, ma un qualcosa che farà rimanere la situazione così com’è, senza un vero cambiamento. Nel ’93 ho sognato un paese migliore e ho contribuito a realizzarlo. Polignano oggi non è la stessa cosa. Serve un cambiamento e un ultimo sforzo, perché grandi cose sono state fatte in questi ultimi anni. Va modificato anche l’approccio istituzionale: i cittadini devono partecipare di più. Non si possono scaricare tutte le colpe sui politici, perché allo sviluppo della città contribuiscono tutti, anche i cittadini.”

Il suo consenso è al centro di un dibattito. Che fine farà questo consenso alle prossime elezioni?

“Il mio consenso, se si andasse a votare domani, rimarrebbe tranquillamente a casa sua votando la persona più adatta a interpretare le esigenze del nostro tempo”.

di_giorgioMa i suoi elettori chi voterebbero?

“Con i miei elettori mi confronto sui temi della politica. Spesso si lasciano guidare da me, e so che a loro piacerebbe un ricambio generazionale. C’è un dato certo: quando ai miei proposi di fare una lista con nuovi candidati e volti nuovi, i miei amici non accettarono. La sinistra ha detto “no alle liste”. Infatti volevano che io mi candidassi senza formare alcuna lista. Ora, al di là della mia posizione politica, in questo momento, a livello nazionale, è chiaro che voterei il Pd, ma a livello locale le cose stanno diversamente. Il meccanismo delle contrapposizioni va superato e questo è un problema di tutti i politici. Se Angelo Bovino si tirasse indietro dalla prossima competizione, proponendo un volto nuovo, sarebbe molto più apprezzabile, da parte mia e di tutta la cittadinanza.”