CASINI E FITTO A POLIGNANO: L'ITALIA DOPO BERLUSCONI

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A POLIGNANO L'ITALIA DEL DOMANI: INCIUCIO DI RESPONSABILITA'

Fitto e Casini: 'Serve dialogo. L'Italia rischia il caos e la fine della Grecia'

 

 

C’è aria d’inciucio o d’intesa (a seconda dei punti di vista) tra Pd e Pdl che sembrano fare fronte comune per invocare un nuovo governo di responsabilità e di transizione verso il dopo berlusconismo. Queste le impressioni e i commenti nel dietro le quinte, a margine del dibattito di ieri sera, a Polignano, che ha visto avvicendarsi sul palco di piazza San Benedetto il ministro Raffaele Fitto (Pdl), l’on. Casini (Udc), il segretario CISL Raffaele Bonanni, l’ex ministro Giuseppe Fioroni (Pd). Ha moderato il direttore Giuseppe De Tomaso, ha introdotto Gero Grassi (Pd).

Molti adepti politici, pochi cittadini. Organizzato dall’associazione “Il Domani d’Italia” vicina a Fioroni e alla corrente cattolica del Pd, il dibattito si è consumato sopra gli occhi attenti e vigili delle prime file, occupate da esponenti di spicco del Pdl e che dovranno decidere il da farsi rispetto alle prossime elezioni (Polignano compresa). Il Pdl si è presentato compatto (mancava solo Quagliariello che sponsorizza Eugenio Scagliusi).

In prima fila sguardi che incrociavano imploranti gli occhi quasi impenetrabili del ministro Fitto e di Casini, quest’ultimo un po’ sfuggevole e che è dovuto andar via presto. Stasera, invece, toccherà a Vendola. La prima fila del Pdl, compatta, in platea è così composta: Michele Boccardi, on. Elvira Savino, Antonio Distaso (coordinatore regionale Pdl), Rocco Palese, Tato Greco (appena Tato va via, il sindaco Bovino - su cui sono puntati gli sguardi degli uomini di Fitto per le prossime amministrative a Polignano - prende il suo posto).

ELEZIONI O GOVERNO DI RESPONSABILITA’? - Casini chiede a Berlusconi di farsi da parte e propone, quindi, un dialogo tra Pdl e Pd: “Le duecasini-polignano-fitto grandi forze politiche, Pdl e Pd, sono chiamate a dare risposte a questo problema di fondo. Io nel mio piccolo lavorerò perché ci sia questo dialogo. Vorrei, per esempio, che Fioroni e Fitto (ospiti nel dibattito e contrapposti politicamente, ndr) andassero d’accordo.”

Intanto, le notizia di poche ore fa, su tutti i quotidiani online nazionali, seguono la scia del dibattito: Pd, Idv, Sel e Udc, ma anche Fini (Fli e Terzo Polo) chiedono a Berlusconi di farsi da parte. Il più duro è Gianfranco Fini, presidente della Camera, che commenta le ultime intercettazioni sull’inchiesta escort di Bari, e Berlusconi che, al telefono con Gianpi Tarantini, ammette: “Faccio il premier a tempo perso !”. “Al Paese non serve un presidente del Consiglio a mezzo servizio – ha tuonato Fini alcune ore fa - auspico un nuovo esecutivo".

E poi ci sono i dubbi di Bossi (Lega) che alcune ore fa ha escluso che il governo possa durare fino al 2013, ossia alla scadenza naturale: “Il 2013 è troppo lontano”- ha risposto il senatur ai giornalisti.

bovino-fitto-casiniFITTO E L’AMICO FIORONI - Da Polignano, con i riflettori di tutti i giornali e telegiornali locali e nazionali puntati, Casini invoca quindi un governo di responsabilità, per una transizione morbida verso il “dopo berlusconismo”.

Il ministro Fitto (Pdl) definisce Fioroni (Pd) suo “amico”. Baci e abbracci tra esponenti regionali del Pd e del Pdl nelle retrovie (foto esclusive nel prossimo numero).

Pd e Pdl uniti nella stessa sorte: ridisegnare insieme il dopo berlusconismo, prima di andare tutti a casa: “Tutta la classe politica – dichiara non a caso il leader Udc - sarà sommersa al termine di questo corso politico berlusconiano. Non ci saranno né buoni né cattivi. Sta nascendo un vento di antipolitica uguale a quello di vent’anni fa”.

Il problema è come arrivare al dopo Berlusconi: a quale prezzo? cambiando la legge elettorale? Con un governo di transizione o con le dimissioni del premier e le elezioni subito? Pd, Pdl e Udc non vogliono le elezioni immediate, sembrano piuttosto formare un comitato di liberazione nazionale, tutti vogliono che Berlusconi vada a casa, ma attraverso un passaggio morbido, in stile bicamerale del ’97, altrimenti si rischia il caos; e su quest’ultimo punto sembrano concordare tutti. Fitto:“Dobbiamo ritrovarci – apre al Pd – per mettere in campo un percorso di dialogo, in caso contrario l’Italia rischierebbe un caos”. Casini: ”Siamo in una tempesta. L’Italia rischia di fare la fine della Grecia”.

POLITICA LOCALE - La situazione infondo non è poi così diversa da quella locale: tutti si interrogano sul dopo Bovino e sull'alternativa di risposta all'avversario Vitto. A tal proposito, l'on Distaso non esclude le primarie per le prossime amministrative (inclusa Polignano).

Ma c’è un dato che per quanto possa sembrare trascurabile, merita una riflessione. E’ sulla fredda accoglienza riservata ieri sera al sindaco Bovino e a Domenico Vitto da parte della platea che bisogna riflettere. La portata dei due interventi - anche se il primo più conciso (Bovino), il secondo imbarazzante (Vitto che riesuma la Festa della Margherita e accosta dibattiti politici e turismo come se fossero la stessa cosa) - significa aver fatto un passo indietro nella cultura politica locale. Ma su questo ci torneremo.

Quanto alla politica nazionale (non proprio staccata da quella locale) c’è un dato di fatto. Ammetterà Casini, in conclusione di intervento, che “le manovre per il dopo Berlusconi sono cominciate”. E su questo non avevamo dubbi.