SABATO 17 VENDOLA SARA' A POLIGNANO
Previste iniziative e proteste per il pronto soccorso chiuso di notte
Se Maometto non va alla montagna, beh… è la montagna che va, chiaro. Così Vendola non avrà scampo. Pur disertando il consiglio comunale di martedì sera, a Polignano, per discutere sulla chiusura notturna del pronto soccorso disposta dall’Asl, il governatore sarà comunque a Polignano sabato prossimo, 17 settembre alle ore 19 in piazza San Benedetto per un pubblico dibattito.
Oltre alla raccolta firme promossa dal presidente del consiglio Onofrio Torres, con banchetto stto l’arco marchesale nel fine settimana, stanno nascendo iniziative spontanee in virtù della visita del governatore a Polignano.
“Il pronto soccorso chiude. Chiedetelo al Governatore”, è l’iniziativa promossa da Giuseppe Silvio L’Abbate tramite facebook e che ha già ricevuto numerose adesioni. L’appuntamento quindi è a sabato 17 settembre, stesso giorno stessa ora, quando Vendola dovrebbe prendere la parola durante il dibattito. Già da oggi i polignanesi troveranno nella cassetta della posta i volantini che L’Abbate propone di sventolare con insistenza durante il dibattito pubblico di sabato con Vendola. “E’ la nostra occasione per dimostrare a tutti che i Polignanesi sono un popolo di gente che ha un gran cuore ma non accetta prese in giro!”-
IL DIBATTITO - Intanto però, la chiusura del pronto soccorso divide l’opinione pubblica. “A cosa serve un pronto soccorso così? La verità è che è chiuso da anni…” – si domandano in tanti su polignanoweb e su facebook?
Finora, pochi politici locali hanno avuto il coraggio di ammettere la trasversalità politica del fenomeno, che è semplice da illustrare: un sistema di gestione appalti sanitari (dalla matita per l’ufficio alla protesi sanitaria) clientelare e basato sul carico della base d’asta per dividere tangenti tra gli accoliti. Come del resto era chiaro fin dall’inizio che il piano del ministro Fitto, all’epoca governatore di Puglia, sarebbe stato inevitabile, tanto che è tuttora in attuazione.
“Il piano di Fitto voleva fare lo stesso... - scrive Paolo su facebook - quel piano lo stanno attuando adesso... io piuttosto chiederei a Berlusconi: "Perché scagionare Tarantini?" Non è lui, e quelli come lui la causa del buco della sanità Pugliese?”
“Il pronto soccorso – ribatte Giuseppe L’Abbate – lo si vuole tenere volutamente in quelle condizioni proprio per far si che nessuno lo utilizzi e quindi farlo risultare un costo inutile da tagliare!”.
Il dott. Francesco Maringelli propone una soluzione: “secondo me non è una cattiva idea chiudere un servizio di fatto inesistente e favorire l'accesso dei codici rossi al pronto soccorso Monopoli, nell'ottica semmai di potenziare quel servizio. Per il nostro territorio proporrei invece (o meglio, potrei proporre in AReS) di potenziare il servizio 118 con medico a bordo, in maniera da poter eventualmente raggiungere le T.I. di Bari o Brindisi nel più breve tempo possibile. In altre parole, non cento piccole tende da campo ma pochi e buoni nosocomi adagiatamente attrezzati ed i mezzi per raggiungerli nel più breve tempo possibile”.
I COSTI, GLI SPRECHI E IL SISTEMA TARANTINI -
Secondo alcuni recenti dati diffusi da Il Sole 24 ore l’indebitamento di Asl e ospedali nel 2008 ha toccato quota 50 miliardi di euro, quasi la metà dei fondi destinati ogni anno alla tutela della salute pubblica. Nel 2009 ha superato il record, che continua a salire e che dovrà arrestarsi a seguito di tagli e piani di riordino ospedalieri. La vera piaga è il debito verso i fornitori che nel 2008 ammontava a 30,7 miliardi di euro (il 65% su debito totale).
Il debito verso fornitori è troppo spesso al centro di scandali come è accaduto di recente in Puglia: vedi il sistema Tarantini & C. con appalti truccati per protesi sanitarie e forniture Asl. Tarantini - lo stesso che tra l'altro riforniva di escort l'harem di Berlusconi - è personaggio noto negli ambienti di centrosinistra e centrodestra (vedi il caso Tato Greco (centro-destra) e il caso Tedesco (centro-sinistra)).
Il sistema prevede anche accordi per favorire alcune aziende fornitrici in cambio di tangenti. Nel febbraio scorso i finanzieri arrestarono Vito Caiati, 63 anni di Bari, ex direttore amministrativo del presidio ospedaliero di Altamura e Putignano e Michele Dibattista, 59 anni di Gravina, responsabile dell’Ufficio Economato dello stesso presidio ospedaliero. Secondo le indagini della Procura gonfiavano i prezzi di articoli ospedalieri fino al 1200%. Il sistema è sempre lo stesso: tangenti sulle forniture Asl. Si potrebbero citare tanti altri casi.
Nel 2008, Lazio e Campania erano al top strozzate da 8,9 e 6,8 miliardi di debiti: in queste due regioni ogni cittadino è in rosso per 1.589 e 1.178 euro, con una media nazionale comunque ragguardevole che vale 796 euro a testa per ogni italiano. Nel 2009 in Puglia, il debito ha superato il miliardo di euro con un disavanzo annuale in quell’anno di 282 milioni - periodo di massima esposizione mediatica per lo scandalo politico sugli appalti più trasversale della storia pugliese. Cifre che hanno costretto i governatori ad adottare misure straordinarie, ovviamente a danno dei milioni di pazienti e contribuenti, dopo che un piccolo stormo di avvoltoi si è avventato sul cadavere del sistema sanitario nazionale.
Uno dei tanti campanelli d’allarme in Puglia è stato suonato nel 2007, quando Confindustria strigliò la giunta regionale: il debito all’epoca era di 622 milioni di euro e cresceva in maniera spropositata. Debiti verso fornitori non contabilizzati, poiché rientranti nelle spese di gestione delle Asl. E pensare che un articolo pubblicato anni fa su LaVoce.info annoverava la Puglia tra il gruppo di regioni virtuose nel periodo 2003-05. Il sistema pugliese contava solo sulla capacità di controllo della spesa, senza ricorrere all’imposizione fiscale, riuscendo solo in apparenza a contenere il deficit su bassi livelli. In apparenza, perché come dimostreranno le successive indagini, il debito era perlopiù sommerso.
Sprechi e lussi che pagheremo noi comuni pazienti, vittime e complici perché poco informati e perché non facciamo nulla per contrastare realmente il sistema.
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Commenti
francamente di quello che Lei ha scritto,ho capito ben poco...tanti giri di parole...eppure in altre circostanze (assunzioni regolarissime,peraltro riguardanti vincitori di concorso con titoli come laurea o diploma), Lei ha espresso tutto il suo disappunto,essendo quindi PRECISO nel prendere delle posizioni...e ora???...confidiamo nelle sue CAPACITà e POTENZIALITà,così come ha sempre fatto...o forse...Lei è di parte???tutto nel rispetto di quei ragazzi che continuano a studiare per poter vedere il proprio futuro roseo...e non vedersi scavalcati da queste figure!!In questo paese si grida allo scandalo per assunzioni regolari..e per questo tipo di assunzioni No...roba da pazzi!!!tutto tace...nessuno fiata!!!CHISSàPERCHè.....concordo quindi con Giovane Laureato e Indignato.
3) dipendenti assunti dalle cooperative amiche dell’ ex assessore regionale, ex amico di Niki, con la qualifica di INSERVIENTI, che svolgono funzioni di amministrativi, aspettando la stabilizzazione senza un regolare concorso;
Sono state due assunzioni che indignano, soprattutto constatando l'identità delle 2 persone assunte, ma purtroppo a suo tempo (2 anni e mezzo fa) nessuno dei giornali locali ha sollevato lo scandalo.
Esiste la Procura, bisognerebbe fare degli esposti circa la regolarità delle assunzioni e soprattutto per stoppare le eventuali stabilizzazioni irregolari prima che sia troppo tardi.
Purtroppo si sollevano polemiche per tante questioni meno importanti, mentre per quelle 2 assunzioni senza concorso che sono uno schiaffo per tutti i giovani diplomati e laureati che si affannano a fare concorsi onestamente, siamo stati tutti zitti, compresi i giovani di cui sopra che invece di andare a Bari in Procura hanno fatto spallucce di rassegnazione.
Mi auguro di vedere questo mio intervento pubblicato, sto solo riportando cose che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini (basta recarsi alla ASL) non sto scrivendo nulla di "segreto". Grazie.
Il problema sta nel fatto che la cosa pubblica non è gestita come un'azienda, ma come una mucca da mungere!! I risultati: partiamo dal nostro piccolo....
1)Una struttura fatiscente;
2)Poliambulatori non funzionanti ma che comunque hanno medici pagati che non lavorano (lo sapete che a Polignano ci sono 2 dentisti che chiaramente non lavorano perchè non ci sono i riuniti ma che vengono profumatamente pagati?);
3) dipendenti assunti dalle cooperative amiche dell’ ex assessore regionale, ex amico di Niki, con la qualifica di INSERVIENTI, che svolgono funzioni di amministrativi, aspettando la stabilizzazione senza un regolare concorso;
x CITTADINANZA ATTIVA....... tu che sei l’unico nel nostro paese che esponi i tuoi punti di vista in maniera corretta, puntuale e trasparente perché non ti interessi a queste problematiche e soprattutto al 3° punto? Perchè nessun giornale locale ha mai alzato la voce su queste assunzioni e stabilizzazioni clientelari?
Si, al dialogo per risolverlo.
Non ho mai votato Vendola e non so se nai potrei votarlo.
Immaginiamoci però nei suoi panni.
Un buco enorme nella sanità, interamente da gestire.
Una falda provocata di vari, Cosentino, Tarantini, Tedesco ed i vari Direttori Generali.
Uno consiglio che potrei dare stasera, e di impegnarsi giurdicamente, che il BUco Nero, lo risanano i su indicati Attori, con la cofuìisca dei LORO BENI MATERIALI ED IMMATERIALI.
Il problema è che noi non abbiamo politici di peso in merito, Mentre Monopoli li hà sempre avuti, vedi Conversano da quando non hà piu' politici che fine sta facendo il Jaia.
Saluti