In merito alla questione del Museo di arte contemporanea “Pino Pascali”, del quale le opposizioni denunciano un presunto stato di abbandono, ha voluto far chiarezza il consigliere comunale Nico Giuliani, presidente della Commissione Cultura del Comune di Polignano a Mare.
Quali sono le contestazioni rivoltevi?
“Ci accusano superficialmente di dimenticanze e negligenze amministrative, ma quel che i cittadini devono sapere, e probabilmente sanno, è che il nuovissimo Museo “Pino Pascali” è ormai pronto ad aprire i battenti e ad ospitare un luogo destinato alla cultura ed all’arte che Polignano merita. Uno spazio tout court che darà la possibilità di esporre mostre e collezioni d’autori di livello internazionale e che dovrà essere inevitabilmente un’ulteriore propulsione alle dinamiche turistico-economiche del nostro paese”.
Se il museo è pronto, quali motivi ostano alla sua apertura?
Polignano dovrà ancora attendere, e non certo per ritrosie o inefficienze Comunali. Infatti, la Fondazione Pino Pascali – magistralmente presieduta dalla dott.ssa Rosalba Branà – che dovrà occuparsi della gestione del museo stesso, risulta essere, tra gli altri, destinataria di un fondo finanziario stanziato dalla Regione Puglia, conditio sine qua non per avviare l’attività e per far fronte alle prime impellenti necessità (trasporti di opere d’arte compresi)”.
A che punto è, dunque, l’iter per concretizzare tale finanziamento?
“E qui si svela l’arcano. La Regione Puglia, per effetto della nota violazione del “patto di Stabilità” totalmente imputabile al “virtuoso” governo Vendola, ha revocato a data da destinarsi tutti i trasferimenti già previsti e deliberati per rientrare in tempo utile nel disavanzo contestatogli, pena una severa sanzione che costerà a noi Pugliesi ben 500mila euro”.
“È grave – prosegue il consigliere Giuliani – che siamo noi a pagare le conseguenze del mancato rispetto del Patto di stabilità. Ed è ancor più grave che oltre al nostro Museo pronto ma non utilizzabile, paghino anche i lavoratori, costretti a cedere il posto di lavoro per i tagli operati dalla Regione stessa. Se non bastasse: finanziamenti POR bloccati, domande di mobilità congelate e i famosi riordini ospedalieri che ormai non fanno più notizia. Queste informazioni però su certi manifesti non compaiono, chissà perché”.
“Aggiungo, anche, che l’edificio risulta ancora recintato a mo’ di cantiere per evitare i soliti e deprecabili atti vandalici – muri imbrattati e danni a cose di cui purtroppo siamo preda continua – che violano e deturpano gli scorci più caratteristici di Polignano. E notizia di qualche giorno fa che l’azienda fornitrice di energia elettrica ha finalmente provveduto al collegamento della rete per l’erogazione del servizio, fondamentale per attivare l’impianto di videosorveglianza che si spera potrà scongiurare e deprimere l’inciviltà dei soliti ignoti.
“La morale – conclude Giuliani – è che il Museo è pronto ma paghiamo i ritardi e le mancanze di altri, alleati politici di chi oggi ci imputa quelle colpe che evidentemente non ci competono”.
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Commenti
Smettiamola per il nostro bene con il tifo da stadio...apriamo gli occhi e soprattutto facciamoli aprire a chi ci governa...
Non comportiamoci da tifosi...dobbiamo essere obiettivi! Non è più possibile avallare bei discorsi e prese per i fondelli...mattiamo da parte le cose buone fatte e lavoriamo su quanto di migliorabile c'è...
quanto dice antonio sardano è vero così come la beffa della discarica di conversano (abbiamo accettato i rifiuti da lecce e oggi il nostro territorio non sa dove mettere i propri)...
Anche io ho votato vendola e proprio per questo sento più forte in me il diritto di contestare le politiche che ritengo sbagliate!!!
Cerchiamo di cambiare mentalità e di essere obiettivi nel giudicare l'operato dei nostri politici solo così forse riusciremo a spronarli nel fare meglio per il bene di tutti...
Quindi ricapitoliamo, nel 2005 Vendola ha preso un bilancio sanitario in attivo con + 9 milioni di Euro.
Ieri la Corte dei Conti ha certificato un deficit sanitario spaventoso di -2.7 miliardi di Euro.
Nemmeno Bassolino avrebbe fatto peggio.
Ma con quale faccia tosta si parla di Lega e Tremonti, ma quelli hanno solo ragione e ci dobbiamo solo vergognare di politici come Vendola.