CASO CHIMENTI: APPROVATO IL DEBITO FUORI BILANCIO
Rissa in aula. Colella esagera, il Sindaco attacca. Clima da campagna elettorale e volano di nuovo gli insulti.
Voto contrario dell’opposizione e favorevole della maggioranza. Riconosciuti così i tre debiti fuori bilancio. Ieri sera, il consiglio comunale si è trasformato in un vero circo barnum. Il confronto, inizialmente placido tra maggioranza e minoranza è sfociato in uno scontro duro, a tratti penoso. Vi faremo ascoltare i fuorionda a microfoni spenti della lite tra il sindaco Bovino e il consigliere Salvatore Colella.
Il clima è quello delle peggiori campagne elettorali di sempre.
DAI DEBITI ALLA TRICOM - Si sposta più volte l’asse dell’attenzione. Dalla discussione sui debiti fuori bilancio si passa con disinvoltura al caso Tricom e Tributi Italia, con il solito rimpallo delle responsabilità, con insinuazione e sospetti, caccia al colpevole e minacce vicendevoli di imminenti uscite di dossier.
Vito Giuliani agita per primo lo spettro delle famose carte e ricorda al consigliere d’opposizione Focarelli che “il dirigente Paladino fa comodo quando serve in alcuni momenti e diventa scomodo quando chiede che per entrare nelle scuole medie ad occupare le palestre pubbliche bisogna fare il pagamento”.
“Ecco perché uno cambia molto spesso opinione sui dirigenti. C’è qualcuno - ribatte Giuliani alludendo a Focarelli - che spesso cambia opinioni sui nostri dirigenti per interessi personali. Il dott. Paladino è valido in alcuni momenti, non lo è in altri, quando è costretto a fare il cattivo per far rispettare la regolarità dei pagamenti”.
Gli interventi spingono a domandarsi, a questo punto, quanto siano dipendenti i dirigenti comunali.
La lite comunque, si innesca quando Angelo Focarelli chiede lumi sui 94mila 633 euro che il Comune è stato condannato a pagare in esecuzione di sentenza numero 130 del 2010 della Corte d’Appello di Bari. Un vecchio contenzioso tra il comune e la ditta di smaltimento rifiuti Chimenti, che aveva chiesto 1 milione di euro circa di danni. La causa risale al 1998.
E’ stata fatta una variazione di bilancio? Da quale capitolo prenderemo i soldi? Questi in sintesi gli interrogativi delle minoranze.
Nello scontro, il dirigente Paladino diventa l’oggetto del contendere. Il Tremonti del Comune di Polignano arriva più tardi in aula e chiarisce: “Sono state già accantonate delle somme. Ci
sono dei residui provenienti dagli precedenti che ammontano a circa 105mila euro.”
IL PRESIDENTE SOSPENDE I LAVORI - Nel frangente in cui si scatena la lite furibonda, il presidente Eugenio Scagliusi deve recitare una barzelletta sul valium, pur di stemperare gli animi. Il sedativo funziona, ed è solo l’anticamera verso lo scontro finale.
“Questo debito va riconosciuto immediatamente. A me - osserva il presidente - mi pare che si stia esagerando”.
Focarelli si difende: “Il mio era un intervento tranquillo e pacato.”
Secondo Vito Giuliani, il debito non era nemmeno da discutere: “dovevamo soltanto votarlo, poiché stiamo parlando di un contenzioso che risale al 1998. Ci attaccate su qualcosa che non abbiamo provocato noi. Dovevamo dare a questa ditta milioni di euro. Abbiamo risparmiato milioni e stiamo chiudendo il tutto con 90 mila euro. Nonostante tutto stiamo litigando.”
I PRELIEVI DAI FONDI DI RISERVA - I tre debiti fuori bilancio messi al voto dall’assise sono solo l’alibi per aprire il capitolo fondi di riserva. L’amministrazione ha utilizzato dei risparmi dal fondo di riserva dedicato alle emergenze per coprire i costi di alcuni eventi dell’estate e per le feste religiose nelle contrade di campagna. 2mila euro per la Festa del Cristo e 500 per quella di San Cosimo.
L’opposizione non ci sta. Salvatore Colella redarguisce per primo: “Quei soldi vanno impiegati per ragioni più serie, e non per la rassegna estiva frutto della cattiva organizzazione dell’estate polignanese o per contributi a festicciole di campagna. Vi sembra un fatto normale?”.
BOVINO: 'AMMINISTRAZIONE DI QUALITA'' - Intanto che scoppia la lite sulla Tricom e su vecchi rancori, il sindaco Bovino difende la “qualità eccellente della sua amministrazione”. “Sappiamo tutti che quel fondo di riserva è specifico e va rimpinguato. L’opposizione vende fumo – attacca Bovino - e questo difficilmente sfuggirà agli occhi degli elettori”.
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