Sabato 19 Gennaio 2019
   
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POLITICA E SPORT PER STRAPPARE VOTI AI TIFOSI

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Da due giorni un singolare manifesto colora di rossoverde i muri della città. Questa volta però, la pasquinata porta la firma di Umberto Silvestri, presidente onorario del Club supporter della Polimnia calcio, retrocessa in prima categoria. Probabilmente non è la ripicca della retrocessione che spinge Umberto a sfogarsi in esclusiva ai nostri microfoni. Lui ha gestito per tre anni la società e dell’attuale conduzione societaria contesta tutto.

Lo abbiamo contattato e ci fa delle rivelazioni sconcertanti. Ancora una volta, affrontiamo un tema delicato, non nuovo sulle nostre colonne: Silvestri ci parla di fitti e oscuri intrecci tra sport e politica. Il mercato dei voti si è sostituito alla campagna acquisti del calciomercato. Una società lottizzata proprio come la Rai, gestita dalla politica di Palazzo. Una società-serbatoio dal quale attingere fonte di sostentamento vitale per oliare gli ingranaggi delle poltrone: i voti. Gli strascichi delle passate elezioni provinciali, il malcostume del voto di scambio, sono tuttora evidenti, e giocano brutti scherzi, anche a Palazzo di Città: ne abbiamo avuto prova l’estate scorsa.

Silvestri, di chi sono le responsabilità della retrocessione?

“Secondo me sono tutte della società. Gestita male, con persone non esperte. il calcio non è come la politica, se si fa politica non si può fare il calcio. Loro hanno mischiato il calcio con la politica. Quindi i risultati sono questi.”

Chi ha mischiato il calcio con la politica?

“Questi dirigenti, consiglieri comunali che hanno preso la squadra. Qualche consigliere di maggioranza che ha contribuito alla squadra.”

Qualche nome?

“Dino lamanna so che cercava dei fondi per la squadra, quindi è stato lui il promotore di questa società, di questa gestione con degli imprenditori di Monopoli. Poi questi imprenditori di Monopoli hanno lasciato tutto dopo tre mesi e hanno continuato a gestire, e questi sono i risultati. Purtroppo la passione del calcio bisogna averla fin da piccoli. E non vedere qualche domenica il campo pieno, e pensare ai voti e poi poter gestire la Polimnia per sfruttare delle campagne elettorali.”

Per cercare consenso…

“Consenso, esatto. Noi non l’abbiamo mai fatto. I tifosi sono stati abbagliati. Questi dirigenti si sono scatenati quando Domenico Vitto ha preso quei voti alle provinciali, quindi volevano conquistare una fetta di questi voti. Poi sappiamo com’è andata, che sono scappati tutti: zero tifosi e retrocessione”.

Cosa rimpiange della sua gestione?

“I risultati si vedevano. Credo che veniva gestita in un modo serio, competente calcisticamente. Poi la gelosia di qualcuno…”

Qualcuno che l’accusò di aver fatto sperpero di danaro, ricorda?

“Di fare sperpero, che noi avevamo preso dei soldi dagli stipendi, ci avevano accusato di tutto. Come dire, togliti tu che mi devo mettere io. E i risultati sono questi, sono spariti tutti i tifosi. E in più questa retrocessione clamorosa, perché noi solamente sappiamo che vuol dire avere una squadra, trovare soldi, vincere un campionato di categoria che è molto difficile.”

Quanti soldi ci vogliono per gestire questa squadra, stipendi dei giocatori inclusi.

“Per salvare una squadra in campionato di Promozione bisogna trovare almeno 80-90mila euro. Ciò che hanno trovato loro. Però gestiti male si retrocede.”

Che significa gestiti male?

“Negli acquisti dei giocatori…”

Pagati troppo?

“No, forse no. Acquisti sbagliati, ruoli sbagliati, troppi ex giocatori, troppi ragazzi giovani ma gestiti male. In un’altra maniera la Polimnia si poteva salvare tranquillamente. Mi dispiace tanto per l’allenatore Maurizio Tateo, per la sua prima esperienza negativa. Lui sicuramente, non ha nessuna colpa perché ha messo tanto impegno. Quando la gestione societaria non funziona, ci sono questi brutti scherzi.”

L’assessore allo sport è un tecnico. Come valuta il suo assessorato in questo primo anno?

“Io sono un amico di Mimmo Laselva. Prima di diventare assessore ha gestito con me la Polimnia calcio come presidente. Diciamo che insieme, all’inizio, abbiamo gestito tranquillamente, siamo andati anche noi in difficoltà per trovare fondi, è difficile trovare sponsorizzazioni, però alla fine siamo riusciti a portare la salvezza, anzi abbiamo sfiorato anche i play off. Per motivi economici non abbiamo continuato, abbiamo mollato un po’ perché, per fare i play off, bisognava mantenere un altro mese in più tutti i giocatori. Quest’anno so che non si è avvicinato alla squadra, forse non è stato coinvolto da nessuno, dagli altri consiglieri che stavano nella dirigenza. Non so che cosa sia successo, ho notato però un distaccamento anche dall’assessore. Quindi vuol dire che non funzionava niente, ne tra assessori e consiglieri, dirigenti, giocatori allenatore. La squadra è andata alla deriva.”

Tornerà a dirigere la squadra?

“Sicuramente tornerò a dirigere qualche squadra perché da piccolo ho seguito sempre la Polimnia e quindi sono appassionato delle squadre locali. Non nascondo che quest’anno mi è mancato tanto, sono deluso di questa retrocessione. Ho qualcosa in cantiere… O la Polimnia o qualche altra squadra sicuramente”

Ma alla Polimnia tornerebbe?

“Tornerei tranquillamente se ci fosse una pulizia totale. Dirigenti, presidenti, direttore sportivo, segretario, anche Tonino Zupo, si devono dimettere tutti. Stavolta anche Tonino Zupo.”

Perché l’altra volta no?

“Perché Tonino è un uomo importante per la Polimnia. Però se c’è la salvezza non si discute. Ma quando si retrocede così clamorosamente, con tanti soldi spesi e qualche stipendio che ancora non arriva, non si perdona a nessuno.

Invito Tonino Zupo e tutti quanti a dimettersi e lasciare campo libero a qualsiasi altro imprenditore che possa prendere questa squadra e ripartire da zero. Poi, in corso d’opera, può darsi che il nuovo presidente voglia Tonino zupo, Dino Lamanna e tutti gli altri,però bisogna dimettersi e ripartire. Adesso bisogna dimettersi e lasciare il campo libero, consegnare la squadra al sindaco, perché se consegnano la squadra al sindaco sono sicuro che qualche gruppo di imprenditori si affaccerà a discutere di come allestire il prossimo campionato di prima categoria che, vorrei ribadirlo, è molto più difficile della promozione. Quest’anno il livello della prima categoria era molto più alto della promozione. Ci sono tanti giocatori che non possono giocare in eccellenza o in serie D, e quindi rimangono nei paesi propri e limitrofi. Salvare una squadra in prima categoria non è facile. Poi a dirigere le partite ci sarà solamente un arbitro senza guardalinee.

Spero che vadano tutti via, così si avvicina qualche imprenditore, forse anch’io in questo gruppo di imprenditori… Se vanno tutti via possiamo rifondare una nuova società e poi allargare a tutti quelli che vogliono collaborare.”

Non ci saranno campagne elettorali nella prossima stagione, e voti da intercettare tra i tifosi…

“Non ci saranno, certo. E ci vuole una persona che conosca bene i campionati che gestisca un gruppo di imprenditori di solito, calcisticamente fuori dall’ottica dilettantistica. Gli imprenditori sono abituati a vedere serie A e serie B. Polignano merita la promozione, aveva una tifoseria che invidiavano tutti. Trasferte di 2-300 persone fuori casa non sono da tutti.”

 

ASCOLTA ANCHE L'AUDIOINTERVISTA DEL 2009 SU COSTI E GESTIONE SCAGLIUSI

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Commenti  

 
#4 vai umberto sei grande 2010-05-31 05:16
Voti e consenso. I tifosi della polimnia dovrebbero indignarsi. usati e sfruttati dalle amministrazioni di turno per conquistare voti. QUesto non è sport, è SCHIFO.
Ci sono tante società sportive a polignano che con sacrifici e per diffondere i valori dello sport, non hanno nemmeno un contributo. Questa associazioni fanno vero sport e non se le fila nessuno perchè non hanno voti da dare ai nostri politicanti.
vedi come vengono dati i soldi a radio e televisioni e giornaletti credendo di poter assicurarsi consenso per le elezioni e tenerli a bada. e la cosa buffa e che questi politicanti sbagliano pure calcolo e investimento, perchè questi giornaletti e televisioni sono mercenari della peggiore specie: quando cambia il vento, cambiano simpatie politiche e le migliaia di euro si volatilizzano come per magie.
meditate gente!
 
 
#3 vitostoppa 2010-05-27 22:28
UN SOLO DETTO VIGE DA TANTI ANNI:

NIENTE BANDA A MONOPOLI, NIENTE ASSOCIAZIONE A POLIGNANO.
 
 
#2 vitostoppa 2010-05-27 22:26
quest'anno si è chiuso un grande anno sportivo per la nostra città. se prima il barile lo si stava solo raschiando, ora l'abbiamo sfondato.
con la retrocessione della polimnia e ovviamente non solo quella, posso aggiungere che.... A POLIGNANO NON SI PUO' FARE SPORT... facciamo altro.
un vecchio detto diceva: "niente banda a monopoli e niente associazione a polignano".
 
 
#1 pezzo pez! 2010-05-27 17:50
umberto sei un grande. fatti forza e vai avanti. (meglio solo che male accompagnato)
 

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