Sabato 19 Gennaio 2019
   
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INTERVISTA DI GIORGIO: SECONDA PARTE

digiorgiomazzone

Pubblichiamo la seconda parte dell’intervista. Nella prima abbiamo segnalato il caso del Pd, dei corteggiamenti di Di Giorgio e della chiamata al redde rationem di alcuni esponenti della sezione locale di partito; un richiamo all'ordine dal quale l’ex primo cittadino, imbarazzato, sembra aver preso le distanze: “Qualcuno del partito - dichiarò ai nostri telefoni il dottore a proposito dei presunti inciuci con Bovino e con parte del centrodestra - aveva bisogno di essere tranquillizzato rispetto alla mia posizione. A me è sembrata una cosa ridicola che io debba tranquillizzare.”.

Nella seconda parte che segue, Di Giorgio ribadisce la necessità di dare delle risposte a contenuti, elaborare un programma, prima ancora di individuare il candidato sindaco - "Vitto non voglio nemmeno nominarlo come figura potenziale..." - e indica la strada che il Partito Democratico dovrebbe intraprendere: "Vogliamo proseguire sulla linea del 1993-2000 quando ero sindaco e che è stato il periodo più bello di Polignano? Oggi mi aspetto che il mio partito prosegua su quella linea".

E' forse un avvertimento ai suoi?

Riprendiamo ora dalle proteste e dall'alzata di mani di Simone Di Giorgio. RILEGGI QUI LA PRIMA PARTE E I COMMENTI

“...Io oggi dovrei lasciare il partito per iniziare un’avventura e non far eleggere Domenico Vitto? Questa è davvero fantapolitica o rimescolare nella cacca. E’ una sorta di macchinazione messa in moto”.

Da chi?

“Non saprei, non lo immagino. Qualcuno che vuole spostare l’attenzione e iniziare la strategia politica di demolizione anche della nostra parte politica. E poi, diciamo che di me non hanno parlato manco quando ero sindaco. Ora che sono libero, non sono consigliere, si accorgono all’improvviso che esisto? Lo sai che non ho mai avuto un buon rapporto con i giornali, nel senso che le metodiche che usano sono fuori dalla mia logica. In una competizione elettorale conta quello che fai. Ho appoggiato il Pd nell’ultima elezione, ho appoggiato Domenico Vitto alle provinciali, quindi dire che io stia andando via dal Pd mi sembra una cosa ridicola.”.

Che cosa pensa di Bovino e di Eugenio Scagliusi?

“Eugenio rappresenta quella che può essere per me una modalità di fare politica al di là delle posizioni. C’è un rispetto dell’altra persona e dell’altro competitore che fa di Eugenio una persona corretta, che dice quello che pensa. Questo è un dato di fatto. Se poi questo significa fare inciuci… Ma poi che importanza ha dire cosa penso di Bovino. Io non sono mai stato alleato di Bovino, non penso niente, non è importante quello che penso io. Oggi devo pensare a quello che vuol fare il partito democratico per governare bene questo paese.”.

Mettiamola così: come sta governando Bovino?

“Sinceramente non credo che questo sia un paese soddisfatto, non era soddisfatto con me negli ultimi anni e attualmente non mi sembra ci sia una inversione di tendenza. Però ripeto, questo ha scarsa importanza, Bovino appartiene a un’area opposta alla mia. Mi sembra che parlarci bene o male l’uno dell’altro sia una cosa stantia. Io ho cercato di dare una linea di sviluppo a questo paese, contrariamente a quello che dice qualche giornalista che evidentemente non sa neanche di cosa sta parlando. Ripeto. Con Bovino non c’è nessuna intesa su niente, non c’è mai stata nessuna intesa…”

Neanche sul porto turistico?

“Ma quale porto turistico. Il porto è una cosa che volevo fare nel ’94, ma ci sono riuscito solo nel 2004, dieci anni dopo. Piuttosto dovremmo chiederci come mai chi ha una pubblica amministrazione per una cosa così importante impiega dieci anni…”

E tra l’altro oggi, i lavori per il porto sono pure fermi…

“No, no, che dici, non è fermo. I lavori partono, non è fermo. C’è un’opera come il porto che rappresenterà la completa variazione di quella che è l’economia del nostro paese, e poi questa cosa viene vissuta come una contrapposizione, un inciucio, mai come una cosa costruttiva per il paese. Allora, secondo me c’è anche un approccio malato su questa vicenda. Poi il fatto che io e Bovino abbiamo governato il paese in questi anni ci ha messi nelle condizioni di dover trovare cose che aveva fatto l’altro, come il porto, ma questo è un inciucio? Ripeto, sono del Pd, ho sempre contribuito a ricostruire questo partito. Se avrò qualcosa da dire sicuramente il partito sarà il primo a saperlo, non i giornalisti. Dico soltanto che la mia parte politica ci tiene a poter prendere in mano le redini della nostra comunità dando l’immagine di un profondo rinnovamento della classe dirigente. Prima ancora di pensare a chi deve essere il candidato sindaco, bisogna pensare a che cosa vuole proporre ai cittadini. Cosa vogliamo fare di diverso rispetto a quanto è stato fatto in questi anni? Dove vogliamo fare l’area Pip? Prima rispondiamo a queste domande, dopodiché sarà facile individuare il candidato sindaco.”

Si sente un traghettatore di anime del centrodestra e centrosinistra? Un Caronte?

“Non sono Caronte. Ho dato a questo paese una svolta e probabilmente, quando io davo la svolta a Polignano, la giornalista non era ancora nata. La giornalista che parla di me invischiandomi in beghe politiche che non mi appartengono e non mi interessano minimamente non sa che ho davvero dato una svolta a Polignano e me lo riconoscono tutti. La domanda è: vogliamo proseguire sulla linea del 1993-2000 quando ero sindaco e che è stato il periodo più bello di Polignano? Oggi mi aspetto che il mio partito prosegua su quella linea. Io oramai non posso prendere iniziative, non detto la linea del mio partito. Non sono né un organo amministrativo, né dirigenziale, partecipo da cittadino. Obiettivamente questo è il mio ruolo.”.

Ci tolga una curiosità. Che ci faceva quel giorno a Masseria San Tommaso? Evidentemente con persone vicine al centrodestra…

“La masseria San Tommaso è la sede che il consigliere regionale De Gennaro ha scelto per poter tenere un incontro con i miei elettori. Sarebbe stato inopportuno contrastare la scelta di De Gennaro. Che figura avrei fatto? E poi abbiamo una struttura di estrema bellezza… purtroppo la mentalità gretta, chiusa e provinciale del nostro paese porta a pensare che una festa realizzata in quella location significhi inciucio! Come le scelte che sono state fatte quando abbiamo portato la festa della margherita al Covo dei Saraceni, non tenendo conto delle appartenenze politiche, ma della logistica e dei servizi di una sala ricevimenti. Se il partito democratico ha scelto un percorso io sono per quella linea del Pd. Sono in linea con quello che decide il mio partito, il mio segretario Matarrese e i consiglieri.”.

VEDI ANCHE PRIMA PARTE INTERVISTA DI GIORGIO

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