LETTERA APERTA A GIALLUISI GIUSEPPE SANTE

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INDIGENI E QUERELE: LETTERA APERTA A GIALLUISI GIUSEPPE SANTE EX CONSIGLIERE COMUNALE

Gentile Gialluisi Giuseppe Sante,

Le scrivo in merito al commento di “Indigeno” che ha suscitato una Sua reazione, a mio avviso esagerata.  La scelta di molti commentatori di restare nell’anonimato è concessa da noi di Polignano Web come da tantissimi altri giornali on line, e anche se il mio più profondo rispetto va in direzione della gente che trova il coraggio di esporsi facendo seguire nome e cognome alle loro idee, non ritengo del tutto condannabile chi si nasconde dietro un nikname, anzi Le dirò che questa prassi dell’anonimato fa un po’ l’effetto del vino, liberando verità che diversamente sarebbero state se non celate, quanto meno elaborate in altro modo. L’anonimato disinibisce chi scrive e abbatte l’autocensura.

Il secondo punto che vorrei chiarire è che quando si è un personaggio pubblico, o anche solo una persona che lavora esponendo idee, pensieri, azioni come succede anche a noi che scriviamo gli articoli, sbagliando a volte, il fatto di essere sottoposti alle critiche è cosa del tutto normale, e penso che un reale interesse nei confronti del proprio lavoro imporrebbe agli interessati di vivere le critiche come strumenti di confronto e importanti osservazioni che possono indicarci una strada che non avremmo diversamente previsto verso il miglioramento.

Se si soffre di sindrome di irritabilità forse sarebbe meglio non fare “cittadinanza attiva”, né politica: è scontato che ci si vada a sottoporre al giudizio dei cittadini, che nel caso di occupazioni in ambito amministrativo hanno il sacrosanto diritto di dire quello che vogliono, perché durante gli anni in cui Lei è stato consigliere comunale, il Suo - se pur ridottissimo stipendio - è stato pagato con i nostri soldi.

La terza osservazione che vorrei muoverLe è che il post in questione non mi sembra affatto offensivo e a muovere una querela farà senz’altro meno fatica “Indigeno”, visto che a fronte di una responsabilità politica che Le viene attribuita con toni per niente lesivi Lei invece gli attribuisce degli aggettivi che mi sono sembrati quanto meno esagerati: (“Politicamente e culturalmente sei penoso, sciocco, qualunquista, al soldo dei signorotti del luogo? Sguazzare nel letamaio dei loro retrobottega, godendo delle briciole delle loro malefatte ti fa sentire eroe?”). Tra l’altro, l’anonimato non Le consente di conoscere la vita del diretto interessato e quindi di esprimere considerazioni che siano veritiere e non semplici calunnie. A meno che Lei non sappia chi si celi dietro quel nickname.

Quarta e ultima cosa, dopo questa ho finito. A mio avviso sarebbe bastato che Lei rispondesse con i fatti alle accuse che Le venivano mosse. Questa mania di impugnare azioni legali a destra e a manca ci evoca un personaggio della nostra show-politik nazionale che ci sembrava lontano anni luce dal Suo modo di intendere la vita e la politica. Con queste Sue esternazioni ci ricorda che i politici sono tutti uguali e che basta sfiorarli anche solo con il pensiero, perché essi trovino la via della ribellione andando ad impugnare la calunnia, la mancanza di rispetto, la querela. Cosa dobbiamo fare Signor Gialluisi Giuseppe Sante, dobbiamo trovarci tutti un buon penalista????

Le vorrei chiedere di aver più pazienza, per il ruolo che lei ancora ricopre all’interno della comunità polignanese, di essere meno pignolo, o se vuole esserlo mi auguro che avrà il buon gusto e la coerenza di esserlo nei confronti di tutti, perché sfogliando i commenti mi è sembrato di leggerne alcuni molto, ma molto, ma molto più borderline rispetto a quello in questione;  su quelli né i diretti accusati, né il “Cittadino attivo” si sono sentiti in dovere di processarne l’autore o di esprimersi con i toni da Lei usati.

Sicura di una Sua celere risposta sull’argomento, e sperando che questa mia non diventi anch’essa oggetto di querela, La saluto augurandoLe buon lavoro e un rapido rinsavimento.

Cordiali Saluti.

Manuela Martignano