TARGA AI CADUTI DI VIA FANI: FOTO

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INAUGURATA LA TARGA AI CADUTI DI VIA FANI E L'INFORMAGIOVANI

ALFREDO MANTOVANO: "Lo Stato decise di combattere il terrorismo".

16 marzo 1978. All’incrocio tra via Fani e via Stresa a Roma, un commando delle Brigate Rosse apre il fuoco sugli uomini della scorta dell’on. Aldo Moro: il Maresciallo Oreste Leonardi, l’Appuntato Domenico Ricci, dei Carabinieri, il Vice Brigadiere Francesco Zizzi, l’agente Raffaele Iozzino e Giulio Rivera della Polizia di Stato.

Ieri sera a Polignano, mezzora prima del dibattito sul testamento biologico,  nel corso della solenne cerimonia inaugurale del centro Informagiovani è stata presentata una targa commemorativa ai “Caduti di via Fani” installata nell’omonima piazza. Hanno partecipato numerose autorità tra cui il sottosegretario al Ministero degli Interni Alfredo Mantovano, il Prefetto di Bari, Dott. Carlo Schilardi, il Comandante della Legione Carabinieri Puglia, Gen. Aldo Visone, il Col. Antonio Bacile, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bari, il Questore Giorgio Manari, il Magg. Francesco Rastelli, Comandante della Compagnia di Monopoli e il Sindaco Angelo Bovino.

MANTOVANO: “LO STATO HA FATTO MOLTO” - Il sottosegretario, che sta trascorrendo le vacanze in Puglia nella sua terra d’origine, ricorda quei concitati mesi:IMG_3087 “Ero a Roma per un esame universitario. Lo choc fu così grande che chiusero le scuole e i trasporti. Ci fu anche una grossa manifestazione a piazza S. Giovanni. Poi arrivò il momento in cui lo Stato decise di andare fino in fondo, tutti insieme, contro il terrorismo, assegnando incarichi precisi ai suoi servitori. L’omicidio di Dalla Chiesa, carabiniere che l’indomani della strage fu incaricato di sconfiggere il terrorismo, è il segno di come l’Arma ha dato e dà tanto per proteggerci”.

BOVINO: “MOMENTI DI RIFLESSIONE” - Emozionato il primo cittadino: “questo momento ci porta indietro di molti anni. Questi uomini sono caduti per difendere i valori, questa nazione stupenda. Sono momenti particolari che ci consentono di riflettere senza farci dimenticare quanti si sono sacrificati per l’Italia”.

DON GAETANO LUCA - “Non siano solo occasioni per la memoria. Vorremmo che oggi ci fossero tanti giovani disposti a sacrificarsi per l’amore del prossimo. Giovani dai valori solidi”.

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