CRISI PATATE NOVELLE: COLELLA PROPONE CONSORZIO

articolo2polignano L’Assessore alle politiche agricole, Fabio Colella, ha proposto un’alternativa alla fiera della patata novella di Polignano, per fronteggiare la crisi che sta piegando il settore.
Ha riunito attorno a un tavolo produttori e agricoltori.
“Cosa può fare l’amministrazione per risolvere un problema che viene dal mercato globale, come quello dei prezzi?”. Si è domandato in apertura dei lavori. “Poi ho riflettuto sulle potenzialità di questo incontro e allora mi sono chiesto: la organizziamo o no la fiera della patata novella? Come si può organizzare la fiera di una cosa che non funziona? La verità è che la nostra patata non ha nome, non ha identità".

Serenella, fa notare Colella, è la patata di Bologna; ha un marchio, un nome che vale 1 milione e mezzo di euro in investimenti pubblicitari. "Allora, propongo di indirizzare il capitolo di spesa di 5 mila euro, destinati alla fiera, per un concorso a progetto per la promozione del nostro prodotto, perché questa strada che abbiamo percorso finora non porterà da nessuna parte”.

Colella propone un marchio, un consorzio. La fiera per il momento può attendere, anche perché di ripristinare la vecchia asta non se ne parla proprio.
“Siete disposti a consorziarvi per un progetto legato a un marchio? Mi aspetto le vostre proposte”. Così ha inaugurato il dibattito, che abbiamo il piacere di aprire ulteriormente sul nostro quotidiano.

Riportiamo alcuni interventi dei presenti in aula consiliare, stimolati dalle proposte avanzate dall’Assessore e dal Consigliere Dino Lamanna.

Secondo voi, qual è la soluzione? Quali proposte?


ANDREA DE GIRARDIS: "IO NON LE PIANTO PIU'!".
“Sono prezzi non dignitosi. Ci doveva essere un limite, sotto il quale non si può andare, così come sta facendo il Ministro per la questione latte. Non si può certamente legiferare sui dazi, non è possibile. Giriamo poi i supermercati di Polignano e scopriamo pure qui che i prezzi arrivano fino a 85 centesimi…è inaccettabile! Per le mele della Val di Non, hanno fatto un consorzio e ora c’è una persona sola che rappresenta tutti. Qui, invece le cooperative non vanno, sono spaccate. Inoltre, quest’anno abbiamo spiantato le patate quando non erano ancora mature. La patata di Bologna la possono tenere anche nelle cucine, la nostra no.
Poi, il produttore vuole fare a tutti i costi il commerciante e il commerciante produttore. E' sbagliato!
Trent’anni fa conferivo il mio prodotto a una cooperativa di Mola e mi trovai bene, fu la prima ad avere finanziamenti per i sacchetti in cellophane. A Polignano si lavorava male; bastavano appena due consorzi per risolvere i problemi. A questo punto, l’unica soluzione da prendere è quella di non piantarle più. Io, dal prossimo anno, non le pianto più!”.

DINO LAMANNA: "SIETE DESTINATI A SCOMPARIRE!".
Dura la reazione di Lamanna. “Siete destinati a scomparire se non vi unite. Abbiamo proposto un bando per il mercato ortofrutticolo, con area di stoccaggio, ma nessuno vi ha partecipato. Lavoriamo per il paese, ma tutti fate l’orecchio del mercante. Mettetevi insieme per investire. Siete destinati a scomparire – ripete più volte il Consigliere – Oggi siamo pochi, vi abbiamo dato la possibilità di avanzare proposte, dove sono gli altri? La globalizzazione è questa, la patata nostra è migliore, quindi dovevamo aumentare il prezzo. Pure voi dovrete investire e unirvi. Io ho lavorato coi napoletani, sono più attivi di voi; loro si prendono tutti i finanziamenti possibili”.

PRESIDENTE COOPERATIVA.
“Sicuramente l’asta non è una soluzione, non abbiamo più potere contrattuale. Non puoi vendere in quaranta giorni ciò che viene piantato con le macchinette in quattro mesi.
Non si può scaglionare: tenere al fresco queste patate richiede investimenti esagerati.
Prima, quando si toccava il fondo coi prezzi i produttori protestavano, organizzavano cortei, c’era più dignità. Ora, non più.

UN PRODUTTORE: REINTRODURRE I DAZI.
“Secondo me, bisogna disciplinare i quantitativi che vanno in Egitto, Marocco. In Africa comprano le patate e i fertilizzanti a prezzi politici. Perché non mettiamo i dazi?”.
Eppure, fa notare giustamente l’Assessore, in altri paesi riescono anche a prezzi più alti. Vedi Bologna.

AZIENDA ORTICULTORI.
“Voi, dell’amministrazione comunale, quanto avete speso per l’estate polignanese? 20-30 mila euro? Potrebbero andare  all’agricoltura!

GIANDOMENICO DI MOLA: "CONSORZIAMOCI!".
“La comunità europea da finanziamenti laddove esiste un consorzio, mentre per il singolo non ci sono più soldi. Servono nuove strategie di pianificazione di area vasta: OP, associazioni, consorzi che siano. Organizziamo un incontro per vedere se c’è un gruppo di ragazzi, anche di tre, quattro persone… l’importante è partire. Un incontro per capire come ci si associa, come si fa un consorzio”.

MANUELE: "NON C'E' MERCATO. SIAMO GIA' SCOMPARSI".
“L’errore di fondo è della comunità europea. Se ci sei sul mercato, o non ci sei è la stessa cosa. Cinquant’anni fa, da Polignano partivano vagoni interi di cetrioli. Ora non c’è più commercio”.